Le indagini di Lolita Lobosco – stagione 2: recensione del primo episodio

La serie tv Le indagini di Lolita Lobosco, con protagonista Luisa Ranieri, affiancata da un cast che comprende anche Lunetta Savino e Filippo Scicchitano, insieme a molti altri, torna con la seconda stagione su Rai 1. Ispirata alla serie di romanzi scritti da Gabriella Genisi, diretta da Luca Miniero e ambientata nella città di Bari, arriverà in prima serata l’8 gennaio 2023.

Lolita Lobosco si ritrova nel primo episodio della seconda stagione a fare i conti con un omicidio che ha coinvolto la giovanissima biologa marina di nome Marinella. Tra molti personaggi e molti sospettati, la prima puntata alterna, districandosi con naturalezza, indagini e storie personali di tutte le personalità introdotte nel corso della prima stagione, stratificandole e aggiungendo situazioni familiari che portano ognuna di loro a mettersi in gioco. Tra la vita di coppia a cui si appresta il personaggio di Esposito, interpretato da Jacopo Cullin, alle dinamiche che si instaurano tra il collega di Lolita, Antonio, volto di Giovanni Ludeno, e la moglie, fino al rapporto tra la stessa Lolita e Danilo, la vita lavorativa e quella fuori dalla questura tornano, insieme ad altri, ad essere i temi principali di Le indagini di Lolita Lobosco.

Le indagini di Lolita Lobosco – stagione 2 e i chiari intenti per un nuovo capitolo

Le indagini di Lolita Lobosco - cinematographe.it

La prima puntata di Le indagini di Lolita Lobosco – stagione 2 parte con un caso insolito rispetto ai delitti passionali che hanno maggiormente caratterizzato le 4 puntate del primo capitolo. Un reato con una matrice sociale particolarmente sentita, e cioè quella dell’inquinamento, che si lega alla criminalità organizzata. Una scelta che ha sicuramente a che vedere sia con un aspetto della serie come di una storia più matura, ma anche di un primo intreccio con quella che può essere definita la trama orizzontale di Le indagini di Lolita Lobosco, predominante in questo secondo capitolo. È chiaro sin da subito che il personaggio della protagonista dovrà fare ancor di più i conti con il proprio passato e con le numerose scoperte che ne deriveranno. La seconda stagione sembra quindi avere da subito ordine ben preciso, insieme all’intento di concentrarsi sul vissuto di ogni personaggio, rendendoli sempre più tridimensionali.  Questa nuovo parte appare così più compatta e completa, sia nella trama e quindi nelle indagini, con un caso avvincente e dapprima indecifrabile, sia nelle decisioni più personali che mettono Lolita in primis, ma ognuno degli altri personaggi, di fronte a una realtà che sta cambiando.

Ecco che torna il contrasto tra antico e moderno, passato e presente, dove Lolita descrive e delinea tutte quelle conquiste che si sono fatte negli anni, difendendo sempre il principio di libertà, contenuto che investe tanto l’indagine quanto, appunto, ogni personaggio. Anche la città di Bari, da sempre un altro dei punti cardini di Le indagini di Lolita Lobosco, si propone e rinnova non solo come sfondo di ciò che accade, ma come tenace ingrediente essenziale. La città vecchia, con i suoi vicoli che rimandano a un borgo medievale, gli scorci del lungo mare, i monumenti e le particolarità architettoniche la contraddistinguono è il cuore pulsante della cultura e della tradizione barese. Racconta e riunisce così anche la location, suggestiva e distintiva in ogni angolo, tutti i temi di Le indagini di Lolita Lobosco, fatti di contrasti e opposti.

I temi sociali acquistano maggiori elementi di trama

Le indagini di Lolita Lobosco

La valenza sociale del caso del primo episodio si lega anche maggiormente all’acqua e al mare, tratti sempre presenti nella serie, ma che si caricano d’importanza e diventano metafora di sentimenti e segreti. Il mare diventa così espressione di una barriera che allontana quel mondo sotterraneo che è il fondale marino, pieno di insidie e pericoli, causa dell’uomo, che minaccia l’ambiente in cui vive, seppellendo infondo quelle sostanze nocive che, in Lolita Lobosco, rappresentano i misteri e tutto ciò che di ignoto riguarda la sua infanzia e il legame con suo padre. E mentre Lolita nuota e risale in superficie, così la verità si fa strada e la luce, la chiarezza della realtà, illumina tutto quel periodo buio che l’ha sempre influenzata. La stessa Lolita Lobosco ha subìto un cambiamento, sempre immagine di forza, emancipazione e femminilità, ma anche di un rapporto con le emozioni non esente da dubbi e difficoltà.  La seconda stagione va quindi più un profondità, continuando a tratteggiare con attenzione l’universo femminile, arricchendolo di quei dettagli che rendono la figura di Lolita e di tutte quelle donne che rappresenta, sfaccettata e complessa.

La tecnica resta lineare e a volte anche eccessivamente esplicativa, sfiorando il didascalico. Presente il voice over a inizio puntata che anticipa il tema dell’episodio, che però in questa prima parte, riesce ad essere unico, materia singolare di ogni e momento della storia. Con un ritmo leggermente più dinamico e quindi delle sequenze action che, per questo primo episodio, movimentano la storia, paure, ripensamenti e ricordi passano dal contesto lavorativo dei casi da risolvere, alla vita privata della protagonista, trovando sempre una connessione. Un collegamento che si esplicita in quelle consapevolezze che dimostrano come sia l’imperfezione a definire le persone. L’unica pecca della serie Rai sta nella sceneggiatura, che appare spesso scontata e poco verosimile, in particolare nelle indagini e nei rapporti di lavoro, con un maggiore realismo presente invece nell’ambito più personale e privato.

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Regia - 3
Sceneggiatura - 2
Fotografia - 3
Recitazione - 3.5
Sonoro - 3
Emozione - 2.5

2.8

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