Noi: recensione della serie Rai, adattamento di This is Us

Abbiamo visto i primi due episodi della serie NOI, il family drama targato Rai e Cattleya, adattamento italiano di This is us.

Noi, la trasposizione italiana di This is us, la serie statunitense creata da Dan Fogelman, rispetta felicemente l’anima della serie originale e il riferimento alle nostre specifiche memorie collettive contribuisce ad amplificare l’empatia e il coinvolgimento emotivo.

La bellissima serie statunitense è stata un successo clamoroso in tutto il mondo perché ha saputo rinnovare il genere family drama – ormai logoro e consunto e naufragato in un certo patetismo retorico e sentimentale di maniera – con un originale linguaggio drammaturgico e soprattutto con una purezza e una profondità di sentimenti che hanno la forza di colpire al cuore. La versione italiana firmata Rai e Cattleya, disponibile dal 6 marzo con i primi due episodi, sembra abbia rispettato e colto pienamente lo spirito dell’originale, che era quello di narrare con autenticità sentimenti familiari universali.
Sicuramente la scelta della trasposizione nella storia italiana lungo un arco di tempo di quarant’anni, dagli anni ’80 a oggi, “l’italianizzazione” dell’adattamento con la rievocazione nostalgica di atmosfere, ideali, canzoni e situazioni passate e presenti in cui riconoscersi, aumenta il coinvolgimento emotivo del pubblico italiano. Noi è infatti il racconto di una famiglia e nello stesso tempo è quello di un Paese, perché la famiglia è la cellula primordiale della società.

Nei primi due episodi si gettano le fondamenta della storia della famiglia Peirò

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Nei primi due episodi –Il gioco della vita e I fantastici tre – e soprattutto nel pilot, si narrano le fondamenta della storia della famiglia Peirò. Si svela quindi subito il prezioso dispositivo drammaturgico di alternare il passato con il presente, andando avanti e indietro nel tempo con un montaggio che incuriosisce, appassiona e diverte lo spettatore. Nel 1984 i giovani Pietro e Rebecca stanno aspettando felicemente la nascita di tre gemelli; sono entusiasti del loro progetto di vita che è molto semplice: l’amore. Purtroppo durante il parto, uno dei tre gemellini muore ma Pietro vuole comunque opporsi al destino e con un atto nobilissimo e ostinato, condiviso dalla moglie, decide di adottare Daniele, un neonato nero, che piange nella sala ospedale in una culla vicina a quella dei suoi figli biologici e che è stato abbandonato per strada e portato lì. Con un salto temporale arriviamo al compleanno dei tre gemelli Daniele, Claudio e Caterina che oggi, all’età di 34 anni, sentono il bisogno di fare un bilancio della propria vita e cambiare o sistemare quello che non va. Daniele, il nero, è riuscito a realizzarsi sia professionalmente con una carriera di successo sia affettivamente come felice padre di famiglia ma a questo punto deve guarire la sua ferita profonda e decide di cercare il proprio padre biologico; Claudio invece è un attore di successo di soap televisive ma insoddisfatto del proprio percorso artistico e vuole mollare tutto per fare teatro; Caterina infine, cantante con poca autostima, lotta fin da piccola con i suoi problemi di peso e decide di frequentare un gruppo per disturbi alimentari per ritrovare la serenità e la fiducia in se stessa (e qui troverà l’amore).

Contemporaneamente vediamo i genitori Pietro e Rebecca nel passato e nel presente che si dividono fra i tre figli e il bisogno di non sacrificare troppo se stessi e i propri sogni individuali.

Qual è la forza di NOI, la fiction in onda su Rai Uno?

La forza di questa serie si basa moltissimo su questo dispositivo drammaturgico che alterna costantemente presente e passato, che non annoia mai e avvince perché ci da modo di vivere il racconto della storia solo attraverso i momenti cruciali attraverso cui poter capire il cambiamento dei protagonisti durante le fasi diverse della vita. Nella scrittura di Petraglia non ci sono mai momenti morti o delle scene di servizio (di raccordo): ci sono solo le scene principali che “servono” al racconto e non sono solo drammatiche ma spesso piene di ironia e felicità domestica così come è la vita autentica. L’altro elemento fondamentale che rende questa serie molto emozionante e commovente è la profondità dei sentimenti narrati, che arrivano in modo diretto, sincero, senza retorica o patetismo e in questo aiuta molto la naturalezza dei dialoghi.

Tutto è credibile e l’immedesimazione è facile perché si tratta di personaggi che pur essendo positivi hanno molte debolezze e fragilità e come tutti noi sono fatti di luce e di ombra. Questa empatia è possibile ovviamente grazie anche all’eccellente cast, felicemente diretto da Luca Ribuoli. A partire dal padre “capostipite” Pietro, interpretato magnificamente da Lino Guanciale, che offre un ritratto profondo di quest’uomo profondamente buono che ha il sogno semplice e nobilissimo dell’amore per la famiglia ma ha anche una forte parte di ombra, essendo fragile fino all’alcolismo autodistruttivo. Intensissima e davvero profonda è l’interpretazione di Aurora Ruffino nei panni della madre Rebecca che è un personaggio molto forte forse anche perché la madre è la radice della famiglia, il simbolo dell’amore incondizionato. Aurora Ruffino è molto brava nel rappresentare le tanti fasi della vita di Rebecca e soprattutto il passaggio, tipico di ogni madre, di questa donna che da giovane per amore sacrifica la proprie ambizioni per i figli e poi deve affrontare con una nuova affettuosa saggezza il fatto che, una volta divenuti adulti, sembrano dimenticarsi di lei, presi dai propri problemi di vita. Fra i protagonisti completano il cast i “figli”, ottimamente interpretati da Dario Aita (Claudio) e Livio Kone (Daniele) fra cui spicca per energia Claudia Marsicano (Caterina) e da segnalare anche la breve ma preziosa partecipazione di Massimo Wertmuller nei panni del comprensivo Dottor Castaldi.

Noi va in onda su Rai Uno con le prime due puntate il 6 marzo 2022 alle 21.15. La serie targata Rai Fiction e Cattleya è composta da un totale di sei puntate ed è disponibile anche su RaiPlay.

Leggi anche Noi: ecco cosa ci hanno svelato Lino Guanciale e Autora Ruffino sulla fiction Rai

Regia - 3.5
Sceneggiatura - 3.5
Fotografia - 3.5
Recitazione - 3.5
Sonoro - 3.5
Emozione - 3.5

3.5

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