voto del pubblico N/A
voto finale 3.1/5
Regia
Sceneggiatura
Fotografia
Recitazione
Sonoro
Emozione
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Arriva su Netflix la serie animata Il mondo di Karma ed è d’obbligo fare una considerazione sugli ultimi anni, che hanno visto il cinema e la televisione mutare le proprie caratteristiche per cercare di aggiornarsi restando sul pezzo dei movimenti sociali e culturali che stanno, se non cambiando il mondo (o non ancora del tutto), senza dubbio contribuendo a diversificare la necessaria pluralità delle voci e delle prospettive. Questa diversificazione si rispecchia nelle scelte compiute dai grandi studios hollywoodiani (prima Black Panther, e l’imminente live action Disney sul personaggio de La sirenetta, in cui Ariel sarà interpretata dalla cantante Halle Bailey) e dalle maggiori piattaforme streaming: basti pensare all’enorme successo di Bridgerton, che come Hamilton sfrutta il CBC (Colorblind Casting, ovvero la selezione di attori e attrici che ai fini del casting per il ruolo non considera il colore della pelle, l’etnia o il genere) per rendersi punto di partenza verso un futuro cinematografico più inclusivo.
Anche l’animazione ha seguito le stesse orme. Già in Jurassic World: Camp Cretaceous, di Zack Stentz, il gruppo di ragazzi e ragazze protagonisti è eterogeneo e ha come leader fisso e guida indiscussa un adolescente afroamericano di nome Brandon.

Il mondo di Karma: Netflix include giovani e giovanissimi grazie alla serie animata

 

Ora, con Il mondo di Karma, il discorso si fa più ampio e comincia a includere uno specifico target che è diverso da quello della serie spin-off di Stentz, interessata a includere sia le generazioni di Jurassic Park che quelle di giovani e giovanissimi in cerca di intrattenimento. Che dietro Il mondo di Karma ci sia il rapper Christopher Brian Bridges, conosciuto con lo pseudonimo di Ludacris, è cosa ovvia sin dai primi secondi della serie, in cui ci viene presentata la protagonista Karma che, su un palco, si cimenta con rap e rime improvvisate davanti a una platea di spettatori adoranti. L’eroina in cui bambini e bambine s’identificheranno è un personaggio costruito in maniera perfetta: è sveglia, intelligente, ha uno spiccato senso del divertimento e una famiglia comprensiva, ma soprattutto possiede un talento che non ha timore di sfoggiare, nell’ambiente domestico tanto quanto in quello scolastico, fra i banchi di scuola e i compagni di classe. 

A che età vedere Il mondo di Karma?

Il mondo di Karma: recensione della serie Netflix

Il mondo di Karma ha un target ben preciso, che guarda a bambini e bambine fra i 5/6 e i 7/8 anni d’età; questo si evince dalle modalità con cui ogni episodio presenta il tema centrale attorno cui è strutturato, che lascia ampio spazio non solo alla componente didattica ma anche a quella divulgativa. L’episodio-tipo si apre con un pezzo rappato (talvolta cantato) dalla protagonista, che anticipa il focus della storia, su un brano: da sottolineare la qualità della colonna sonora, firmata dallo stesso Ludacris, che usa l’ampio repertorio della musica black e urbana (fondamenti di hip-hop e accenni di sonorità R&B), abbandonando l’anonimità della musica infantile che solitamente accompagna il cartone animato tradizionale che abbia lo stesso target di spettatori del suo prodotto.

Il mondo di Karma cinematographe.it

Ogni piccolo o grande conflitto che Karma deve affrontare è un tipo di conflitto che ogni bambino e ogni bambina può comprendere bene: nel primo episodio, Karma viene portata a interrogarsi sulla propria identità perché è vittima di un episodio di bullismo, a causa del suo nome particolare e non del colore della sua pelle. Nel secondo episodio l’attenzione si sposta sul rapporto con la figura paterna. Karma si ritrova a dover risolvere una tensione inaspettata: quella fra ciò che rappresenta il rapper (fittizio) McGrillz, un idolo che la connette al suo gruppo sociale di amiche, e il padre, ossia l’idolo infantile che rappresenta il nido famigliare. Karma vuole e deve crescere, ma per farlo dovrà anche rendere il padre partecipe del suo cambiamento. Nel terzo episodio Karma metterà in discussione la sua identità e le sue origini ancora una volta, stavolta attraverso la chioma afro, che verrà toccata dalle mani delle amiche senza il suo consenso. Ogni episodio offre uno spunto di riflessione e impartisce una lezione che è diretta a tutti, anche a chi non appartiene alla comunità black: ma la bambina dal cuore d’oro e dalle grandi aspirazioni è, prima di tutto, un ulteriore passo fondamentale e intelligente verso una rappresentazione più inclusiva.

Il mondo di Karma è disponibile su Netflix.