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La prima stagione della serie tv norvegese Natale con uno sconosciuto aveva inizio con una riunione pre-natalizia davanti a un banchetto. Lì Johanne, la protagonista, un’infermiera trentenne single, veniva relegata al tavolo dei bambini e sottoposta ai consigli non richiesti dei famigliari: la sorella maggiore, in particolare, le raccomanda di uscire con un suo collega «albino e privo di qualche dita della mano, ma molto simpatico». Nell’episodio conclusivo le cose per Johanne sembrano essersi risollevate: siamo alla vigilia di Natale e la nostra eroina ha nel frattempo collezionato diversi appuntamenti e un discreto numero di incontri soddisfacenti con altrettanti partner. Il finale, sospeso, non rivela allo spettatore l’identità del mittente di un eloquente bouquet di rose rosse e rimanda lo scioglimento del mistero alla stagione successiva, resa disponibile da Netflix, a un anno di distanza dalla prima, proprio lo scorso 18 dicembre. 

Natale con uno sconosciuto 2: l’infermiera Johanne alle prese con nuove disavventure sentimentali

In Natale con uno sconosciuto 2 ritroviamo, così, Johanne legata a uno degli uomini che l’avevano corteggiata nella stagione precedente, ma qualcosa in lei non si è ancora sbloccato: fantasmi di vecchi amori aleggiano nello spazio oppresso del suo cuore ansioso di palpitare di nuovo e, magari, di accordare il battito a un amore definitivo. Ricominciano la girandola di incontri per non restare sola anche in occasione del successivo Natale e le conseguenti altalene di slanci e delusioni fino al gran finale in cui Johanne sembra aver finalmente dato un nome al suo desiderio.

Il plot non è se non la variazione di un soggetto collaudato: una donna, giovane ma non più giovanissima, assiste agli idilli sentimentali altrui senza riuscire a costruire niente per sé, dicendosi sì che non c’è un tempo prestabilito per mettere su famiglia, ma soffrendo anche un po’ per il ritardo accumulato nella lunga corsa a ostacoli verso ‘quello giusto’. E, dunque, si affanna per cercare di propiziare la svolta: questa, a suo modo, arriva, ma la donna giovane non più giovanissima non la governa e se ne spaventa. E si sa che nulla si ottiene se non si è capaci di abbandonarsi, di lasciarsi andare all’imprevisto: vogliamo tutti innamorarci, ma non siamo disposti, per quello, a perdere un po’ di controllo sulle nostre vite.

Natale con uno sconosciuto 2: una fiaba disincantata, ma non troppo, perfetta per il periodo festivo

La dolce tortura dell’appuntamento romantico: ‘Natale con uno sconosciuto’, serie tv norvegese di Netflix, torna con una seconda stagione 

Ambientata in uno scenario incantevole che, pure, meritoriamente, non si traduce mai in cartolina, Natale con uno sconosciuto conferma con questa sua seconda stagione la qualità del cast, a cominciare proprio dall’attrice protagonista Ida Elise Broch, e delle intuizioni sulle intime disposizioni dei suoi personaggi, mantenendosi, però, lieve come richiedono i codici del genere di riferimento. Le avventure sentimentali di Johanne catturano proprio perché riguardano non tanto una Bridget Jones pasticciona quanto una donna come tante, una qualunque millennial alle prese con la difficile arte di far quadrare aspettative sociali interiorizzate e l’ascolto della voce sua propria.

Quel che disturba, ma è peccato veniale, è l’impressione che le vicende rappresentate siano pilotate dall’intenzione di mandare un messaggio edificante d’emancipazione e inclusione, di superamento di tabù e condizionamenti sociali. La scelta finale di Johanne, che avvicina Natale con uno sconosciuto a un’altra serie scandinava, Love&Anarchy, chiarisce allo spettatore che non vi sono ragioni esterne alla soggettività del proprio desiderio che tengano e che sbarazzarsi dei condizionamenti sociali, di quello che è ritenuto giusto dai più, è sempre una buona idea.

Sia chiaro, il messaggio s’iscrive nelle logiche e nelle mete della fiaba – e cos’è c’è di più fiabesco di un racconto di Natale? – ma, un po’ per la matrice nordeuropea, un po’ per la risaputa politica di Netflix, ciò che si perde nell’operazione è quel brandello di realtà che resta necessariamente escluso dall’identificazione meccanica tra esistenziale e civile, la materia vischiosa che resiste a quel filtro purificatore che fa sì che diventi spesso e rappresentabile solo la lezione (sia essa esplicita o implicita) di presunto affrancamento dai codici imposti. Viene il dubbio che siano proprio le società apparentemente più progressiste e libere quelle a cui riesce meno facile riconoscere e conquistare un desiderio autenticamente soggettivo.

Natale con uno sconosciuto – Stagione 2, con Ida Elise Broch nel ruolo di Johanne, è disponibile per gli abbonati Netflix dal 18 dicembre 2020.