Lost in Space 2 Cinematographe.it

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A poco meno di due anni di distanza dalla prima apprezzata stagione, torna su Netflix Lost in Space, per un nuovo ciclo di 10 episodi. Ritroviamo tutti i protagonisti della prima stagione, dalla coppia formata da Maureen e John Robinson (Molly Parker e Toby Stephens) alla perfida Dr. Smith/June Harris (Parker Posey), ma anche le stesse atmosfere a metà fra l’avventura e la fantascienza, con la famiglia sempre al centro di tutto. Ma nello spazio c’è anche molto altro da esplorare.

Lost in Space: una seconda stagione fra conferme e novità
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Ritroviamo i Robinson dopo sette mesi dagli eventi che hanno chiuso la prima stagione, costretti su un pianeta sconosciuto e pressoché inabitabile e impegnati nel tentativo di rimettere in sesto la loro astronave, in modo da raggiungere la Resolute, che ha il compito di portare gli umani superstiti su Alpha Centauri. A margine della missione principale, ci sono anche altre due importanti questioni da risolvere: il robot amico di Will (Maxwell Jenkins), finito chissà dove, e la Smith, comprensibilmente mal tollerata dalla famiglia e reduce da diversi mesi di isolamento all’interno del suo alloggio.

Da una parte, il dovere di proseguire con le ben impostate dinamiche della serie, dall’altra la necessità di rinnovarsi, di inserire nuovi personaggi e di cercare nuovi percorsi narrativi, per non scadere nella monotonia e nella ripetitività. Un compito non facile, che la seconda stagione di Lost in Space adempie abbastanza dignitosamente, senza però riuscire a conquistare del tutto. Nonostante gli sforzi, si avverte infatti chiaramente il logorio di determinate dinamiche, che mettono sempre la famiglia Robinson al centro di tutto, esponendola a eventi e pericoli dall’esito prevedibile. La stessa Smith, costantemente in bilico fra malignità e qualche flebile accenno di mutamento, è talmente inaffidabile da risultare meno interessante del previsto. Non giova poi la separazione, lunga diversi episodi, di Will dal robot, vero cuore emotivo del racconto.

Lost in Space e l’importanza della famiglia

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Rispetto alla prima stagione, questo secondo ciclo di episodi di Lost in Space trasmette comunque una sensazione di maggiore compattezza. Scopriamo infatti nuove informazioni sulla razza aliena del robot, vediamo evolvere le dinamiche interne alla famiglia, con una Judy sempre più sicura di sé e un Will sempre più problematico, e a tratti percepiamo davvero la natura di avventura spaziale che è alla base di questa serie, fin dalla sua prima versione televisiva del 1965. Gran parte del merito di quest’ultimo aspetto è di un impianto visivo di ottimo livello, che gestisce sapientemente i colori e gli spazi e si appoggia a una solida computer grafica, per una volta funzionale al racconto.

Il focus sulla famiglia, sulla sua importanza e sulla necessità di restare uniti per superare le avversità permette alla seconda stagione di Lost in Space di dare vita ad alcuni momenti particolarmente toccanti, che riescono a regalare profondità e tridimensionalità ai personaggi che abbiamo imparato a conoscere.

Rimangono però alcune perplessità. In primis, un gruppo di personaggi secondari che oscillano fra l’irrilevanza e la più totale piattezza. Si salva solamente il Don West di Ignacio Serricchio, personaggio chiaramente modellato sulle sfumature più ironiche di Han Solo. Si fa sentire soprattutto la mancanza di un vero e proprio cattivo intorno al quale catalizzare la narrazione, fatta eccezione per la Smith. Tuttavia, negli ultimi episodi della seconda stagione di Lost in Space assistiamo a un apprezzabile tentativo di rimescolare nuovamente le carte, con colpi di scena e gustosi retroscena sugli eventi che hanno gettato le basi per l’avventura spaziale dei Robinson.

Quale futuro per Lost in Space?

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Ci troviamo quindi di fronte a uno show che ha chiaramente lasciato una porta spalancata su una probabile terza stagione, ma che ha anche il dovere di scegliere una strada precisa per il proprio futuro, dal momento che un nuovo ciclo di episodi incentrato ancora una volta sulle forzate disavventure dei Robinson sarebbe la pietra tombale di Lost in Space. Fra spunti di riflessione sulle dissennate azioni dell’uomo nei confronti del proprio pianeta, approfondimento del passato dei protagonisti e nuovi pianeti da esplorare c’è tutto il necessario per poter trasformare Lost in Space in un prodotto più maturo e in una certezza del panorama fantascientifico. Non ci resta che aspettare per scoprire se questa occasione verrà colta.

Lost in Space: scopri le location della serie TV

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