Mare fuori – stagione 3: recensione dei primi episodi

La terza stagione di Mare fuori riprende da dove si era interrotta la precedente, tra scenari inaspettati e nuovi personaggi.

La terza stagione di Mare fuori, diretta da Ivan Silvestrini e da un’idea di Cristina Farina e Maurizio Careddu, in qualità anche di sceneggiatori, torna su Rai 2 con i nuovi episodi. Nel cast troveremo nuovamente Carolina Crescentini, Carmine Recano, Nicolas Maupas, Massimiliano Caiazzo, Vincenzo Ferrera, Antonio De Matteo, Anna Amirati, Valentina Romani, Matteo Paolillo, insieme a molti altri, con alcune new entry, tra cui Lucrezia Guidone. Prodotta da Rai Fiction Mare fuori andrà in onda in prima serata, con 6 appuntamenti, su Rai 2 a partire dal 15 febbraio 2023, e su RaiPlay in anteprima esclusiva dal 1º febbraio 2023.

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Nei primi due episodi della terza stagione di Mare fuori al centro della storia c’è la continua lotta tra le famiglie Di Salvo e Ricci, con il nuovo personaggio di Rosa Ricci, interpretata da Maria Esposito, pronta a vendicare la morte dei due fratelli e la situazione in cui si trova suo padre, in fin di vita in ospedale. Carmine Di Salvo al tempo stesso sa con certezza che non è la vendetta il modo per affrontare il dolore, continuando così ad essere diverso dalla sua famiglia che però fa di tutto per proteggerlo. Intanto si seguirà la storia di Filippo e Naditza, insieme fuori dal carcere, pronti a fuggire, essendo Filippo evaso e ricercato. Lo show inizia ad esplorare da subito le conseguenze del gesto del personaggio di Cardiotrap, volto di Domenico Cuomo, così come l’assenza di empatia di Viola, interpretata da Serena Ferrari, portando avanti le storie di tutti gli altri. Tra protagonisti cresciuti e nuovi amori, la criminalità, che sia scelta o casuale, continua inevitabilmente a investire ogni personaggio.

Mare fuori – stagione 3 si prospetta attenta e impeccabile

Mare fuori

Mare fuori torna con la sua terza stagione riconfermandosi come una delle migliori serie tv italiane in circolazione, con un cast di giovani attori ormai volti noti del piccolo schermo e nomi come Carolina Crescentini e Carmine Recano. Mare fuori ha detto addio ad alcuni personaggi nel corso del primo e del secondo capitolo e così molti rapporti e rivalità sono cambiate, dando vita a sete di vendetta, rabbia covata nel tempo e convinzioni che possono crollare da un momento all’altro. Ogni personalità di Mare fuori rappresenta in qualche modo un aspetto del mondo della camorra, e traccia percorsi opposti, indagando ogni scelta, identica o diversa, che delinea l’indole dei personaggi. Mare fuori scava nel loro passato, nel loro background che ha posto le basi per quella che è diventata la loro natura, spesso obbligata. Come Carmine rappresenta il contrasto tra ciò che la vita vorrebbe per lui e quella che è la sua interiorità, Rosa è l’emblema di quell’intenzione di rendere fiera una famiglia da sempre all’interno dell’ambiente criminoso. Anche l’amore che attraversa personaggi come Kubra e Pino e Filippo e Naditza, è un sentimento che vince su tutto.

Tra attrazioni fatali, vecchie passioni e amori impossibili Mare fuori diventa tanto cruda quanto sentimentale, mostrando come l’amore e le relazioni interpersonali possano salvare le persone. Ma mantiene al tempo stesso fede a un mood e una location fatta di violenza, rabbia e dove gli affetti possono andare di pari passo con le vendette, i conti da regolare e i nemici da eliminare. I protagonisti di Mare fuori sono ora anche dei giovani uomini, alla soglia dei 18 anni, con il rischio di abbandonare per sempre l’universo del carcere minorile. Viene incarnato così nel nome del penitenziario Poggioreale la fine di un’esistenza e l’inizio di un’altra dal quale bisognerà solo difendersi per cercare di sopravvivere.  Mare fuori narra, descrive e rivela la crescita di un gruppo di giovanissimi dal futuro che appare già scritto e che onorano la memoria di chi hanno perso con altri omicidi, altre morti e altro sangue per le strade. La forza della serie tv è quindi ancora una volta quella di mettere al centro tanti caratteri, tanti personaggi, ognuno con una forte individualità, capace di rendere unico ogni racconto e ogni storia, mettendone in scena varie sfaccettatura.

