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L’ingegno dello yakuza casalingo: recensione della seconda parte della serie Netflix

La seconda parte della mini serie comedy dedicata alle (dis)avventure casalinghe di Kenjirō Tsuda è da poco uscita su Netflix.

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Può uno yakuza abbandonare la propria “strada” da malvivente per abbracciare la “via del grembiule”? Lo yakuza casalingo (da cui è tratta la serie L’ingegno dello yakuza casalingo) è una fortunata serie manga di Kōsuke Ōno da cui sono derivati differenti adattamenti audiovisivi, dall’anime al live action che si discosta leggermente dalla narrazione del corrispettivo cartaceo. Un’ulteriore derivazione è rappresentata da una mini serie comedy in chiave quasi documentarista, che percorre una strada parallela a quella delle gag esilaranti dello yakuza casalingo.

A partire dal 7 ottobre 2021 è disponibile sulla piattaforma streaming Netflix la seconda parte della prima stagione de L’ingegno dello yakuza casalingo, formato in totale da 10 episodi, ciascuno di circa 5 minuti. La mini serie, che con La via del grembiule sembra condividere alcuni aspetti legati all’impostazione da gag comedy in chiave casalinga, ha come protagonista il celebre attore e doppiatore Kenjirō Tsuda, la voce del Tatsu dell’anime Netflix.

La via dello yakuza casalingo

L'ingegno dello yakuza casalingo Cinematographe.it

La narrazione si concentra, dunque, sulla figura di Kenjirō alle prese con le faccende domestiche tra un turno di doppiaggio e l’altro. I suoi atteggiamenti maniacali nei confronti delle attività casalinghe lo fanno associare istantaneamente alla sua controparte animata e cartacea, creando un connubio immaginario tra ciò che sembra reale e ciò che non lo è.

Il modo in cui lo svolgersi delle attività domestiche è mostrato abbraccia idealmente due tipologie di racconto visivo e contenutistico: da una parte c’è la commedia, data soprattutto dalla voce extradiegetica rappresentata dal pensiero del protagonista che si fa metanarratore di ogni azione, ma anche dalle conseguenze talvolta parodistiche con cui si conclude ogni episodio; dall’altra c’è il documentario, che si esplicita con la descrizione delle pulizie o le differenti cotture, dei “trucchi del mestiere”, o di rimedi casalinghi, corredato da un’estetica visiva meditata e studiata.

L’ingegno dello yakuza casalingo: tra faccende domestiche e nuove ricette

L'ingegno dello yakuza casalingo Cinematographe.it

Questa seconda parte della serie mostra differenti scorci quotidiani di Kenjirō: dall’affumicatura della carne alla preparazione degli Udon fatti in casa, dalla pulizia profonda delle diverse superfici della casa alla cottura di un pasto succulento per festeggiare la fine dei turni di doppiaggio de La via del grembiule.
Tutto ciò corredato da una commedia stridente con la meditata e studiata impostazione grafica data dalla fotografia.

Queste puntate della serie TV L’ingegno dello yakuza casalingo sembrano mostrare ancora una volta la precisione stilistica nipponica, attraverso la contemplazione del paesaggio e dell’ambiente: tutta la narrazione si svolge negli ariosi interni della casa del protagonista e nel curassimo giardino. Ciò conferisce una limitatezza spaziale che però viene dilatata dalla fotografia che, attraverso riprese in campo allargato, permette di distorcere quasi lo spazio rendendolo molto più ampio di quello che effettivamente è.
La limitatezza della narrazione (ogni episodio ha una durata media di 5 minuti) non permette di approfondire del tutto le dinamiche sottostanti la rappresentazione sommaria delle attività domestiche e di Kenjirō Tsuda stesso, ma tutto converge verso una narrazione leggera e spassosa che ha l’intento di far divertire e intrattenere. La componente visiva che stride un po’ con una rappresentazione parodistica della realtà quotidiana può sembrare dissonante e quindi spaesare lo spettatore rispetto il fine ultimo della serie, che è comunque vòlto alla commedia.

L’ultimo episodio in particolare, sembra essere un po’ il sunto di tutta la storia de L’ingegno dello yakuza casalingo, mostrando ogni elemento peculiare di questa brevissima serie: Kenjirō si vuole autopremiare per aver terminato il suo lavoro di doppiaggio, cucinando una cena prelibata e articolata. I suoi piani vengono sconvolti da un improvviso contrattempo, ma la modalità con cui viene descritta la preparazione quasi in modo fotografico, come se stesse filmando un video da postare poi su YouTube, stride con il lato parodistico che si lì a poco si manifesterà.

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