Mina Settembre – stagione 2: recensione dei primi episodi della fiction Rai con Serena Rossi

Serena Rossi torna a vestire i panni di Mina Settembre, l'assistente sociale nata dalla penna di Maurizio De Giovanni, in una seconda stagione che prova a ripristinare gli equilibri scomposti nella prima e a scuotere il clima rassicurante della serie con nuovi personaggi promettendo qualche colpo di scena.

Diretta anche stavolta da Tiziana Aristarco, Mina Settembre – stagione 2 torna in prima serata su Rai Uno ogni domenica alle 21.15 per sei serate, a partire dal 2 ottobre 2022. Il dramedy ambientato a Napoli e liberamente ispirato ai racconti di Maurizio de Giovanni è una coproduzione Rai Fiction – Italian International Film, prodotta da Fulvio e Paola Lucisano, scritta da Fabrizio Cestaro, Fabrizia Midulla, Silvia Napolitano e Costanza Durante.

Con le spalle ben coperte dal successo ottenuto dalla prima stagione, i primi due episodi di Mina Settembre 2 riconfermano la freschezza che ha caratterizzato complessivamente la serie nel raccontare gli scorci della Napoli dabbene e quella che deve sopravvivere e arrangiarsi, facendo del personaggio di Mina un punto di incontro e di dialogo che in questo secondo capitolo promette di essere ancora più evidente. Parallelamente ancora qualcosa ci sfugge del passato ma soprattuto del presente Mina, la cui complessa personalità ben nascosta da un animo disponibile e sempre pronto ad aiutare il prossimo potrebbe riservarci molte sorprese, spalleggiata dalla new entry vivace e teatrale Marisa Laurito, alias Zia Rosa.

Mina Settembre 2: la trama dei primi due episodi della fiction Rai

Mina Settembre recensione - Cinematographe.it

Mina (Serena Rossi) si gode gli ultimi giorni di ferie a Procida con Gianluca, figlio di Irene e di suo padre. Il rapporto tra loro due, che è sempre stato inconsciamente profondo e d’intesa, adesso vive un nuovo capitolo che li vede entrambi molto uniti ma lontani emotivamente da Irene (Christiane Filangieri), da sempre migliore amica di Mina, che fatica a perdonarla e darle una seconda possibilità. Se Irene vede anche allontanarsi sempre di più suo marito Paolo (Davide Devenuto), Mina invece decide di darsi una seconda possibilità con Claudio (Giorgio Pasotti), deciso a riconquistarla e allontanare per sempre da lei il pensiero di Domenico (Giuseppe Zeno).

L’apparente stabilità emotiva e affettiva di Mina viene però continuamente turbata dal suo non-rapporto con Irene, alla quale riconosce di doverle tanto come amica, un pensiero che i casi a cui presta assistenza sociale alimentano sempre di più in lei, ma senza riuscire nonostante ciò ad andare oltre e ricominciare. Intanto Titti, al centro tra le due amiche litiganti, ha un serio e delicato problema con la sua gravidanza in arrivo. Ad animare ulteriormente le vicissitudini di Mina e delle persone a lei più vicine è anche l’arrivo di Zia Rosa (Marisa Laurito), a cui basta incontrare tutti per caso una volta sola per comprendere che ciascuno di loro ha i propri irrisolti affettivi con cui fare i conti.

Scommettere sulle seconde possibilità e perdonare

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Marisa Laurito e Serena Rossi in Mina Settembre 2

Se la prima stagione di Mina Settembre ci ha prevalentemente presentato i protagonisti in crisi profonda fino a giungere ad un punto di rottura che desse vita ad un’apparente nuovo equilibrio, la seconda sembra voler provare a rimettere in piedi un’armonia nuova che deve costruirsi sulle macerie. Sin dal primo episodio è chiaro che il filo conduttore della seconda stagione è quello delle seconde occasioni ma anche del perdono, verso gli altri e verso se stessi. Seconde occasioni che sono anche scommesse, come quella che vede Mina e Claudio di nuovo insieme e che per la rapidità con cui accade quasi sconvolge il pubblico, insinuando qualche legittimo dubbio su come e se le minestre riscaldate possano diventare davvero seconde occasioni.

Esattamente come un romanzo di formazione rassicurante e gentile con il lettore, Mina Settembre 2 ancor più della prima stagione sembra voler fortemente dialogare con il suo pubblico, quasi interrogarlo e coinvolgerlo passo dopo passo nelle scelte dei protagonisti. Da questo punto di vista la sceneggiatura ha lavorato profondamente sul piano empatico, potendosi avvalere anche sicuramente del solido terreno costituito dalla scrittura di De Giovanni che lavora molto bene in questo senso. E Marisa Laurito con la sua Zia Rosa non potrà che essere la nota più frizzante di questo secondo capitolo: un po’ madre, un po’ zia, un po’ nonna per Mina e i suoi amici, quasi a sottolineare quanto pur se adulti si ha sempre bisogno di un luogo familiare dove tornare, essere accolti e ascoltati.

Le donne di Mina Settembre, assolute protagoniste, parlano la lingua del nostro tempo

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In questa seconda stagione le donne sono assolute protagoniste: se di Zia Rosa ancora sappiamo poco ma l’appellativo di suffragette datole dalla madre di Mina ci offre già qualche cenno sulla sua personalità e visione del mondo, Mina ci piace ancora di più perché è equilibrata. Sogna un uomo accanto a sé ma allo stesso tempo difende la sua libertà con le unghie e con i denti anche da donna sposata: ama ma senza mai mettere da parte se stessa e sceglie secondo la sua necessità e sensibilità, difendendo sempre i suoi spazi personali e lavorativi. Accanto a lei, nonostante il difficile rapporto che le lega, anche sua madre sembra continuerà a dare l’esempio di una donna libera e indipendente che non sente il peso dell’età e non ama avere alcun tipo di vincolo, pur nascondendo qualcosa che ne rivelerà le ulteriori fragilità del personaggio.

Da questo punto di vista Mina Settembre pur essendo una storia fortemente ancorata alla realtà riesce a non essere mai banale o piatta, avendo cura di delineare un entourage di personaggi credibili ma allo stesso tempo ricchi di sfumature che gli permettono di uscire anche dai canoni del realtà per toccare quelli della fantasia. Zia Rosa con la sua preveggenza strutturata sempre in dialoghi quotidiani e reali è un po’ una sfida in questo senso: se infatti va trovato un po’ il pelo nell’uovo c’è il rischio che qualche volta i suoi dialoghi possano cadere nell’inverosimile. Sarà interessante quindi vedere la linea generale che verrà data al suo personaggio e se magari potrà portare anche del surreale nella serie.

Regia - 3
Sceneggiatura - 2
Fotografia - 3.5
Recitazione - 3
Sonoro - 2.5
Emozione - 3

2.8

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