Mare fuori – stagione 3 tra eventi e sensazioni è tanto cruda quanto dolce

Mare fuori

Famiglie rivali, segnate dal dolore e che vedono come soluzione solo e unicamente provocare quella stessa sofferenza a chi ha ucciso figli, fratelli e mariti. Una realtà estremamente vicina rappresentata con attenzione, ma anche con brutalità, facendo di Mare fuori un affresco curato nei minimi particolari, una vicenda di crudo realismo dove ogni personalità e situazione viene mostrata. L’evoluzione di alcuni eventi continua così a raccontare momenti della vita differenti, e la narrazione procede dentro e fuori il carcere minorile, seguendo così protagonisti che hanno preso o sono riusciti a imboccare strade diverse. Ma per questa terza stagione la serie creata da Cristiana Farina e Maurizio Careddu apporta delle importanti novità, soprattuto nella psicologia e nelle scelte dei giovani protagonisti, simbolo di una luce, di una possibilità che dimostra che si può sempre salvare qualcuno, che sembrava ormai pronto a percorrere spietato solo un percorso.

La sceneggiatura di Cristiana Farina e Maurizio Careddu si discosta da quell’elemento didascalico che strideva durante i primi 2 capitoli, abbandonandolo quasi del tutto in questi due episodi iniziali. Colpi di scena, macchine da presa che giocano con lo spettatore in scontri corpo a corpo che tengono col fiato sospeso, sequenze dinamiche ad alta tensione e momenti romantici e sensuali aprono scenari originali e sconvolgenti. Ed è proprio questo elemento di imprevedibilità a fornire a questo incipit qualcosa di nuovo, moderno, quasi innovativo, per una televisione che spesso esagera nell’essere eccessivamente esplicativa. La casualità può apparire accentuata tra personaggi che ritornano e backstory che si incontrano dopo anni, ma è comunque accettabile, in una cornice dove l’eventualità, il caso e la fugacità di un istante sono spesso fatali. Tra regia e fotografia Mare fuori va anche qui avanti e senza smisurata solennità narra la drammatica naturalezza di gesti estremi che caratterizzano la quotidianità della criminalità organizzata. L’ottimo inizio di Mare fuori risulta intenso, nuovo, inaspettato e colorato di una cupa luminosità, dove amore e morte e rabbia e perdono si intrecciano legandosi indissolubilmente tra loro.

L’amore che può abbattere e sconfiggere ogni male

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Dal tema principale dell’amore, Mare fuori analizza anche i contenuti che concernono la trama principale della serie, come quell’errore irrevocabile di tradire i propri compagni, capace di scatenare una ferocia e un’efferatezza dissimile da qualsiasi altra azione. Come l’amicizia lega giovani nati in mondi completamente diversi, le nascite, i bambini figli dell’ambiente camorristico fanno sbocciare nuovi obiettivi e altre realtà. In particolare la paternità si prospetta come un’altra tematica fondante di questo terzo capitolo. Le prospettive, le speranze e i desideri si trasformano scontrandosi con i codici morali della criminalità. Se nella prima stagione avevamo assistito alla resistenza a una tradizione viva da generazioni nel personaggio di Carmine, ora la voglia di essere diversi si sposta su altre figure, espressione di un’età che, anche in quel mondo, ha degli aspetti universali: scegliere chi si vuole essere. Mare fuori non si allontana dal chiarire che non sempre è possibile, ma al tempo stesso trasforma risultati e circostanze, nella speranza che, forse, c’è sempre possibilità di cambiare.

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Regia - 3.5
Sceneggiatura - 3
Fotografia - 3.5
Recitazione - 3.5
Sonoro - 3
Emozione - 4

3.4

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