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Nonostante la concorrenza delle piattaforme più ricche di contenuti, Apple TV+ ha dimostrato negli ultimi mesi di saper regalare al pubblico serie tv di alta qualità, ben curate e di vario genere. In difesa di Jacob (Defending Jacob) è uno dei suoi ultimi prodotti, un titolo di genere drama e crime che ha sfruttato a dovere il proprio ritmo lento e un tono cupo per angosciare lo spettatore e farlo rimanere col fiato sospeso fino alla fine della stagione.
La serie, caricata su Apple Tv+ il 24 febbraio 2020 e ora disponibile per la visione integrale, è un prodotto che dà soddisfazione, che affronta un complesso caso giudiziario, ma che parla soprattutto di dolore, fiducia e di quelle insicurezze che si fanno strada nell’equilibrio di una famiglia, fino a logorarla.

In difesa di Jacob: la graduale distruzione di una famiglia e delle sue certezze

 

Come abbiamo visto nelle prime puntate, In difesa di Jacob non deve la propria qualità a una trama originale. Il contenuto dell’opera, dettato dal romanzo da cui la serie è stata tratta, somiglia per certi versi a titoli già visti negli ultimi anni. Basti pensare a When They See Us e Unbelievable, entrambi incentrati su un crimine di difficile interpretazione e su casi giudiziari tanto complessi da distruggere la vita di coloro che ne sono rimasti coinvolti. La serie si inserisce in questo filone di prodotti ibridi, dall’impostazione crime, ma dall’anima drama capace di coinvolgere lo spettatore in vicende umane più che strettamente giudiziarie.

In difesa di Jacob - Cinematographe.it

In difesa di Jacob: recensione dei primi tre episodi della serie di Apple Tv+

Una cittadina del Massachusetts viene sconvolta da un terribile crimine. Il corpo di un ragazzo di quattordici anni, viene ritrovato senza vita in un bosco. I sospetti cadono su Jacob Barber (Jaeden Martell), figlio dell’assistente procuratore distrettuale Andy Barber (Chris Evans), incaricato di risolvere il caso.
Nonostante il giovane si dichiari innocente e la famiglia lo appoggi, le prove puntano a lui e i suoi comportamenti sollevano costantemente dubbi e interrogativi. Qual è la verità dietro il terribile omicidio?

In difesa di Jacob, ideata da Mark Bomback, svolge un ottimo lavoro nel dare alla sceneggiatura una voluta ambiguità, tanto che per lo spettatore è impossibile capire se Jacob sia davvero estraneo ai fatti o coinvolto direttamente nell’omicidio del ragazzo.
A dare credibilità al tutto è senza dubbio la gestione accurata del prodotto e la buona recitazione dei suoi interpreti, ottimi nel rappresentare fedelmente il dolore dei personaggi da loro interpretati. Jaeden Martell si muove bene nei panni di Jacob, una figura volutamente ambigua, il cui reale coinvolgimento è difficile da comprendere. Il giovane Martell (già visto nel remake del 2017 di It) ha colto bene l’animo del protagonista, ne ha riprodotto le reazioni in modo realistico e ci ha permesso di affiancarlo in un percorso complesso.

In difesa di Jacob - Cinematographe.it

Accanto a lui Michelle Dockery (nei panni della madre Laurie) e Chris Evans sono anch’essi in grado di trasmettere tutta la sofferenza di un nucleo familiare sempre più smembrato, travagliato dai dubbi e privo ormai di certezze. Sono loro stessi a percorrere una strada sempre più oscura, che parte dalla convinzione dell’innocenza del figlio, fino a un punto in cui i fatti e le influenze esterne non possono che farli vacillare.

Un’atmosfera angosciante fino all’ultimo episodio

In difesa di Jacob crea fin dalle prime scene un’atmosfera angosciante e cupa, rafforzata da un ritmo lento, da molte pause, dai silenzi tormentati dei suoi protagonisti e da una fotografia fredda che sembra sottolineare il profondo stato di malessere di chi vuole solo che l’incubo finisca il più in fretta possibile.

In difesa di Jacob - Cinematographe.it

Lo stile adottato dai creatori, che si serve anche di due linee narrative diverse, fa di tutto per mettere lo spettatore su piste sempre diverse, che sembrano avvicinarlo alla verità, per poi rigettarlo nell’incertezza.
La serie segue il percorso del libro, variandone tuttavia in alcuni punti il finale, ma il fulcro del prodotto non è tanto l’esito del processo, per quanto il pubblico desideri una risposta, quanto il percorso svolto. Si sottolinea come degli elementi apparentemente insignificanti per alcuni possano avere un impatto enorme sull’opinione che la comunità ha di una persona.
In difesa di Jacob è un’altalena fatta di apparenti risoluzioni e di complicazioni, che sembra dirigersi allo svelamento della verità, ma approda al timore che la verità possa non venire mai a galla.
Molto ben gestiti anche i ruoli secondari, che conquistano il loro spazio e contribuiscono alla costruzione di una vicenda credibile e profondamente umana.

In difesa di Jacob - Cinematographe.it

La mancanza di originalità della trama e di alcune soluzioni narrative si fa sentire in alcune svolte prevedibili (lo spettatore già sa che la vicenda finirà per complicarsi a sfavore dei Barber, che nuovi ritrovamenti renderanno più ambigua la vicenda del protagonista, e così via), ma in linea generale In difesa di Jacob è una serie di alta qualità, che gestisce bene tutte le otto puntate di cui si compone e che sfrutta il tempo a disposizione per dare vita a una storia toccante.

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