L’assistente di volo 2: recensione del finale di stagione

La seconda stagione de L'assistente di volo - The Flight Attendant risulta riuscita perché giusta conclusione del percorso di maturazione della sua protagonista.

Cassie continua ad indagare, si sente sempre più incastrata tra tutti i piani della sua esistenza, tra la sua vita da hostess e quella di investigatrice, tra ciò che è diventata/vorrebbe diventare e ciò che è stata in passato. Cassie deve lavorare sodo sempre e comunque, deve farlo per non ricadere in un bicchiere colmo di alcol, per non soccombere sotto le macerie della ragazzina che era, della donna che è stata fino a poco tempo fa, per non credere alle assurdità che le capitano. Continua a lavorare su più piani diversi questa seconda stagione di L’assistente di volo – The Flight Attendant che fin dai primi episodi ha gettato le basi per una narrazione profonda, moderna su un’eroina fragile, frastagliata, spezzata. Kaley Cuoco dà un’interpretazione perfetta, plurale perché Cassie è ancora un’anima plurale e lo spettatore lo sa perché il castello della sua mente è sempre più ricco delle sue varie “sé stessa”. Cosa dovrà fare la protagonista per fare pace con tutte le persone che animano la sua mente? Cosa dovrà fare per risolvere i misteri di cui è paradossalmente sempre, in qualche modo partecipe? I suoi 8 episodi servono proprio a questo, a risolvere i misteri, a sbrogliare i dubbi, nodi attorno a cui si costruisce la storia.

L’assistente di volo – The Flight Attendant 2: il castello della mente le urla di parlarsi veramente e chiaramente

Uno dei punti centrali di questa stagione è sicuramente il rapporto con sé stessa, il fare pace con quel sé ammaccato, ferito: Cassie è quello che è anche a causa della sua storia, l’amore per il padre alcolizzato, morto, il difficile rapporto con la madre (special guest Sharon Stone, una madre spietata, forse anche cattiva che non perde occasione di “vomitare addosso” alla figlia la rabbia che ha verso di lei) per lei uno squarcio ancora sanguinolento, la relazione con Marco (Santiago Cabrera), uomo perfetto, sempre presente ma lo si comprende bene che per lei la storia con lui è un modo per imitare una vita “normale” ma in realtà è qualcosa che le sta stretto.

Di episodio in episodio la sensazione è quella che più il mondo intorno stringe le mani al collo di Cassie più il suo castello della mente, con le sue varie declinazioni la pongono di fronte ad un aut aut: o dialoga davvero con sé stessa o la caduta sarà più fragorosa. Più il nemico le è alle calcagna – una persona si finge lei e cerca di incastrarla – più le sue anime urlano il loro disagio che poi è il suo disagio. Cassie desidera disperatamente cambiare la sua vita, ma si sente quasi come se una parte di lei fosse morta. La serie mostra come il suo percorso sia ancora molto lungo e difficile, lei spesso inciampa, si trova con il bicchiere in mano colmo di quello che fino a poco prima era il nettare degli dei ed ora è “kryptonite” con il terrore di cadere in tentazione di nuovo. L’alcol è sempre presente e ciò mostra come quella che vive Cassie sia una lotta quotidiana per non bere.

Il passato è una terra straniera

L'assistente di volo 2 cinematographe.it

Cassie prima di poter dialogare davvero con sé stessa deve però parlare con chi l’ama, con il fratello e con la madre Lisa, che hanno assistito allo sgretolamento della loro piccola bambina, inondata dall’alcol e dal dolore. Uno dei momenti più dolorosi è sicuramente quello in cui la protagonista rivede dopo molto tempo, spinta dal fratello, Lisa perché per lui è importante che la madre sappia i passi avanti che Cassie ha fatto, ma le cose non vanno bene. Diventa un vero e proprio scontro, o meglio, la madre dice qualcosa che porterebbe qualunque figlio nel baratro, parafrasando: tu sei mia figlia ma non mi paci. Una frase spietata, piena di spine, nonostante Cassie abbia chiesto scusa, si sia mostrata per quello che è: una giovane donna che da un anno non tocca alcolici e che sta cercando di scendere a patti con ciò che è stato. Inevitabilmente quelle parole feriscono e distruggono la giovane donna perché quella è sempre sua madre e voleva solo una cosa per poter andare avanti: il suo perdono. Un bicchiere pieno torna ad essere l’unico aiuto possibile, riempirsi di liquido con alto tasso alcolemico per silenziare ogni emozione.

