Freeridge: recensione della serie TV Netflix, spin-off di On My Block

Gloria e i suoi amici si ritrovano vittime di una stramba maledizione...

Freeridge è la serie spinoff da On My Block, show basato sul racconto coming of age creato da Lauren Iungerich (già creatrice del cult Storia di Una Nerd Superstar) insieme a Jamie Dooner, Eddie Gonzales e Jeremy Haft, e distribuito su Netflix con tutte le sue quattro stagioni e trentotto episodi.

Freeridge è ambientato nello stesso quartiere di On MY Block (il Freeridge, appunto, una delle zone più socialmente difficili di Los Angeles), e I primi otto episodi della prima stagione sono disponibili sempre su Netflix dal 2 febbraio 2023.
Al centro del racconto le due sorelle Gloria e Ines e i loro amici, Cameron e Demi. Compagni di scuola, vivono le problematiche del block finché, durante un mercatino dell’usato di quartiere, non entrano in possesso di una misteriosa scatola di legno intagliato.

Il quartiere, la malattia e tutto il resto

Una donna cerca subito di comprarla a caro prezzo, ma quando non riesce sembra lanciare una maledizione sui quattro ragazzi.
Molto spesso la narrativa seriale ha raccontato la complessità dei rapporti famigliari e tra sorelle, tra incomprensioni, frustrazioni e protezione: ma è la ricerca di una nuova strada per declinare un tema così affascinante, profondo e abusato il cuore di Freeridge, uno spin-off intelligente, esilarante e mai banale.

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D’altronde, la Iungerich non è nuova al racconto dell’adolescenza virata al femminile, alleggerendolo con una vena umoristica grottesca che riesce a non essere mai sovrastante o eccessiva, puntellando qua e là una storia che varia tono accarezzando lo spettatore e prendendolo per mano.

Se allora On My Block guardava alla complessità della fratellanza tra Cesar e Oscar, Freeridge ne diventa l’opposto speculare e femminino, navigando insieme alle sue protagoniste nel profondo, lacerante, leggero e banale dolore dell’adolescenza dove non si hanno ancora (ma si creano) i mezzi per elaborare ed affrontare la vita.

È così che la protagonista Gloria (una straordinaria Keyla Monterroso Mejia) sotto dialoghi frizzanti e scoppiettanti sa mostrare tutta la gamma di emozioni di una ragazza che deve affrontare il cancro del padre e il mistero di una stramba maledizione con gli amici: narcisismo, rabbia, angoscia, sono sentimenti poco praticati dalla televisione e dai racconti mainstream che però Freeridge riesce a porgere con la semplicità delle cose sincere, levigandole con l’aiuto di uno spirito caustico che non viene mai meno e soprattutto con la recitazione sopraffina di tutti gli interpreti, capaci di andare sopra le righe senza essere strabordanti o poco credibili. Creando insomma un vero e proprio universo autonomo.

Caratteristiche opposte

Le due sorelle Gloria e Ines portano allora avanti la trama più strettamente legata allo sviluppo delle interrelazioni familiari; mentre l’altra parte del quartetto, Demi e Cameron, seguono la sottotraccia mistery, contribuendo a rendere ancora più variegato, ma sempre in maniera drammaturgicamente coerente, Freeridge.

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Adolescenti nevrotici, intelligenti e irresistibili, capaci di prendere sulle loro spalle il peso di insopportabili carichi emotivi eppure in grado di ridere tra di loro arrivando fino a mostrare la vita di quartiere in modo davvero sincero, senza carinerie o sconti, ma sempre in punta di penna.
Nell’ottimo cast, oltre alla Monterroso Mejia, troviamo Bryanna Salaz, Tenzing Norgay Trainor, Ciara Riley Wilson, e – direttamente da On My BlockPaula Garces, Eric Gutierrez, Eme Ikwuakor, Raushanah Simmons.

Regia - 2
Sceneggiatura - 3
Fotografia - 4
Recitazione - 2
Sonoro - 2
Emozione - 3

2.7

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