Storia di un crimine: Colmenares – recensione della serie tv Netflix

Storia di un crimine: Colmenares racconta da vicino l'indagine di uno dei casi più controversi in Colombia: la scomparsa di Luis Colmenares.

Dopo aver debuttato con la sua prima serie, Storia di un crimine: Il candidato, da pochi giorni Netflix ha rilasciato la seconda stagione, Storia di un crimine: Colmenares, nuovissima serie crime che racconta da vicino l’indagine di uno dei casi più controversi in Colombia: la scomparsa di Luis Colmenares.

Diretto da Felipe Cano, con Sebastián Osorio, Fabiana Medina, Laura Osma ed Enrique Carriazo, Storia di un crimine: Colmenaresporta sullo schermo la storia di un ragazzo, Luis Andrés Colmenares Escobar, uno studente universitario scomparso da una festa di Halloween nel 2010. Dopo poche ore dalla sua scomparsa Luis Andrés viene trovato morto in un canale in una delle piazze principali di Bogotà. Inizialmente Luis sembra essere stato vittima di un tragico incidente, a causa della quantità di alcool ingerito, ma i genitori non si lasciano convincere e decidono di portare avanti una battaglia legale per scoprire la verità sulle ultime ore di Luis che, secondo loro, è stato picchiato a morte. Dopo un anno dalla sua morte, il caso viene riaperto dando inizio ad un processo lungo e controverso in cui tre amici di Luis verranno accusati di omicidio. 

Storia di un crimine: Colmenares – la serie crime distribuita su Netflix

Storia di un crimine: Colmenares

La storia di Colmenares fa parte della seconda stagione dell’antologia criminale Storia di un crimine. Storia di un crimine: Colmenares è una storia ispirata da eventi realmente accaduti e racconta passo dopo passo uno dei casi mediatici e giudiziari che hanno sconvolto la Colombia negli ultimi anni. La serie attraverso i suoi otto episodi, riesce a calibrare perfettamente le sue atmosfere torbide, criminali e inquietanti con quelle familiari, dolorose e intense. Il dramma e il crime sono le due anime di questa serie, che è determinata da un processo complesso ed elaborato, pieno di misteri e rivelazioni. 

Ciò che riesce perfettamente al racconto è mostrare come la giustizia colombiana sia corrotta, marcia e destinata a servire solo pochi eletti, appartenenti ad una classe sociale ricca e prestigiosa, cosa che non include la famiglia Colmenares, e sia come l’intransigenza, il desiderio di giustizia e la dedizione sono valori che possono portare, anche dopo anni, a raggiungere l’obiettivo sperato. La storia di questa famiglia, e di Luis, però non segue un tracciato prestabilito, anzi è una tragedia spesso rinnegata, interrotta, opaca e turbolenta: tant’è che dopo tutti i processi, mediatici e giudiziari, che si sono susseguiti in questi dieci anni, nulla sembra essere stato risolto.

Storia di un crimine: Colmenares non delude le aspettative: ogni puntata è credibile, mai eccessiva, intensa e spesso talmente assurda da sembrare tutto frutto di una mente creativa. La serie non lascia niente al caso, tutto è al servizio di una narrazione costituita da una tensione viva, che prosegue con tante piccole ostilità e dissidi, prima all’interno della famiglia, poi tra gli amici e anche tra pubblici ministeri. I colpi di scena che determinano la serie sono disattesi, efficaci e piano piano raggiungono un climax puntuale e molto riuscito nelle ultime puntante; la giusta conclusione di un racconto drammatico che non avrebbe potuto terminare altrimenti.

Storia di un crimine: Colmenares non delude le aspettative

Storia di un crimine: Colmenares

Storia di un crimine: Colmenares non è una serie come le altre: ciò che porta avanti con responsabilità è l’onere di esporre la verità, con tutte le sue contraddizioni, una verità che però non cade dal cielo. La verità è un valore che, in una realtà come quella rappresentata nella serie, è difficile da svelare, soprattutto in un mondo che diffonde menzogne, che cerca di dissipare quel poco di autentico che rimane. Districare fatti di cronaca, anni di processi complessi e lunghi, dichiarazioni confuse e tanti, tantissimi depistaggi non è un ottimo presupposto da cui partire. Ecco perché ciò che si può apprezzare in una serie come questa è il distacco, l’obiettività di cui si fa carico, al di là di ogni giudizio morale.

Regia - 3
Sceneggiatura - 3.5
Fotografia - 3
Recitazione - 4
Sonoro - 3
Emozione - 3.5

3.3

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