Neon: recensione della serie TV Netflix sul reggaeton

Tre ragazzi affamati di sogni, Miami e tanto reggaeton. In una parola Neon, la serie tv comedy/musicale su Netflix dal 19 ottobre 2023.

Si tratta di seguire i propri sogni e farlo in compagnia, che da soli non c’è gusto. Poco spazio per ambiguità e sottigliezze nel caso di Neon, la serie TV comedy/musicale creata da Shea Serrano e Max Searle e disponibile su Netflix a partire dal 19 ottobre 2023. Il filo rosso, tematico, narrativo, spirituale, è il reggaeton, che qui vale come altrove il rock, il neorealismo o l’espressione artistica che preferite: non un genere, piuttosto uno stato mentale. Un’attitudine di sensualità, energia, positività. E cameratismo.

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Più o meno così la vedono i protagonisti dello show. Sono giovani, carini e gli manca la lucidità necessaria per inquadrare le loro aspirazioni nei termini un po’ retorici, ma sinceri, di vocazione e destino. La loro è una missione (anche se non lo sanno) e la interpretano adeguandosi a un codice di comportamento molto molto rigoroso: non arrendersi mai, arrivare in cima al mondo e possibilmente restarci. Produce e recita, tra gli altri, Daddy Yankee, cantante e rapper portoricano. Il resto del cast comprende Tyler Dean Flores, Emma Ferreira, Jordan Mendoza e Courtney Taylor.

Neon: sesso poco, droga qui e là, tanto reggaeton

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Neon non lascia spazio a dubbi: se il suo protagonista, Santi (Tyler Dean Flores), lascia Fort Myers, Florida, per sistemarsi a Miami, capitale americana del reggaeton, non è per inseguire sogni impossibili o senza essersi prima guardato dentro, per verificare se il talento necessario c’è o no. Santi ci sa fare, punto. Fenomeno dell’era internet, chiacchierone e irresponsabile ma dal cuore d’oro, ha spopolato, all’inizio solo a livello social, con un pezzo chiamato “Exagerao”. Ora è diretto nella grande città per consolidare le sue credenziali. Lo accompagnano gli amici più stretti: Ness (Emma Ferreira), manager improvvisata dalla volontà di ferro e una bella faccia tosta. E Felix (Jordan Mendoza), direttore creativo e regista, sempre pronto a immalinconirsi ma abbastanza geniale nelle intuizioni artistiche.

Santi e il suo team devono darsi da fare per entrare nel giro, per esempio cercando un contatto con le principali case discografiche. Così incontrano Mia (Courtney Taylor), che lotta come una leonessa per farsi un nome nell’industria musicale, lei unica (o quasi) donna giovane in un mondo di uomini abbastanza avanti con gli anni; sessismo e miopia imprenditoriale imperano. Mia crede fermamente nel potenziale di Santi, rispetta la visione creativa di Ness e Felix – oltre a sostenere l’amico cercano di ritagliarsi una nicchia nell’ambiente – ma sa che la strada per il successo è lastricata tanto di buone intenzioni quanto di trappole.

Il reggaeton è la strada verso il successo. Per Santi è anche il modo di non disperdere le radici e l’eredità familiare, il retaggio portoricano. Neon è un tripudio di luci sferzanti, sonorità latine, sensualità galoppante e famiglia. Ci sono anche le trappole. Non tanto il sesso, se ne vede poco e se ne parla molto. La droga è un problemino più serio: non tanto dal punto di vista del consumo della sostanza, gli odiosi stereotipi sull’artista dissipato. La droga in Neon c’è, in modo un po’ diverso. Tutta colpa di Gina (Jordana Brewster), misteriosa donna d’affari con uno stupefacente giro di import/export che mette sotto contratto Santi e il suo team senza rivelare chi è e cosa fa: lo scopriranno, meglio lo intuiranno, troppo tardi. Ed è un problema. Bisogna sceglierseli bene, i finanziatori.

