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Selena Quintanilla Pérez, conosciuta quasi esclusivamente con il suo nome di battesimo, è da molti considerata una tra le più popolari icone musicali latine, per moltissimi altri è ancora la regina indiscussa della musica tejano, con oltre 60 milioni di album venduti in tutto il mondo. Era ed è, quindi, perché la sua voce straordinaria ha continuato e continua a resistere allo scorrere del tempo, impressa nella memoria dei milioni di fans che, pure dopo la sua tragica morte nel 1995 per mano della manager Yolanda Saldívar, non l’hanno mai dimenticata. All’epoca aveva da poco compiuto 23 anni e la sua popolarità aveva raggiunto vette altissime. Ma come accade per i grandi artisti le porte dell’eternità si spalancano dopo la morte, con il ricordo di quello che hanno fatto in vita che è destinato a rimanere impresso per sempre.

A interpretare la compianta cantante Tex-Mex una convincente Christian Marie Serratos

Selena: La serie cinematographe.it

Poi ovviamente ci pensano anche il cinema e la televisione ad alimentare il fuoco dei ricordi, con film e serie che, attraverso lo schema collaudato del biopic, fanno rivivere sul grande e piccolo schermo gli highlights più significativi e i momenti chiave della figura di turno. Il primo ad occuparsi della celebre cantante americana di origini messicane è stata proprio la Settima Arte a soli due anni dal sua scomparsa, con la pellicola diretta da Gregory Nava, Selena, dove a interpretarla era stata chiamata Jennifer Lopez. Performance che le valse una nomination come migliore attrice ai Golden Globes. Ora a venticinque anni di distanza la sua storia ritorna sugli schermi, stavolta quelli virtuali di Netflix nella serie omonima creata da Moisés Zamora per la regia di Hiromi Kamata. A vestire i suoi panni troviamo Christian Marie Serratos, l’Angela di The Twilight Saga e la Rosita Espinosa di The Walking Dead, che ha prestato corpo, voce e bravura a una figura tanto amata. Responsabilità pesante che l’attrice statunitense ha raccolto senza lasciarsi intimorire. E, infatti, la sua interpretazione è una delle note positive di un’operazione al momento riuscita, che rende il giusto tributo alla cantante Tex-Mex e alla sua, purtroppo, breve esistenza terrena.

Nei nove episodi della prima parte di Selena: La serie viene raccontato il percorso che ha portato la cantante di origini messicane e la sua band al successo

Selena: La serie cinematographe.it

Come tutte le biografie che si rispettino, anche Selena: La serie ripercorre passo dopo passo l’ascesa e il cammino umano della protagonista, raccontati attraverso un palleggio insistito tra la carriera e la vita privata. Nel caso di Selena le due sfere però si sovrappongono, poiché le vicende personali si sono sempre mescolate con quelle pubbliche. Quella alla quale si assiste in questo caso è un romanzo di formazione che si riversa in una vera e propria saga familiare, con la famiglia Quintanilla che ha sempre rivestito un ruolo fondamentale. Madre, padre e fratelli hanno rappresentato il centro di gravità su e intorno al quale ha ruotato tutta la sua esistenza umana e artistica, fino all’ultimo respiro. Ultimo respiro che, nei nove episodi (da una quarantina di minuti circa cadauno) che vanno a comporre la prima delle due parti (disponibile dal 4 dicembre), non vedremo. Il racconto, infatti, si ferma a metà strada, lasciando lo spettatore al punto di non ritorno della sofferta e clandestina relazione sentimentale tra Selena e il chitarrista Chris.

Le emozioni più forti di questa prima parte sono concentrate nel terzo intenso episodio

Selena: La serie cinematographe.it

Il secco epilogo della prima parte lascia tutto in sospeso, con la seconda che lascia presagire un passaggio deciso a un registro decisamente più drammatico. Nei primi nove episodi si assiste alla cronaca romanzata e on the road della scalata al successo di Selena e della sua band (i Los Dinos) a partire dalla nascita dell’enfant-prodige nel 1971 a Lake Jackson, in Texas. Dalla scoperta del talento sino alla messa in discussione del primo grande amore, passando per premi, dischi d’oro e concerti sold-out, questo capitolo iniziale si concentra su tutti i sacrifici che lei e la sua famiglia hanno dovuto affrontare lungo la strada per il successo. Successo che piomberà su tutti loro, ma che avrà le sue drammatiche conseguenze nel capitolo futuro. Le emozioni ovviamente qui non mancano, con il terzo episodio dal titolo Il vincitore è… che ne condensa la stragrande maggioranza, ma quelle forti sono destinate ad arrivare più avanti con la seconda parte (al momento Netflix non ha ancora divulgato la data).

La confezione vintage dal retrogusto analogico è di qualità, capace di riportare il fruitore indietro nel tempo agli anni Settanta e Ottanta, quelli che hanno visto Selena crescere come artista e come donna: dalle esibizioni alle sagre di paese a quelle sui grandi palcoscenici, tra una tappa e l’altra degli infiniti tour e le registrazioni degli album, c’è spazio anche per vicende domestiche e disavventure amorose. La timeline si snoda lungo questo percorso narrativo che copre vent’anni circa della vita di Selena e dei suoi cari. La scelta di allargare gli orizzonti del racconto oltre il personaggio principale, espande di riflesso quelli della serie, disegnando con grande cura anche i ritratti dei personaggi secondari che, mai come in questo caso, non rappresentano delle semplici spalle. Questo è l’elemento che ci ha più convinto di Selena: La serie – Parte 1 e che speriamo resti inalterato nei capitoli che verranno.