Ghosted: recensione del pilot della serie tv

Spensieratezza è la parola d'ordine di Ghosted, la nuova comedy sci-fi targata Fox con Adam Scott e Craig Robinson nel cast.

La comedy si mescola alla fantascienza in Ghosted, gradevolissima serie tv in onda su Fox. Dopo aver raggiunto gli Stati Uniti nel mese di ottobre, la nuova comedy a tema paranormale si prepara a debuttare anche in Italia, dove è in uscita a partire dal 19 novembre, esclusivamente sul canale Fox Comedy di Sky.

I protagonisti di questo nuovo progetto televisivo creato da Tom Gormican sono Max Allison e Leroy Wright (interpretati rispettivamente da Adam Scott e Craig Robinson). Questi due personaggi non potrebbero essere più agli antipodi, poiché il primo è un ex professore di Stanford, espulso a causa delle teorie alle quali crede ciecamente, mentre il secondo è un ex detective, tolto dall’incarico dopo un evento di natura traumatica per la sua persona. Max e Leroy dovranno però unire le forze appena vengono prelevati da un’agenzia segreta, la Bureau Underground, e chiamati ad indagare su una serie di fenomeni paranormali che interessano la città di Los Angeles.

Ghosted offre un intrattenimento in salsa fantascientifica spensierato e disimpegnato

Quella ideata da Tom Gormican non è certamente una serie tv innovativa, che punta a riscrivere le regole della serialità attuale, ma nemmeno possiede queste determinate aspettative. Fin dai primi minuti del pilot lo spettatore intuisce subito di trovarsi davanti a una comedy che fa della sua leggerezza un punto di forza. A tutto ciò si deve aggiungere un gioco divertente e divertito che si fa con il genere fantascientifico e le sue particolarità: in questo particolare caso, il prodotto più deriso risulta probabilmente la serie cult X-Files, del quale Ghosted si proclama quasi immediatamente come una parodia.

È ancora presto per capire quali altri pilastri del genere sci-fi verranno presi in giro nelle prossime puntate, ma l’impressione è quella che Ghosted intenda mettere alla berlina l’intero panorama fantascientifico, attuale e non, e ciò fa esclusivamente ben sperare per il futuro di questa serie.

Scott e Robinson: due comici nel loro “habitat” naturale

Ad arrivare in aiuto di un concept iniziale interessante, ma incapace di garantire da solo la riuscita di una serie, sono due attore comici americani del calibro di Adam Scott e Craig Robinson. Pur essendo maggiormente celebri per ruoli da caratteristi in commedie più o meno brillanti, entrambi di recente hanno dato prova di saper partecipare senza problemi anche a progetti televisivi di natura drammatica, come Big Little Lies per il primo e Mr. Robot per il secondo.

In questo caso i due attori tornano a interpretare ruoli a loro più avvezzi e si percepisce platealmente la loro grande esperienza nel settore: la loro strana coppia sullo schermo funziona egregiamente, creando spesso e volentieri divertenti sketch che, probabilmente, sono frutto di improvvisazione sul set.

Difatti il difetto principale di Ghosted è l’esilità della sceneggiatura e dello sviluppo delle dinamiche della trama, le quali risultano eccessivamente meccaniche, quasi come se stessimo discutendo di un videogioco, nel quale la storia procede a step. Sicuramente questo approccio alla scrittura è intenzionale, proprio per lasciare agli attori protagonisti la giusta libertà di interpretare i personaggi nel modo che ritenessero più opportuno. La speranza è che tale problematica non si aggravi andando avanti con le successive puntate: la ripetitività delle medesime situazioni potrebbe spingere il pubblico ad abbandonare lentamente la serie, a causa dell’aumento progressivo della noia.

Per ora Ghosted è più che promossa, rappresentando una commistione riuscita tra due generi che raramente si incontrano con esiti memorabili.

Regia - 2.5
Sceneggiatura - 2.5
Fotografia - 2.5
Recitazione - 3.5
Sonoro - 3
Emozione - 3

2.8

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