voto del pubblico 4.2/5
voto finale
3.9/5
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Succession – Stagione 3: recensione dei primi episodi della serie TV Sky

La dichiarazione pubblica di Kendall sulla colpevolezza di suo padre in vari scandali ha diviso la famiglia Roy. Tra i due ha inizio una faida che si preannuncia spietata e disumana...

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Chi sarà il successore del grande magnate Logan Roy, a capo di uno dei più grandi conglomerati di media e intrattenimento del mondo? All’alba della sua terza stagione, Succession – su Sky Atlantic e NOW a partire dal 29 novembre 2021 – continua a porsi e a porci questa grande unica domanda. Un quesito semplice, capace di reggere per intero (incredibilmente, brillantemente) l’intero arco narrativo nei suoi molteplici snodi. Una partita a scacchi, una battaglia all’ultimo sangue, una vicenda familiare senza esclusione di colpi.
A contendersi lo scettro sono – perlomeno, all’apparenza – i 4 figli di Logan, ognuno con la sua irresistibile caratterizzazione: Kendall, erede designato ripulito da un passato di eccessi e vittima del giogo paterno; Roman, bislacco edonista e inadatto al comando; Shiv, scaltra quanto il genitore ma ancora forse troppo fragile; Connor, imbolsito e totalmente estraneo alle logiche dell’impero familiare. Una storia di invidie, gelosie, enormi e irrisolvibili frustrazioni, che non tradisce neanche nei primi episodi della season three.

Succession 3: il potere logora (chi non ce l’ha)

Succession 3 - Cinematographe.itAvevamo salutato la serie – ben due anni fa – con un potente cliffhanger, che aveva rimescolato nuovamente le carte in tavola in vista del futuro: Kendall aveva tentato infatti un nuovo sgambetto al padre per esautorarlo dal suo trono, convocando una conferenza stampa in cui rendeva pubblici gli illeciti dell’azienda di famiglia. Uno scossone clamoroso, che ci permette nell’incipit della terza stagione di fare il punto della situazione. Perché i membri della famiglia Roy sono talmente bloccati nelle loro mentalità da risultare a loro stessi e al pubblico del tutto inconoscibili.

Ora Kendall, che “dovrebbe” – e mai come in Succession il condizionale è d’obbligo – sentirsi sollevato da un enorme peso, non sa come agire. Ignora i suoi figli finché non si rende conto di averne un disperato bisogno, fomenta la sua vis polemica rendendosi poi conto che gli manca il coraggio, o il nichilismo, sufficiente per condurre una guerra totale. È lui quindi, come facilmente immaginabile, il fulcro di questa stagione, in quella che sembra essere – perlomeno in queste battute iniziali – una battaglia tra due uomini (Logan e Kendall, padre e figlio) isolati nel loro solitario desiderio di dominio.

Un’esperienza televisiva unica, tra orgoglio e tradimento

Succession 3 - Cinematographe.itCostantemente scissa tra elettrizzante apprensione e isterico disprezzo, Succession si conferma uno dei migliori prodotti seriali dell’ultima decade, intriso del tipico humour nero del produttore Adam McKay (già regista di La grande scommessa e Vice – L’uomo nell’ombra) e indiscutibile in ogni suo minimo dettaglio estetico e tecnico. Ci sentiamo parte delle grandi riunioni familiari della crew Roy, e vorremmo fuggirne a gambe levate. Non è un caso che l’immedesimazione maggiore avvenga con il pesce fuor d’acqua Greg, che resta costantemente ai margini dei “grandi discorsi” pur al contempo maneggiando informazioni di vitale importanza.

La stagione 2 aveva promesso un massacro all’arma bianca tra un padre inumano e infallibile e il suo instabile e imprevedibile figlio, e la stagione 3 sembra tenere fede alla parola data rinnovando la sua incredibile intensità emotiva e narrativa. Il modo in cui la famiglia Roy si mangia dall’interno è assieme orribile e divertente, e riconferma quando avevamo già ampiamente intuito nei 20 episodi precedenti: la vera élite vive ancora per il semplice brivido di uccidere. E, per la maggior parte di una stagione scintillante e brutale, il più grande risultato che Succession riesce a raggiungere è, ancora una volta, quello di mostrarci quanto possano essere grotteschi e comici i drammi umani e le tragedie familiari.

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