voto del pubblico 3.8/5
voto finale
4.0/5
Regia
Sceneggiatura
Fotografia
Recitazione
Sonoro
Emozione
vota il film ora!

Lo temi, lo sfuggi, il destino arriva ugualmente. E ora eccolo…” è arrivato Loki. La prima serie stand-alone sul dio dell’inganno. Spigoloso, sarcastico e inaffidabile, il fratellastro di Thor è stato apprezzato fin da subito dai fan, soprattutto per l’ottima interpretazione di Tom Hiddleston. L’attore è riuscito a carpire la vera essenza del personaggio Marvel, restituendoci un’anti-eroe coi fiocchi. Sono passati già dieci anni dal primo film sul dio del tuono, e da allora Loki è stata una presenza fissa nel Marvel Cinematic Universe. Dopo la sua morte, per mano del folle titano Thanos, in Avengers: Infinity War, molti si sono chiesti quale sarebbe stato il suo vero destino, e se la sua dipartita non fosse solo l’ennesimo inganno. Endgame ci ha svelato che sì, Loki è morto, ma la sua versione del 2012 ha trovato il modo di farla franca un’altra volta.

Ripercorriamo un attimo gli avvenimenti. Iron Man, Captain America, Ant-man e Hulk tornano indietro nel tempo per recuperare il tesseract e la gemma della mente. Qui riescono nel loro intento, ma l’arrivo dell’hulk del passato manda a rotoli i piani. Il Tesseract (nonché la gemma dello spazio) finisce ai piedi di Loki, che lo afferra per poi fuggire chissà dove. È qui che le speculazioni dei fan hanno preso le strade più disparate, finché la serie non è stata annunciata nel 2018. I piani segreti di Kavin Feige stanno prendendo vita, e la Marvel prosegue il suo viaggio su Disney+ dopo l’uscita di WandaVision e The Falcon and the Winter Soldier. Ma veniamo ora alla serie, un prodotto atipico, claustrofobico, misterioso e pieno di citazioni.

Loki: il dio dell’inganno è tornato, e la sua sarà una corsa contro il tempo

Loki - Cinematographe.it

Il primo episodio ci porta direttamente agli avvenimenti di Infinity War prima citati. Un bel modo questo, di tenere in piedi la continuity. Loki afferra il Tesseract e via, il dio dell’inganno fugge, ma dove? Nel deserto del Gobi, in Mongolia. Il nostro mefistofelico protagonista pensa di essere in salvo, e si annuncia come suo solito agli increduli abitanti. Ma la felicità dovuta alla sua fuga durerà ben poco, infatti arriverà sul posto una squadra di misteriosi agenti armati fino ai denti. Loki viene catturato, di nuovo, con estrema facilità. La serie ha inizio.

Come annunciato dal trailer, Loki è fatto prigioniero dalla TVA (Time Variance Authority), l’organizzazione che tiene in piedi la linea temporale. Condotto nel loro quartier generale, fuori dallo spazio e dal tempo, il nostro affronterà un processo per cui dovrà decidere se esser cancellato dall’esistenza, o collaborare con i time keeper nella cattura di un illegale viaggiatore del tempo. Questi sembra essere una vera e propria minaccia, un killer spietato che lascia al suo passaggio una scia di cadaveri. Eppure, la scelta di Loki non sarà facile, dovrà prima fare i conti con il suo passato, con sé stesso e con ciò che veramente è: un villain. La TVA analizza fino al midollo il nostro protagonista, la ridicolizza e lo fa sentire piccolo, insignificante se paragonato al potente flusso del tempo; quello che scopriremo essere un potere sconfinato, al dì sopra anche delle gemme dell’infinito. Ma andiamo per gradi.

La TVA e l’enigmatico agente Mobius interpretato da Owen Wilson

Loki - Cinematographe.it

Al quartier generale, Loki fa la conoscenza di Miss Minutes, una AI che aiuta il bureau e illustra ai prigionieri l’essenza della TVA e il suo scopo. Qui facciamo una scoperta incredibile, tempo addietro ci fu un multiverso che sprofondò nel caos. La guerra portò alla distruzione dei vari universi, e dallo spazio profondo emersero i Time-Keepers, tre creature dallo sconfinato potere che rimisero in piedi l’universo in un’unica a sacra linea temporale. In seguito crearono la TVA, un’agenzia speciale per il controllo del tempo. Il loro scopo è impedire la creazione di linee temporali alternative e catturare i varianti, persone che potrebbero nuocere alla linea temporale sacra istituita dai Time-Keepers. Il tutto affinché non si verifichi nuovamente una guerra del multiverso.