L’incontro porta la protagonista a cadere ancora una volta ma quando una persona ha compiuto una maturazione, tutto è diverso ed è proprio questo ciò che capita a Cassie. Quando si cresce, ci si trasforma, si mette la parola fine ad un capitolo, non è detto però che lo sia anche per gli altri; la sensazione è che manchi qualcosa al percorso e non è un caso che il castello della mente, il fischio alle orecchie che la tormenta, si facciano sempre più intensi e insopportabili. Ciò che sembra chiaro è che, fino a quando non toccherà davvero il fondo, non farà pace con il suo bagaglio esperienziale, Cassie ragazzina, Cassie festaiola, Cassie depressa, e anche sua madre la tormenteranno. Insomma The Flight Attendant 2 è soprattutto il racconto di un intrigo personale, profondo e ricco, le sue lotte sono molte, quella interiore, quella contro la sua dipendenza dagli alcolici, e quella per scoprire chi la sta incastrando (chi è la donna che si traveste da lei?).

Anche la migliore amica Ani (Zosia Mamet) ha fatto grandi cambiamenti nella vita, o almeno ci sta provando. In questa stagione Ani sta valutando la possibilità di fidanzarsi con il suo ragazzo, Max (Deniz Akdeniz), sta imparando a parlare di ciò che prova, ad esprimere i suoi sentimenti, quelli più profondi e per fare ciò serviranno 8 episodi – il punto centrale sarà quello della perdita dell’anello di fidanzamento. Mamet è sempre stata brava nei panni di Ani, ma era soffocata nella prima stagione dalla trama di Cassie. Ora invece la sua storia sembra essere più equilibrata, anche lei sta cercando di crescere. Mamet è perfetta nel mescolare dramma e commedia – il momento in cui la coppia crede di stare per morire, e, spinta dalla paura, ammette i propri sentimenti; qui lacrime e ironia, elemento che contraddistingue Ani, si mescolano -, anche grazie ai dialoghi con Akdeniz, onesti, naturali. Sono le donne qui infatti ad avere la parte del leone, sono loro che portano avanti la storia sulle spalle, sono loro che si trasformano e maturano, i difetti di Ani e Cassie sembrano necessari e utili per portare a termine il loro viaggio.

L’assistente di volo – The Flight Attendant 2: i personaggi secondari sono utili per la maturazione di Cassie

L'assistente di volo 2 cinematographe.it

Accanto a tutto questo, che è sicuramente la parte più importante della serie, c’è anche l’indagine, trama che ha forza minore nell’economia del racconto. La Megan di Rosie Perez, amica ed ex collega di Cassie, ora in fuga dopo aver venduto informazioni ai nordcoreani, compare nei primi sei episodi ma sembra aver perso smalto. TR Knight e Griffin Matthews, rispettivamente fratello e amico di Cassie, svelano un po’ di più di sé ma sono necessari soprattutto per scoprire qualcosa di più della protagonista. I nuovi membri del cast, Mae Martin, nel ruolo della nuova assistente di volo amica di Cassie, Grace, e Mo McRae nel ruolo dell’addetto alla CIA di Cassie, arricchiscono il mondo della protagonista e Callie Hernandez e JJ Soria sono dei cattivi che non riescono a spaventare veramente e profondamente. Tutti i personaggi sono al servizio di Cassie, della sua battaglia per la sobrietà, del suo viaggio in un passato in cui un padre alcolizzato e spesso violento ha formato l’esistenza futura di lei e di suo fratello.

L’assistente di volo – The Flight Attendant 2: una seconda stagione che risulta riuscita perché giusta conclusione del percorso di maturazione della sua protagonista

The Flight Attendant 2, probabilmente l’ultima e conclusiva stagione della serie, si reinventa nella seconda proprio come tenta di fare la sua protagonista. La storia sembra più lineare rispetto alla precedente stagione perché ci si concentra ancora di più su Cassie e sul suo viaggio dell’eroina: deve risolvere alcuni nodi e lo fa, e questo non senza dolore e strappi. Proprio il suo percorso è ancora più avvincente e ogni schiaffo, ogni errore, ogni caduta è necessario per compiere un passo in più per diventare adulta e responsabile. Cassie deve mettere a posto molte cose per far tacere le urla che la tormentano, le parole che la lei di un tempo pronuncia nella sua testa, e per silenziare lo strazio deve parlare con la ragazzina che era, per poter crescere davvero e bastarsi da sola. Servono 8 episodi nuovi, un nuovo caso, nuovi colleghi, nuovi amici e nemici per poter lenire la sofferenza, ridere in maniera meno spudorata e grottesca e capire che il peggio è passato ma molti passi sono ancora da fare.

Regia - 4
Sceneggiatura - 3.5
Fotografia - 3.5
Recitazione - 4
Sonoro - 3.5
Emozione - 4

3.8

Regia 4 Sceneggiatura 3.5 Fotografia 3.5 Recitazione 4 Sonoro 3.5 Emozione 4

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