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Nella nostra esperienza sui social network, purtroppo, ci siamo abituati ad accettare di tutto. Bufale virali, insulti e odio contro il malcapitato o la malcapitata di turno ci scorrono davanti ogni giorno, nella sostanziale indifferenza generale. Al tempo stesso, siamo liberi di prenderci gioco di ogni cosa. Possiamo lanciare secchiate di ironia su avversari politici, su film o serie televisive che detestiamo, sui morti di fama che quotidianamente cercano attenzione virtuale con gif inutili o interminabili pareri su ciò che li circonda e persino sull’utilizzo puerile dei social da parte delle generazioni più anziane di noi, rischiando al massimo di essere ricambiati con qualche commento acido o con uno sciopero dei like. C’è però una cosa su cui è assolutamente proibito scherzare: i gatti. Ed è proprio da questo tacito divieto che parte Giù le mani dai gatti: caccia a un killer online, miniserie documentaristica disponibile dal 18 dicembre su Netflix.

Giù le mani dai gatti: caccia a un killer online – nella mente di un serial killer
Giù le mani dai gatti: caccia a un killer online Cinematographe.it

Siamo nel 2010, nel pieno dell’esplosione di Facebook. In mezzo al caos di questo nuovo media, destinato a cambiare per sempre le nostre abitudini, irrompe un terribile filmato, intitolato 1 boy 2 kittens. In questo breve video, si vede chiaramente un ragazzo soffocare a morte due gattini. Un’atrocità gratuita che sconvolge l’analista di un casinò di Las Vegas Deanna Thompson. Per la donna, abituata a ragionare in modo da spennare gli avventori della Sin City del Nevada, non è certo un problema scendere a compromessi con la propria morale, ma quest’atto di violenza rompe la sua cosiddetta regola zero: giù le mani dai gatti. La reazione di Deanna consiste nello sfruttare proprio quell’ancora giovane social network per dare la caccia allo psicopatico autore del video. Nasce così il gruppo Facebook Find the Kitten Vacuumer…for Great Justice.

Insieme ad altri membri del gruppo come John Green, Deanna dà vita a una vera e propria caccia al killer, restringendo progressivamente, attraverso piccoli dettagli presenti nel video delle sue malefatte, il campo di ricerca del soggetto, che a sua volta dimostra di cercare attenzione mediatica, disseminando nel web indizi che coinvolgono alcuni dei suoi film preferiti, come Prova a prendermi, Casablanca e Basic Instinct. Dopo errori, false piste e inaspettati colpi di fortuna, il gruppo riesce a risalire all’identità del colpevole, che però risulta irrintracciabile: il canadese Luka Rocco Magnotta. La furia dell’uomo non si arresta, e online arriva il nuovo agghiacciante video 1 Lunatic 1 Ice Pick, in cui Magnotta uccide lo studente Jun Lin.

Giù le mani dai gatti: caccia a un killer online – fra documentario e thriller

Giù le mani dai gatti: caccia a un killer online Cinematographe.it

Giù le mani dai gatti: caccia a un killer online si muove fra il puro documentario e il più agghiacciante thriller, alternando immagini di repertorio, interviste alle persone che hanno inseguito Magnotta e le progressive rivelazioni sull’identità e sulla personalità di questo folle omicida. Una struttura in tre atti, composta da altrettante puntate di un’ora circa ciascuna, in cui prima ci si concentra sulle prima malefatte di Magnotta e sulla presentazione dei principali intervistati, poi prende il sopravvento l’azione, con l’intensificazione delle brutalità del protagonista e un’indagine in pieno stile Sherlock Holmes (ma ai tempi dei social), e infine si fornisce il raggelante quadro psicologico del protagonista, costantemente in bilico fra sete di violenza, desiderio di fama e malsana volontà di trasformarsi in distorto protagonista dei film con cui è cresciuto.

Il regista Mark Lewis, già conosciuto per l’inquietante documentario Silk Road: Drugs, Death and the Dark Web, travolge lo spettatore con una vera e propria discesa negli abissi della mente umana, non indietreggiando mai di fronte all’orrore (i video di Magnotta, comunque facilmente rintracciabili sul web, vengono censurati di quel tanto che basta per non scioccare i fruitori del documentario) e trovando un non scontato controcampo emotivo nel gruppo Facebook che ha permesso di rintracciare Magnotta. Giù le mani dai gatti: caccia a un killer online diventa in questo senso il perfetto spaccato del passaggio fra l’epoca del web tradizionale e quella dei social, in cui il solo fatto di saper utilizzare un computer e una connessione alla rete bastava ancora per essere etichettati come “nerd di internet”, ma al tempo stesso era già presente una concezione di comunità virtuale più simile a quella di oggi.

Giù le mani dai gatti: caccia a un killer online – l’orrore ai tempi dei social

Giù le mani dai gatti: caccia a un killer online Cinematographe.it

In un’epoca in cui i social servono, nel migliore dei casi, per dare un palcoscenico al proprio ego, è inevitabile rimanere affascinati dalla caparbietà e dall’efficienza di Deanna e dei suoi soci, capaci di ottenere importanti indizi sull’ubicazione di un assassino soltanto attraverso pochi secondi di filmato e un utilizzo, non scontato per l’epoca, di motori di ricerca e Google Maps. Al tempo stesso, in Giù le mani dai gatti: caccia a un killer online riscontriamo anche i prodromi della tossicità dei social odierni, sia nella figura di Luka Magnotta, capace di tessere una tela fatta di fasulle pagine fan e video celebrativi alla vana ricerca di gloria, sia nel poco lucido gruppo di animalisti che hanno partecipato alla caccia al killer, mossi più dal desiderio di vendetta che dalla ricerca della verità, che non a caso li ha portati alla rappresaglia nei confronti di un innocente, poi suicida.

Per comprensibili ragioni, a differenza di un altro successo Netflix come Mindhunter, manca il punto di vista dell’assassino, che vediamo parlare solo attraverso i video da lui stesso realizzati. Le parole di Deanna e altri membri del gruppo, che svelano la spaventosa sovrapposizione fra la mente di Luka e i personaggi da lui amati, e le interviste alla madre, chiaramente instabile e responsabile della psiche di Magnotta, ma al tempo stesso comprensiva verso le sua malefatte, ci lasciano attoniti, sconfitti e consapevoli dell’effetto letale che il web può avere su menti fragili. Oggi più che mai, non siamo in grado di comprendere cosa c’è veramente dietro a un profilo Facebook. Possiamo però evitare di abbassare la guardia, indignarci prima che accada l’irreparabile, anche quando non vengono toccati i nostri amati gattini, e soprattutto ricordare che ogni nostra reazione sui social può alimentare i più torbidi istinti del prossimo.

Giù le mani dai gatti: caccia a un killer online è una docu-serie disponibile su Netflix dal 18 dicembre 2019.

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