Snabba Cash – Stagione 2: recensione della serie svedese Netflix

Criminalità e alta finanza si mescolano nuovamente nel secondo capitolo della serie svedese tratta dai romanzi omonimi di Jens Lapidus. Dal 22 settembre 2022 su Netflix.

Poco meno di due mesi dopo il rilascio della prima stagione nell’aprile del 2021, sull’onda del gradimento dimostrato dai suoi abbonati, Netflix ha deciso di rinnovare per una seconda stagione la serie crime svedese Snabba Cash, a sua volta adattamento per il piccolo schermo dei romanzi omonimi di Jens Lapidus. Notizia, questa, che oltre a farci piacere, consente alla storia narrata di avere un seguito e dare quelle risposte rimaste insolute al termine del primo ciclo di episodi. Del resto di questioni e affari (sporchi) tra i personaggi coinvolti ce n’erano diversi ancora in sospeso. In tal senso, la nuova raccolta di sei episodi da 45 minuti circa cadauno, rilasciata sulla piattaforma a stelle e strisce il 22 settembre 2022, è stata concepita dagli autori Oskar Söderlund e Jesper Ganslandt, quest’ultimo regista insieme a Måns Månsson, di regolare i conti e fornire più di una risposta.

In Snabba Cash 2 il clima nelle strade di Stoccolma si è fatto più incandescente e brutale che mai

Snabba Cash - Stagione 2 cinematographe.it

La maggior parte di queste sono legate al destino del personaggio di Leya, una giovane madre single che cerca di sbarcare il lunario nel mondo delle startup, un ambiente in continuo fermento dove il desiderio di ottenere status e denaro è più forte che mai. Nella seconda stagione, la ritroviamo un anno dopo avere raggiunto importanti traguardi con la sua start-up TargetCoach, che è prossima al grande salto con l’imminente IPO. Ma non è tutto oro ciò che luccica e dietro il successo del progetto, la donna si trova a fare i conti con il senso di colpo per la morte del suo amato Salim, mentre il clima nelle strade di Stoccolma si è fatto più incandescente e brutale che mai. Il mercato chiede più droga e i cartelli sono pronti a distribuirla, ma alle gang mancano i giovani spacciatori. Leya è costretta, suo malgrado, a riallacciare i precedenti legami con la malavita, incrociando sua strada con quella di vecchie conoscenze del passato alla spregiudicata ricerca di denaro facile.     

Nel secondo atto di Snabba Cash, le dinamiche che prendono vita sullo schermo mettono ulteriormente in evidenza la centralità della figura di Leya

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Il secondo atto di Snabba Cash e le dinamiche che prendono vita sullo schermo mettono ulteriormente in evidenza la centralità della figura di Leya, interpretata ancora una volta dalla brava e convincente Evin Ahmad. L’attrice curdo-svedese tiene le fila della costellazione di personaggi e alza l’asticella emotiva tutte le volte che viene chiamata in causa, anche quando la scrittura non la sostiene a dovere. Ciò fa di lei il centro di gravità permanente e il baricentro intorno al quale si sviluppa la traccia principale della linea orizzontale di un racconto che in ogni episodio offre dei sussulti. Questi scaturiscono da un mix di crime e alta finanza. Quando questi due mondi convergono, le alleanze, le amicizie e le partnership d’affari saranno messe alla prova, innescando reazioni a catena senza possibilità di replica per coloro che saranno costretti a soccombere a causa della spietata legge della strada. Questa salirà sino ai piani alti del potere, quello finanziario ed economico come accaduto anche nelle ultime stagioni di Gomorra – La serie, nelle quali la criminalità più o meno organizzata ha trovato altre fonti di guadagno oltre allo spaccio. In questo modo si assiste a una mutazione genetica del gangster movie in una versione 2.0, che mostra dei punti di contatto e delle analogie tra la serie di successo made in Italy con quella svedese.      

In Snabba Cash 2 si assiste all’immancabile valzer di capovolgimenti di fronte e di posizioni dominanti, che si materializza attraverso colpi bassi, tradimenti e nuove alleanze

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Nella seconda stagione, dunque, la sostanza non cambia con un valzer di capovolgimenti di fronte e delle posizioni dominanti che si materializza attraverso colpi bassi, tradimenti e nuove alleanze. Ingredienti chiave che non possono mai mancare in un gangster movie, nel quale non c’è amicizia o fratellanza che tenga, perché a dettare le regole d’ingaggio restano sempre il denaro, i proiettili, l’onore e soprattutto il potere. Il tutto muove i fili e fa scaturire le faide tra le fazioni mutevoli in campo. Insomma, un copione che serie crime come Snabba Cash sono obbligate a seguire per non deludere le attese del pubblico e non deragliare. Quella co-diretta con mano ferma e senza sbavature tecniche da Ganslandt e Månsson segue i dettami alla lettera, come fatto nella stagione iniziale e come prevediamo in una futura terza, poiché la scrittura non ha esitato nel sesto episodio a chiudere delle questioni per aprirne delle altre.

L’interessante evoluzione del personaggio di Leya si contrappone all’involuzione di altri che restano invece al palo o si perdono per strada

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Ciò che resta di questa seconda stagione è l’interessante evoluzione del personaggio di Leya, che si contrappone all’involuzione di altri che restano invece al palo o si perdono per strada. Peccato perché una maggiore coralità ed equilibrio avrebbe potuto dare molta più sostanza al racconto e alla drammaturgia. Questione di scelte con i romanzi prima e la sceneggiatura poi di Söderlund che sembrano volere dare sempre più spazio alla protagonista, l’unica a uscire con le mani pulite sia dalla prima che dalla seconda stagione, anche se qui si ritrova molto più invischiata nel mondo criminale e alle prese con il fardello del senso di colpa.

Regia - 3.5
Sceneggiatura - 3
Fotografia - 3.5
Recitazione - 3.5
Sonoro - 3
Emozione - 2.5

3.2

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