Prova a sfidarmi: recensione della serie Netflix

Venerdì 20 marzo è arrivata su Netflix Prova a sfidarmi (Dare me), serie tv basata sull’omonimo romanzo di Megan Abbott. La serie, in pochissimi giorni, è diventata una delle top 10 della piattaforma, conquistando una larga fetta degli abbonati al servizio.

La prima stagione di Prova a sfidarmi racconta la storia di Addy (Herizen Guardiola) e Beth (Marlo Kelly), cheerleader di un piccolo paesino americano. Le due ragazze, tra alti e bassi dovuti anche all’adolescenza, sono da anni migliori amiche: hanno condiviso tutto, e l’una è da sempre la spalla dell’altra. Beth è forse l’elemento più forte del duo: ragazza problematica, è molto popolare in tutta la scuola, e guida come un capo la squadra di talentuose cheerleader del liceo.

Il delicato rapporto tra le due inizia a incrinarsi quando arriva la nuova coach, Colette French (Willa Fitzgerald), donna dal carattere forte e deciso, intenzionata a far migliorare notevolmente il gruppo di cheerleader per portarlo alle Regionali. Per lei Addy inizia a provare un vivo interesse, che scatena la gelosia di Beth, da subito critica nei confronti della coach: la ragazza non si fida di Colette, reputandola non sincera e piena di segreti. Uno di questi è la storia extraconiugale che ha iniziato con il Sergente Will Mosley (Zach Roerig), un reclutatore di nuove leve impegnato con il lavoro proprio nel liceo delle protagoniste. Litigi e incomprensioni, segreti e solitudini, omicidi e ambiguità: sono solo alcuni degli ingredienti che compongono Prova a sfidarmi.

Prova a sfidarmi: misteri e ambiguità al centro della serie

Prova a sfidarmi Dare me - Cinematographe.it

Anni di serie tv e film americani ambientati nelle high school ci hanno abituato ad accettare un fatto come un’innegabile verità: gli adolescenti, a volte, sanno essere davvero cattivi. Cattivi nel senso di inclini ad andare troppo oltre le regole, di assumere un atteggiamento che è quello di una perenne sfida verso le leggi e le convenzioni, un tirare la corda che, in questi prodotti di finzione, arriva a livelli decisamente estremi. E una serie come Prova a sfidarmi non fa eccezione.

Qui, però, gli adolescenti non sono da soli nel compito di perpetrare azioni opinabili: sono circondati da adulti assolutamente all’altezza. Nella nuova serie Netflix – sceneggiata dalla stessa Megan Abbott insieme a una delle autrici di Dawson’s Creek, Gina Fattore – non è possibile attuare un distinguo tra personaggi positivi o negativi: nessuno dei caratteri può far parte in maniera netta delle vittime o dei carnefici, e questa non è l’unica ambiguità che contribuisce a fare di Prova a sfidarmi un buon prodotto di intrattenimento.

Molti sono infatti gli elementi enigmatici della serie: la natura dell’amicizia tra Beth e Addy, il sentimento che lega quest’ultima alla coach Colette, il motivo che porta la donna a frequentare il Sergente Mosley. E poi il rapporto genitori-figli, con una positività ridotta all’osso, le azioni compiute da Beth con Kurtz, soldato di Mosley, gli allenamenti sfiancanti da cheerleader e l’amore-odio tra le compagne di squadra… Da serie mistery quale è, le 10 puntate di Prova a sfidarmi – narrate dalla voce fuori campo di Addy – portano avanti una trama basata su più di un nodo da sciogliere, rendendo evidente come sia necessaria una seconda stagione, soprattutto per l’inaspettato cliffhanger.

Prova a sfidarmi: la profondità dei personaggi femminili

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A reggere il tutto, una sceneggiatura che si dimostra capace di dare profondità ai suoi personaggi principali. Specie, come appare evidente, a quelli femminili. Prova a sfidarmi ruota attorno all’universo delle cheerleader, e le donne della serie emergono con una maggior definizione dei chiaroscuri dei loro caratteri. Gli uomini presenti appaiono quasi come loro accessori bidimensionali, o comunque incapaci di essere autonomi: ognuno di loro mostra di aver bisogno di una delle protagoniste, che sia per motivi sentimentali o lavorativi. Al contrario delle ragazze, che invece appaiono desiderose di risolvere primariamente i propri problemi interiori. Prova a sfidarmi rivolge a loro, le adolescenti, l’attenzione maggiore, mettendo su schermo tutte le fragilità tipiche di questa età e il disperato, urlato bisogno di sentirsi amate.

Anche se ottima nel condurre per mano i suoi personaggi, a volte le maglie della sceneggiatura mostrano delle smagliature che la rendono imperfetta, con qualche sbavatura nei dialoghi. Complessivamente, però, grazie anche a una prova attoriale di livello – su tutti, forse, quella di Marlo KellyProva a sfidarmi raggiunge quello che è il suo scopo: intrattenere, facendo appassionare lo spettatore con una storia avvincente e che merita, sicuramente, di giungere a un finale.

Regia - 3.5
Sceneggiatura - 3.5
Fotografia - 4
Recitazione - 4
Sonoro - 3.5
Emozione - 4

3.8

Tags: Netflix