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Il mondo aveva bisogno di qualcosa come Modern Love. La serie TV diffusa da Amazon Prime Video il 18 ottobre 2019 e ispirata a un’omonima rubrica del New York Times è tenera, dolce, profonda, complessa, inclusiva. È semplice ed essenziale, sfaccettata e consolatoria. Perché ci piacciono i drammi, ci piacciono gli effetti speciali, ci piacciono le battaglie e le trame complesse, ma non esiste niente di meglio di una storia d’amore.

E l’amore esiste ovunque, è universale; si declina e viene declinato in infinite situazioni, assumendo infiniti significati con prologhi ed epiloghi opposti, ma sempre e comunque validi. Esiste l’amore romantico, esiste l’amore di un padre per i suoi figli, esiste l’amore sconsiderato e occasionale, ma esiste anche l’amore per se stessi, necessario per riuscire a spostarlo anche verso gli altri. Ce lo racconta Modern Love, con 8 episodi stand-alone e un cast incredibile composto da interpreti bravi e alquanto famosi.

Modern Love: guida al cast della serie TV Amazon Prime Video

La serie è diretta, scritta e prodotta da John Carney (Tutto può cambiare – Begin Again e Sing Street) che si avvale di una lista di attori e attrici riconoscibilissimi, tra cui Anne Hathaway, Tina Fey, Dev Patel, John Slattery, Catherine Keener, Andy García, Cristin Milioti, Andrew Scott, Sofia Boutella e la pop star Ed Sheeran. Come la rubrica alla quale si ispira, anche la serie è ambientata a New York e sfrutta “the Greatest City in the World” in tutto il suo splendore raccontando le sue storie tra appartamenti da sogno, strade illuminate e caffetterie alla moda.

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Modern Love, che commuove senza cadere nel kitsch

Il rischio di cadere nel kitsch, nel cattivo gusto e nel miele soffocante che spesso l’amore si porta dietro, era altissimo. Quanto era possibile trovarsi davanti a qualcosa di stucchevole, che si affidasse solo e solamente ai grandi nomi e al concetto stesso di romanticismo? La risposta è: molto possibile. Eppure Modern Love riesce come per magia a schivare il proiettile e a rappresentare i propri scopi (l’amore, l’amore, l’amore e ancora l’amore) con lucidità, realismo. Non si affida al lieto fine da favola, ma nemmeno al dramma facile hollywoodiano. Gioca con se stesso, con i suoi protagonisti e analizza i sentimenti con una brillantezza che spesso diventa commovente.

È facilissimo arrivare a desiderare di divorare un episodio dopo l’altro, famelici di scoprire una nuova storia d’amore, di sognare ancora una volta e ripensare a sentimenti perduti, a destini da incrociare, a realtà attualissime, astratte o concrete che siano.

Modern Love: di cosa parlano gli 8 episodi della serie TV? Portinai affettuosi, interviste rivelatrici e amore per se stessi

Modern Love ci racconta 8 storie diverse, una più bella dell’altra, tutte pregne di significato, nessuna che rischia di annoiare, nonostante la propria “normalità”. Nel primo episodio, intitolato Quando il portiere è il tuo migliore amico, Maggie (Cristin Milioti) è una ragazza che vive in un bel palazzo con portiere. L’uomo diventa a tutti gli effetti una figura paterna, prendendosi cura di lei e, più di tutto, selezionando gli uomini che le ronzano attorno. Il rapporto che si crea tra i due è tenero, tenerissimo. Milioti – che sembra si sforzi sempre troppo per risultare simpatica – dà vita questa volta a un personaggio credibile che si confronta con il burbero Guzmin di Laurentiu Possa e generando risultati davvero sorprendenti. L’abbiamo già detto che sono teneri?

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Modern Love: ecco il trailer della serie antologica con Anne Hathaway

Il secondo episodio, Quando Cupido è una giornalista indiscreta, ci porta nei retroscena di un’intervista a Joshua (Dev Patel), un guru informatico che ha creato una rivoluzionaria app di incontri. La giornalista Julie, però, (interpretata da Catherine Keener) è interessata ad altro: lui è mai stato innamorato? Presto i due diventano confidenti e Julie si ritrova presto a pensare a un amore perduto: Michael (Andy Garcia). Quella dell’episodio 2 è una storia fatta di occasioni perse e decisioni sbagliate, ma rappresenta, forse, il racconto più classico in senso stretto dell’intera stagione.

