Lea – Un nuovo giorno: recensione finale della fiction Rai con Anna Valle

Un medical drama melò, leggero, a tratti romantico: Lea - Un nuovo giorno, la fiction di Rai Uno con protagonista Anna Valle è una serie leggerissima e genuina, una piacevole evasione quasi fuori tempo.

In un palinsesto di Rai Uno che cerca di privilegiare serie dalle trame complesse e ricercate, non solo nella scrittura ma anche nella regia guardando ad una manifattura dal respiro più internazionale, Lea – Un nuovo giorno, prodotta da Banijay Italia per la regia di Isabella Leoni, potrebbe essere considerata quasi una fiction di transizione nella Fabbrica di storie Rai, un po’ come quando a teatro le grandi opere venivano interrotte da piccoli atti che in alcuni casi avrebbero avuto vita propria. La fiction con Anna Valle è infatti un medical drama dissonante rispetto a quelli proposti quest’anno – non c’è thriller, crime e neppure un intricato intreccio come in Cuori -, decisamente melò ma mai patetico, che non ha altre aspettative se non quelle di raccontare una storia di rinascita personale, strappando sorrisi e speranze.

Lea – Un nuovo giorno: la trama dell’ultima puntata della fiction di Rai Uno

Anna Valle e Giorgio Pasotti

Lea (Anna Valle) sorprende tutti e persino se stessa, decidendo di offrire al suo ex marito Marco (Giorgio Pasotti) una seconda possibilità: vorrebbero provare a lasciare indietro il passato ora che la vita gli sta regalando l’opportunità di farlo, grazie alla possibilità di poter adottare il piccolo Kolja, già ormai molto affezionato a loro. Tuttavia Lea sente di non sentirsi completamente a suo agio in questo nuovo inizio: il pensiero di Arturo (Mehmet Gunsur) ritorna spesso a trovarla, avendo visto in lui un nuovo inizio.

Marco intanto, pur essendo profondamente pronto ad iniziare un nuovo capitolo con Lea e ad affrontare una paternità spesso rimandata, deve affrontare Anna che aspetta un bambino da lui. Si crea così un inaspettato fragile equilibrio che metterà nuovamente in discussione le vite sia di Lea che di Marco.

Storie di tutti i giorni, di rinascita e di speranza: una fiction genuina ed equilibrata

Lea - un nuovo giorno

A pochi giorni dall’ultima puntata della terza stagione de L’amica geniale e dal debutto di Vostro Onore, che non hanno registrato gli ascolti sperati (pur raggiungendo numeri sempre positivi) Lea – Un nuovo giorno chiude il suo ciclo di quattro serate proponendo, rispetto alle serie citate, una trama basilare: una donna che ha dovuto rinunciare alla maternità, a quello che credeva essere il grande amore della sua vita, ma che si accorge di poter ricominciare e darsi una seconda possibilità, decisamente diversa dalle sue aspettative. Proprio questa semplicità rende la fiction con protagonista Anna Valle – volto ormai rassicurante e ben noto a quel pubblico che costituisce la fetta più generalista – una sorta di pausa dal girone delle fiction più intense e che non possono essere seguite con flebile attenzione.

Una pausa però che è genuina, sincera, perché non sceglie colpi di testa, non esagera mai. La trama, la scrittura dei personaggi, le storie dei bambini protagonisti del reparto pediatrico in cui lavora Lea, riescono sempre a suscitare nello spettatore quel giusto trasporto che non viene mai convertito in dramma o in patetismo. C’è quindi un ottimo equilibrio che risponde a un obiettivo chiaro e preciso: raccontare con leggerezza una storia di vita quotidiana e d’amore, affidandosi a quell’Emilia Romagna affascinante e storica con i castelli di Ferrara a fare da sfondo alla storia di un’eroina che non abbandona mai la speranza, imparando dalla purezza dei suoi piccoli pazienti, che contraccambia con amore e gentilezza.

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In questo senso Lea appare è una serie costruita come un medical alla vecchia maniera, quando erano le storie sentimentali dei medici in corsia a diventare focus. Lo fa, naturalmente, con uno sguardo contemporaneo, affidandosi ad una scrittura che lascia anche un pizzico di imprevedibilità, premurandosi di essere sempre credibile. Gradevole anche il finale che richiama l’inizio della serie, ma scambiando i ruoli dei protagonisti.

Regia - 2.5
Sceneggiatura - 2.5
Fotografia - 2
Recitazione - 2.5
Sonoro - 2
Emozione - 2.5

2.3

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