Questo è uno dei tanti guai che un artista in ascesa deve affrontare. Gli approfittatori, i contratti capestro, il tentativo costante dell’industria di diluire la creatività in favore di una visione puramente commerciale, innocua, accattivante ma senza spessore. Santi si sente artista e tale vuole imporsi all’attenzione generale. Il momento più difficile arriverà quando la più grande popstar del mondo, Isa (Genesis Rodriguez), gli propone di inscenare una relazione di plastica, vantaggiosa per entrambi, collaborando addirittura su un pezzo. Santi l’aveva scritto in onore degli amici ma Isa vuole stravolgerlo. Il momento clou nella vita del protagonista: accettare la proposta e svendersi, raggiungendo un successo superiore anche alle più sfrenate ambizioni? O conservare intatte la dignità e l’amicizia di Ness e Felix, a costo di seppellire la carriera? Neon crede nei sogni e l’amicizia: a complicare le cose c’è l’eterna partita tra arte e commercio.

Il sogno (latino)americano

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Non bisogna farsi ingannare: il mood di Neon rimane ostinatamente leggero e frizzante, anche al contatto con le superfici più inospitali. La fantasia al ritmo di reggaeton su sogni e amicizia prevale sul resoconto realistico dei saliscendi della fama in un ambiente ultracompetitivo e stimolante. La celebrazione di un genere musicale e del relativo stile di vita serve a Shea Serrano e Max Searle per riflettere sul sogno americano e sul peso specifico della cultura latina/ispanoamericana all’interno del multietnico calderone nazionale. Politica della rappresentazione: una serie spudoratamente non-bianca. Portoricani, afroamericani (Mia), filippini (Felix); l’americano medio è un’ombra sfuggente e poco altro. Ma è così che vanno le cose, oggi, almeno a livello di storytelling. La vita reale dovrebbe adeguarsi e garantire maggiore inclusività, anche se resta molta strada da fare.

Parlando dell’eterna partita tra arte e commercio, artificio e spontaneità: la sfida di Santi è non smarrire la sincerità della propria visione accettando i giusti compromessi e rifiutando di vendere l’anima al diavolo. Neon crede di aver trovato la risposta alla domanda da un milione di dollari: è possibile avere successo senza corrompersi? Sì, se si ha fede nei propri sogni, rispetto per le proprie radici e non si disperdono i tesori dell’amicizia. La famiglia che ti sei scelto: Tyler Dean Flores è un Santi euforico, sempre su di giri, apparentemente infantile ma sempre pronto a fare la cosa giusta. Emma Ferreira, un vulcano di tenacia e la giusta maturità. Jordan Mendoza, genio e tenerezza.

La caratterizzazione più riuscita ha per nome Courtney Taylor. Mia è l’incarnazione del potenziale inesplorato della storia: giovane donna afroamericana, sola in un mondo di maschi bianchi, le prova tutte per realizzare se stessa senza sacrificare le aspirazioni altrui. Parole d’ordine tenacia, creatività, anche qualche bugia. La sua psicologia è un mix di forza, rabbia, umorismo e fragilità. Quando Mia è in scena, la serie corre al massimo dei giri; altrimenti, la leggerezza della confezione prevale in maniera un po’ squilibrata sul fondo tematico più aspro.

Neon: valutazione e conclusione

Ci sono due serie differenti dentro Neon: c’è il racconto scanzonato di una carriera calibrata su sonorità reggaeton. E poi la riflessione su amicizia, sogni, denaro e compromessi. La musica è il filo rosso che tiene insieme tutto, l’alto e il basso, la luce e gli aspetti meno edificanti. Il fatto che alcuni dei protagonisti della scena musicale americana, su tutti Daddy Yankee, compaiano nella serie, testimonia la volontà essenzialmente celebratoria del team creativo di Neon: omaggio di un genere musicale, esaltazione della cultura che lo sostiene. A una certa distanza, la serie funziona esattamente in questi termini: gloriosa fantasia in musica e inno a un mondo (latino) emarginato per troppo tempo. Se si prova a guardare più da vicino, l’impressione è di un colorato, divertente e sbrigativo tutorial su arte, carriera e successo. Un po’ intimorito, tra l’altro, dalla sua stessa ombra.

Regia - 2.5
Sceneggiatura - 2.5
Fotografia - 2.5
Recitazione - 3
Sonoro - 4
Emozione - 2.5

2.8

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