Il terzo episodio – forse il più inaspettatamente drammatico – ha come protagonista Anne Hathaway e si intitola Prendimi come sono, chiunque io sia. Lei è Lexi, una donna esuberante che, mentre è intenta a comprare pesche al supermercato incontra Jeff (Gary Carr), l’uomo perfetto. I due sono immediatamente attratti l’uno dall’altra, ma Lexi ha un segreto che considera inconfessabile. L’episodio parla molto poco di amore romantico, quanto piuttosto di amore per se stessi. Lexi ha un problema importante (che eviteremo di spoilerarvi) e che la porta a chiedersi: “Esiste qualcuno che sia in grado di sopportarlo?“. La storia si appoggia sulle spalle di Anne Hathaway, sempre bravissima, e vanta anche una certa componente musical, ma attenzione: “non è La La Land“.

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Modern Love: coppie in crisi, nuovi amori sanguinolenti e daddy issues

Segue Riunirsi per tenere vivo il gioco, episodio nel quale Sarah (Tina Fey) e Dennis (John Slattery) sono una coppia sposata da parecchi anni che sta cercando di superare una profondissima crisi. I due temono che ormai siano solo i figli a tenerli uniti e tentano il tutto e per tutto per recuperare il recuperabile. Basterà? L’episodio è sincero e ben scritto. Riflette sui compromessi e sull’evoluzione dell’amore mantenendosi distaccato e permettendo ai suoi due protagonisti di capire davvero cosa vogliano dalla vita e l’uno dall’altra.

Il quinto episodio è In ospedale, una parentesi di lucidità e racconta la storia del bizzarro secondo appuntamento di Yasmine (Sofia Boutella) e Rob (John Gallagher Jr.). Quest’ultimo si ferisce gravemente con un bicchiere rotto e i due sono costretti a passare la notte in ospedale. Si confronteranno con i loro momenti più vulnerabili, tra confessioni e affetto incondizionato. Il quinto è un episodio sorprendentemente dolce e che rappresenta una di quelle storie che avremmo voluto seguire più approfonditamente. Vogliamo sapere tutto di Yasmine e Rob e desideriamo più ardentemente che mai un lieto fine.

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L’episodio più debole della stagione è E così sembrava papà, ma era solo una cena, giusto?, il sesto. I protagonisti sono Julia Garner e Shea Whigham. Lei è Maddy, una ragazza che nutre delle fantasie paterne nei confronti del suo capo, Peter. In lui riversa tutte le sue lacune affettive, ma sarà davvero solo una cena? La Garner ha già dimostrato di valere (soprattutto in Ozark), ma in questo caso – complice forse una storia poco convincente – fallisce nel farci provare un qualunque interesse nei confronti della sua Maddy. L’episodio rimane un’interpretazione esaustiva ed emotivamente imponente degli spesso abusati daddy issues.

Modern Love: famiglie surrogate e “amore anziano”

Il suo era un mondo per una è il settimo episodio di Modern Love e racconta diversi tipi di amore. Quello tra Tobin (Andrew Scott) e Andy (Brandon Kyle Goodman), coppia omosessuale che desidera avere un figlio, ma anche quello che i due proveranno presto per Karla (Olivia Cooke) che porta in grembo la creatura che porterà scompiglio nella loro vita perfetta. Un saggio sull’essere genitori che contiene un memorabile monologo di Scott: vi sfidiamo a rimanere a occhi asciutti.

Così come è difficile non commuoversi nell’ultimo episodio, quello che più di tutti – forse – sfiora lo smielato. La corsa diventa più dolce vicino all’ultimo giro racconta la storia di un “amore anziano”, quello tra Margot (Jane Alexander) e Kenji (James Saito), uniti dalla passione per la corsa e da un affetto nuovo e profondo l’uno per l’altra. Dopo una storia d’amore perfetta Kenji muore e Margot rimane indietro, stringendo a sé con malinconia i giorni che furono. L’episodio tira anche le fila delle storie raccontate precedentemente dando una chiusura o raccontandoci come erano iniziate.

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Modern Love ci spiega cosa significa “amore moderno”

Con Modern Love Amazon Prime Video conferma la tendenza nello sfornare prodotti di alto livello, prestando più attenzione rispetto ai competitor alla qualità, piuttosto che alla quantità. La serie è un prodotto che si rifà a un modo di raccontare vecchio come il cinema e che riprende quelle storie a episodi tipiche delle narrazioni romantiche. Ci viene da pensare a Love Actually o a La verità è che non gli piaci abbastanza. Esattamente come gli esempi più illustri del genere, Modern Love sonda l’attualità e racconta quello che conosce perché se esiste una certezza è che l’amore moderno, l’amore del ventunesimo secolo, può assumere tutte le forme che vuole.

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