Kidding – Stagione 2: recensione finale della serie TV Sky

Per la prima volta in 30 anni, lo show di Mr. Pickles è costretto a non andare in onda. A Jeff l'arduo compito di reinventarsi, e affrontare assieme alla sua sgangherata famiglia tutti i problemi fino a quel momento irrisolti.

Jeff Piccirillo, in arte Mr. Pickles, è guarito. O, almeno, ci prova, forse per la prima volta nella sua vita. La seconda stagione di Kidding assomiglia per certi versi molto alla prima, ma a ben guardare fin dall’incipit si avverte un significativo scarto: le atmosfere cupe da commedia nera vengono via via traslate in un cammino di recupero e presa di coscienza. L’amato conduttore di show per bambini sta uscendo dalla sua trappola del dolore, si impegna coi suoi sentimenti e fa sentire la sua ricerca della felicità non solo raggiungibile, ma già in pieno moto.
Tutto questo nonostante l’ultimo episodio della prima stagione e il primo della seconda sembrino mostrarci tutt’altro, con la rabbia repressa del protagonista che esplode – verrebbe da dire finalmente, catarticamente – sfogandosi sul malcapitato nuovo compagno della ex moglie Jill, Peter. Perché in fondo questa è e resta la dolorosa e straordinaria fiaba di un uomo incapace di elaborare il lutto per la morte di uno dei due figli, e tale coerentemente resterà. Con un pizzico in più, tuttavia, di speranza e fiducia, dentro e fuori il set animato e colorato che abbiamo imparato a conoscere.

Kidding – Stagione 2: la speranza è una porta aperta

Kidding 2 - Cinematographe.itIn verità, del mondo “pupazzoso” di Mr. Pickles per buona parte delle nuove 10 puntate dobbiamo fare a meno: in seguito al suo poco convenzionale discorso natalizio, lo show di Jeff viene sospeso. Un colpo di scena al quale si aggiunge un ulteriore ostacolo: a causa di una faida familiare sui diritti d’immagine, alcuni personaggi non potranno più essere comunque utilizzati, anche qualora il programma riprendesse. La soluzione passa attraverso la bislacca creazione di una nuova bambola, “Ascoltami Pickles”, dotata di un comunicatore a due vie incorporato, in modo che i bambini possano parlare con lui quando vogliono e lui possa rispondere.

Jeff rimane quindi aggrappato al suo lato infantile, respingendo e reprimendo ogni problema o difficoltà del mondo degli adulti, e al contempo resta tangibile la sua prospettiva malinconica, anche quando l’ambiente che lo circonda si illumina. Ma l’innata tendenza della serie alla mania, all’ossessione e all’autodistruzione si stempera qui nel desiderio di creare archi emozionali più coinvolgenti e scene di grande impatto visivo; come accade nell’episodio 5, tutto musicale e “animato”, un piccolo miracolo di ingegno e creatività (e stupore, considerata la presenza della special guest Ariana Grande).

“La realtà è la malattia, e la fantasia è la cura”

Kidding 2 - Cinematographe.itInteressante poi sottolineare come Kidding 2, soprattutto nella seconda metà, si concentri molto sui personaggi di contorno: all’ictus e alla conseguente demenza del padre Seb, al divorzio della sorella Deirdre (che prenderà una decisione clamorosa ma necessaria), alla nuova travagliata vita della ex moglie, e alla crescita del figlio Will – che elabora come può la morte del fratello gemello – viene dedicato ampio spazio. Tutti o quasi affronteranno nuovi terribili e meravigliosi cambiamenti, e tutti lo faranno lasciandosi andare un po’ alla fantasia e all’imprevedibilità, ovvero assumendo il punto di vista non omologato e matto (ma in fondo “Il mondo è pieno di pazzi che pensano che il mondo sia pieno di pazzi”, come asserisce il patriarca Sebastian) di Jeff.

Per quanto il mancato rinnovo dello show per una terza stagione non fosse inizialmente previsto, si può tutto sommato considerare come l’arco narrativo di Kidding sia concluso e non lasci sul tavolo alcuna questione irrisolta, alcun cliffhanger che ipotizzi agganci con il futuro. Non è poco, considerando che la principale vittoria del prodotto ideato da Dave Holstein è quella di essere riuscito a mutare la propria struttura, veicolando un messaggio importante e compiuto: perdendo un po’ di nichilismo e abbracciando una visione più solare e ottimistica, anche nei nostri momenti peggiori possiamo trovare una luce che ci guidi in un posto migliore e più luminoso.

Regia - 4
Sceneggiatura - 3.5
Fotografia - 4.5
Recitazione - 3.5
Sonoro - 3
Emozione - 3.5

3.7