Monarch: recensione della serie Sky con Susan Sarandon

Una serie che ruota attorno alla prima famiglia della country music in America.

Gli anni sembrano non passare mai su di lei, sull’attrice premio Oscar Susan Sarandon che interpreta la regina della musica country americana nella serie TV Monarch. Con i suoi undici episodi ambientati in Texas, il family drama, prodotto da Sony e creato sul modello di Empire da Melissa London Hilfers, vede nel cast principale – accanto all’amata attrice di Dead Man Walking, Thelma & Louise e The Client – anche Anna Friel, Trace Adkins, Beth Ditto e Joshua Sasse e procede fra inganni, bugie e tradimenti al ritmo della musica country americana seguendo le vicende della famiglia Roman: un gigante di questo mondo musicale a sé stante. I primi due episodi di Monarch si possono guardare su Sky dal 23 novembre 2022 e in streaming su NOW.

Monarch: una dinastia divisa fra musica, bugie e sete di successo

Monarch Sky - Cinematographe.it

Il tema che si introduce nel pilot di Monarch è uno dei quelli che si affrontano con un filo di voce e la sensazione di aver preso un pugno forte allo stomaco: una mamma – una stella malata di cancro – chiede a sua figlia di aiutarla a morire così come ha sempre vissuto, “con i capelli al vento e il sorriso in volto“. Ma in realtà la trama di Monarch ruota attorno alla prima famiglia della country music in America: i Roman. A capo di tutto c’è la regina Dottie Cantrell Roman (Susan Sarandon) e il marito, il cantautore country, Albie Roman (Trace Adkins). La coppia è unita tanto nella vita privata quanto in quella professionale, in quanto partner da decenni. I Roman sono una famiglia piena di talento, una vera e propria dinastia della country music. Ma anche se il loro nome è sinonimo di onestà, alla base del loro successo c’è una bugia. Le origini di questo impero, infatti, non corrispondono propriamente a quanto è stato sempre dichiarato. E quando il loro regno viene messo in pericolo, l’erede al trono Nicky Roman (Anna Friel già conosciuta in Limitless e in London Boulevard), si scontra contro un’industria che non sembra apprezzarla; non si fermerà di fronte a nulla per proteggere la sua eredità e la sua stessa carriera, a costo di scontrarsi apertamente con suo fratello Luke – Ceo della Monarch Records (Joshua Sasse) e con sua sorella minore Gigi (Beth Ditto di Animali Notturni) che è finalmente intenzionata a reclamare la sua fetta di torta…

Cliché country e cover nella serie TV che non spicca il volo

Dottie nasconde grandi segreti che possono essere legati ai segmenti thrilling flashforward che chiudono ogni puntata, come quelli che, ad esempio, mostrano Albie Roman con un fucile o un corpo avvolto nella plastica di una persona non identificata. Uno show come questo suggerisce un mondo appariscente ma clandestino, ma non ci è sembrato che Monarch avesse molto da dire sul panorama della musica country o, più in generale, sul Texas contemporaneo (dal momento che il prodotto seriale è stato girato nell’area di Atlanta). Anche la colonna sonora, che per lo più è composta da cover, non ci ha convinti. Ci sono alcuni brani originali, anche emozionanti, fra cui quello che coinvolge insieme le sorelle Roman, il cui refrain è “how can I live without you” ma sono talmente sepolti nell’opera che potreste non notarli. Superfluo affermare che ci è sembrato uno spreco avere Susan Sarandon o talenti musicali come Beth Ditto e Trace Adkins. La sceneggiatura è la sola a non averci deluso ma contiene comunque tanti cliché country, le solite faide e i segreti familiari in stile How to Get Away With Murder. Insomma, come da premessa, Monarch non intende reinventare ma semplicemente riconfezionare in un pacchetto un pochino diverso il genere: guarnito con paillettes, country music e cappelli cowgirl.

Regia - 2.5
Sceneggiatura - 3
Fotografia - 3
Recitazione - 2.5
Sonoro - 2.5
Emozione - 2

2.6

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