Loki è un variante, e la sua fuga dal 2012 è un pericolo per la TVA. Dovrebbe essere cancellato, ma l’agente Mobius (Owen Wilson) ha un piano diverso: collaborare con Loki a catturare una sua versione alternativa. Ebbene sì, il nemico di questa stagione sarà proprio un nuovo Loki mai visto prima. Qui, alcune teorie dei fan potrebbero averci azzeccato, ma la sorpresa sarà comunque davvero elettrizzante. Ma da ciò che ci mostrano le immagini, le possibilità potrebbero anche essere due: il Loki variante killer potrebbe anche essere Mefisto sotto le sembianze del dio dell’inganno. Infatti, sulle tracce del variante, Mobius salta nella Provenza del 1500 dove chiede ad un ragazzo impaurato cosa sia successo, e questi indica una vetrata della chiesa con il disegno del diavolo. Con la Marvel tutto è possibile, eppure può portare ad un grande scherzo come con Quicksilver in WandaVision. Ora facciamo un passo indietro, perché l’episodio introduce diversi personaggi interessanti, come Ravonna Lexus Rensalyer (Gugu Mbatha-Raw) un giudice del TVA. Nei fumetti il personaggio è direttamente collegato a Kang il Conquistatore, personaggio iconico che sappiamo essere il villain principale del terzo sequel di Ant-Man. Che la serie ci porterà ad un collegamento con il film? non possiamo ancora saperlo, ma sarebbe un interessante risvolto. Loki, fin dalle sue prime battute getta delle fondamenta grandi quanto l’universo, e apre diversi quesiti; un ottimo esordio.

Loki: un episodio introspettivo e claustrofobico

Loki - Cinematographe.it

Veniamo ora all’analisi dell’episodio. Ciò che Loki ha sempre avuto è stato il tempo, essendo un dio, presumibilmente, immortale. Ciò che la TVA gli fa perdere è proprio questo, tempo. Una metafora questa della lunghezza estenuante dei meccanismi della burocrazia, dai gesti più inutili, come prendere il numeretto per una fila inesistente, al firmare un plico enorme con tutte le parole pronunciate nella propria vita. Sono scene comiche e ben costruite, ma un occhio attento noterà una certa somiglianza con la cattura di Thor in Thor: Ragnarok, quando il dio è sequestrato su Saakar. Detto questo, il tratto distintivo di questo pilot è l’introspezione. L’agente Mobius mostra a Loki le sue varie sconfitte, domandandogli a più riprese perché fa ciò che fa, per indurlo a ragionare su ciò che lo rende a tutti gli effetti un villain sadico e senza scrupoli. La risposta arriverà, ampliando la profondità del personaggio di Hiddleston.

La TVA è la gabbia perfetta per il dio dell’inganno: privo di poteri, autorità e mezzi di persuasione. I suoi trucchetti qui non attaccano, ogni sua azione è stata memorizzata. Parole e illusioni non hanno effetto su Mobius. Loki capisce di trovarsi difronte ad un potere supremo, al dì sopra addirittura delle gemme dell’infinito, come scoprirà durante l’episodio. Le gemme diventano ferma carte, semplici soprammobili per i segretari dell’ufficio. Varie versioni, passate, presenti e future delle gemme vengono riportare al bureau e catalogate come oggetti dei varianti. A tale scoperta, un riluttante Loki inizia a prendere la via di quello che abbiamo visto nascere in Thor: Ragnarok. E sarà proprio il rapporto inizialmente conflittuale con Mobius a portare ad una evoluzione del personaggio. La chimica tra Hiddleston e Wilson è palpabile, e per quanto sia strano vederli insieme, i due funzionano benissimo. Loki è arrivato, e promette grandi sorprese.