Paper Girls: recensione della serie fantascientifica di Prime Video

La serie unisce elementi provenienti da diverse correnti della fantascienza ad altri tipici dei prodotti teen

Paper Girls è una serie televisiva fantascientifica creata da Stephany Folsom (Toy Story 4). Si tratta di un adattamento dell’omonimo fumetto scritto da Brian K. Vaughan e illustrato da Cliff Chiang. La prima stagione, che è composta da 8 episodi, è disponibile in Italia dal 29 luglio 2022 su Prime Video.

Oltre alla stessa Folsom, che ha curato lo script di due episodi, si sono occupati della sceneggiatura anche Christopher Cantwell (Halt and Catch Fire), Lisa Albert (Mad Men), K.C. Perry (The Originals) e Kai Wu (The Flash). La direzione è stata invece assegnata a quattro giovani registe, che si sono occupate di due episodi a testa: Mairzee Almas (Tenebre e ossa), Georgi Banks-Davies (I Hate Suzie), Destiny Ekaragha (The End of the F***ing World) e Karen Gaviola (Lucifer).

Paper Girls: la fine del mondo come lo conosciamo

Paper Girls 01 - Cinematographe.it

Le vicende narrate da Paper Girls hanno inizio la mattina del 1° novembre 1988. La giovane Erin Tieng (interpretata da Riley Lai Nelet) si appresta a iniziare il suo primo turno come incaricata alla consegna dei giornali. Il lavoro si rivela più insidioso del previsto e Erin riesce a orientarsi tra le strade ancora buie della città solo grazie a Tiffany Quilkin (Camryn Jones), una sua coetanea che svolge l’incarico già da tempo, che le viene in soccorso.

Alla coppia si aggregano anche Mac Coyle (Sofia Rosinsky) e KJ Brandman (Fina Strazza), le altre due ragazze che coprono la consegna del quotidiano nella zona. La mattinata si rivela essere ancora ricca di insidie: due figure misteriose, che le protagoniste scambiano per i bulli del quartiere, le attaccano e gli rubano i walkie talkie. Non accettando di essere derubate, decidono di seguire i misteriosi aggressori per riprendersi quello che è loro. Facendo questo, entrano inconsapevolmente a far parte di un disegno ben più grande di loro e danno inizio a un viaggio che le porterà lontano non solo nello spazio, ma anche nel tempo.

Attraverso il caos del tempo

Paper Girls 02 - Cinematographe.it

Come accennato nel precedente capitolo, la trama di Paper Girls vede le quattro protagoniste viaggiare attraverso il tempo. Questo espediente non è di certo l’unico a caratterizzare lo show all’interno dell’universo Scifi; anzi, una delle sue particolarità è proprio quella di attingere da diverse correnti della fantascienza e di accostare elementi che non siamo soliti vedere insieme. Questo collage di ispirazioni e influenze, grazie all’imprevedibilità che garantisce, è forse l’aspetto più interessante della serie.

Per giustificare la presenza di elementi così eterogenei, gli sceneggiatori – che, ricordiamolo, prendono ispirazione dal fumetto – costruiscono una storia estremamente complessa, nella quale sono coinvolte diverse fazioni e numerosi individui. Gli autori scelgono poi di rendere noti i dettagli della vicenda solamente quando questi vengono appresi dalle ragazze. L’approccio non è problematico di per sé, ma finisce per impoverire la narrazione nel momento in cui la quasi totalità delle rilevazioni avviene attraverso un dialogo. In diversi casi, sarebbe stato più efficace utilizzare le immagini per mostrare quello che invece si sceglie di spiegare a parole.

Un’altra nota dolente che riguarda la scrittura sono proprio i personaggi principali: Erin, Tiffany, Mac e KJ corrispondono fin troppo a dei noti stereotipi dei prodotti con protagonisti adolescenti. Purtroppo, con il proseguire delle puntate e il conseguente evolversi dei caratteri, l’adesione a questi stereotipi diventa ancora più evidente e rende difficile sviluppare interesse per le vicende umane delle protagoniste, che seguono quasi sempre dei canovacci già visti innumerevoli altre volte.

Un futuro passato

Paper Girls 03 - Cinematographe.it

Per quanto riguarda la regia, tutti gli episodi di questa prima stagione di Paper Girls sono senza dubbio di fattura discreta. D’altra parte, le quattro registe che si sono alternate dietro alla macchina da presa sono professioniste di confermata esperienza, che anche in questa occasione danno prova di professionalità e adattabilità. In particolare, riescono tutte a destreggiarsi con grazia nelle numerose transizioni dai momenti più intimi, in cui le vicende personali sono al centro, a quelli più movimentati, dove è invece il carattere action a prendere il sopravvento.

Lascia invece a desiderare la realizzazione degli effetti speciali. Nonostante dei trucchi di ottima fattura siano presenti in alcuni episodi, non sono poche le occasioni in cui la loro realizzazione appare invece approssimativa. È proprio la disparità di trattamento a rendere evidenti quei passaggi in cui l’effetto avrebbe avuto bisogno di maggiore attenzione per risultare efficace. Infine, poco convincenti sono anche i costumi, specialmente nei momenti in cui è il fantastico a farla da padrone.

L’impressione che si ha è quella che il settore tecnico abbia operato con un budget non adeguato alle ambizioni della serie e sia stato costretto a scegliere di dare la precedenza ad alcuni elementi a scapito di altri. Purtroppo, in questo tipo di prodotto, che punta decisamente sulla spettacolarità, la mancanza di scenografie, costumi ed effetti speciali pari al livello di eccellenza a cui il pubblico è abituato rappresenta un problema notevole.

Un viaggio da compiere

Paper Girls 04 - Cinematographe.it

Oltre a quanto elencato sopra, la serie è caratterizzata dalla presenza di altri aspetti positivi, come per esempio l’ottima colonna sonora, e di altri decisamente negativi, come la recitazione poco ispirata della maggior parte degli interpreti. Volendo fare una media tra tutti, è facile intuire come Paper Girls finisca per apparire come una produzione mediocre, che non spicca particolarmente ne in negativo ne in positivo.

Gli amanti della fantascienza, specie coloro che amano quella più scanzonata e commerciale, si divertiranno a seguire questa prima stagione ma, a parte la già citata tendenza a prendere ispirazione dalle fonti più disparate, non troveranno al suo interno niente di nuovo o di particolarmente originale. Per coloro che non sono di per sé amanti del genere, risulterà invece piuttosto ostica da digerire.

Leggi anche James May – Il nostro agente in Italia: recensione della serie Prime Video

Regia - 3
Sceneggiatura - 2.5
Fotografia - 3
Recitazione - 3
Sonoro - 3
Emozione - 2

2.8

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