La Ruota del Tempo: recensione dei primi episodi della serie Amazon

Su Amazon Prime Video dal 19 novembre 2021 la nuova saga fantasy tratta dai libri di Robert Jordan 

il fantasy sta vivendo un nuovo momento di grande popolarità sul piccolo schermo, e sempre più spesso vediamo nascere serie tv tratte da capisaldi del genere. Vedi The Witcher per Netflix, o l’attesissimo Signore degli Anelli per Amazon Prime Video. Proprio Prime ha deciso di puntare su un altro celebre fantasy e lanciarsi nella colossale impresa di tradurre in video La Ruota del Tempo, celebre saga letteraria in 14 libri scritta da Robert Jordan e terminata da Brandon Sanderson dopo la scomparsa prematura dell’autore. I primi tre episodi hanno debuttato il 19 novembre, e già ci fanno capire tante cose: che Amazon non ha badato a spese per ricostruire il mondo sfaccettato e complesso nato dalla fantasia di Jordan, che nella storia si trovano diversi spunti interessanti e che de La Ruota del Tempo sentiremo parlare a lungo. Non a caso, è già arrivata la conferma di una seconda stagione. In attesa di scoprire cosa succederà nel corso della prima serie – le puntate usciranno ogni venerdì – vediamo cosa ci ha convinto dei primi tre episodi e su cosa ci aspettiamo si possa migliorare.

Quattro ragazzi lontani da casa, un destino che incombe e magia tutta al femminile

La ruota del tempo Cinematographe.it

Nella saga di Jordan appaiono in tutto più di 2.000 personaggi: impossibile riportare una cosa del genere in una serie, così la produzione ha deciso di concentrarsi su un manipolo di loro, i più importanti al fine della storia generale. Veniamo introdotti alla vicenda dalla voce narrante di Morraine (Rosamund Pike), una Aes Sedai che può controllare il potere. La magia quindi esiste in questo mondo, ma è rara e difficile da gestire per chiunque non faccia parte di questo gruppo di maghe. In particolare, gli uomini impazziscono a contatto con la magia per colpa del Drago, eroe che si presenta ciclicamente per combattere il Tenebroso e che, l’ultima volta, ha causato la Frattura del Mondo. Ora la Ruota del Tempo ha girato di nuovo, e il Drago è rinato: il compito di Morraine è proprio quello di trovarlo prima che lo faccia il nemico. Morraine concentra i suoi sospetti su quattro giovani contadini, Egwene (Madeleine Madden), Rand (Josha Stradowski), Mat (Barney Harris) e Perrin (Marcus Rutherford), costretti a stravolgere la loro vita per scoprire se proprio uno di loro è il predestinato annunciato dalle storie.

La ruota del tempo: un fantasy dal gusto classico

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Fin dalle primissime immagini è impossibile non rendersi conto di quanto La Ruota del Tempo sia un fantasy nel significato più classico del termine, tra ambientazioni medievaleggianti, mostri agguerriti, destini e leggende, magie, incantesimi e lotta tra Luce e Ombre. L’ispirazione all’immaginario del re del fantasy J.R.R. Tolkien c’è e si vede, ma questo non è un male: Jordan, nella sua storia, riesce a prendere gli elementi più classici e trasformarli in una storia nuova e avvincente. Così fa a sua volta la serie, che richiama Il Signore negli anelli anche dal punto di vista delle scelte tecniche, come il prologo che introduce alla storia, le riprese panoramiche spettacolari della natura (che, in questo caso, è quella della Repubblica Ceca), il viaggio dei personaggi, i mostri che li inseguono. Ma attenzione, questo di certo non rende La Ruota del Tempo una mera copia, anzi: ci sono diversi elementi che la fanno spiccare tra i fantasy classici, primo fra tutti la grande importanza data alle donne, uniche tenutarie della magia. Portavoce di questo è la fantastica Rosamund Pike, che catalizza l’attenzione da quando appare la prima volta con la sua bellezza e con il suo talento eccezionale. Come in ogni fantasy che si rispetti l’aspetto visivo è fondamentale per dare vita al mondo immaginario di cui si parla, e Amazon Prime Video non ha di certo badato a spese: bellissimi i costumi, maestose le location e ben curate le scenografie, abbastanza suggestive da suscitare un senso di meraviglia come ogni buon prodotto fantasy dovrebbe riuscire a fare.

Inizio in medias res tra confusione e ritmi troppo accelerati

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Il problema principale di una storia fantasy così massiccia è la confusione che può nascere dalla sfilza di nomi, eventi e luoghi in cui il lettore/spettatore si trova catapultato. Se i primi tre episodi de La Ruota del Tempo hanno una pecca è proprio questa: nonostante la scelta del prologo all’inizio per spiegare la premessa, si entra nella storia in medias res e si viene subito bombardati da tutta una serie di personaggi diversi dai nomi complicati e ci si ritrova in mezzo a una storia piuttosto intricata. Se lo spettatore è già appassionato di fantasy non avrà difficoltà a orientarsi tra tutte queste novità, mentre il risultato potrebbe essere più confusionario per chi questo mondo lo mastica poco. L’altro grande problema, comune a tutti gli adattamenti fantasy da libro a film o serie tv, è la necessità di condensare in una manciata di episodi relativamente brevi migliaia di pagine di storie. La Ruota del Tempo pecca un po’ anche in questo, nei primi episodi: in certi passaggi si ha la netta sensazione che manchi qualcosa. Ci sono dei cambi di umore, delle decisioni prese che sembrano troppo improvvise, con il risultato in alcuni passaggi si ha la sensazione di correre troppo, e di assistere a eventi che capitano all’improvviso, senza che si sappia bene il percorso che ci ha portato lì. Ma sono solo piccoli difetti in una serie che, nel complesso, è molto promettente e che fa sicuramente venire voglia di andare avanti episodio dopo episodio per saperne sempre di più.

Regia - 3.5
Sceneggiatura - 3
Fotografia - 4
Recitazione - 3.5
Sonoro - 4
Emozione - 3.5

3.6

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