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Quando una relazione finisce non si può fare altro che contare sugli amici per avere forza e conforto. Ma se si è spariti dalla circolazione perché concentrati solo sul proprio compagno (o compagna) le cose sono più complicate. Lo sa bene Jules interpretata da Kat Dennings (2 Broke Girls, WandaVision) protagonista di Dollface serie comedy Hulu in 10 puntate scritta da Jordan Weiss e prodotta da Margot Robbie disponibile dal 4 marzo su Disney+.

Jules viene improvvisamente lasciata dal fidanzato Jeremy (Connor Hines) dopo cinque anni durante i quali ha completamente messo l’universo femminile da parte, in particolar modo la sua migliore amica Madison (Brenda Song). Jules, infatti, si è annullata in una relazione tossica senza rendersi conto di aver perso contatto non solo con le amiche ma anche con sé stessa, con i suoi interessi, con il mondo reale. Ma, come spesso accade, da un periodo di crisi e smarrimento si trovano i giusti strumenti per rinascere più forti di prima e Jules sembra essere sulla buona strada per farlo grazie alle compagne ritrovate e a una nuova consapevolezza di sé.

Dollface – Sogno e surrealismo per una comedy leggera

Dollface, cinematographe.it

Una comedy leggera e pungente nel quale le donne sono le protagoniste assolute: Jules, “vittima” di una dipendenza affettiva, si ritrova smarrita quando Jeremy la molla senza troppi scrupoli dimostrando una poca considerazione nei confronti della sua ormai ex a partire dal fastidioso nomignolo che le ha affibbiato: dollface (bambolina). Partendo proprio da questo dettaglio apparentemente di poco conto si intuisce la piega che prenderà la serie che sfruttando anche l’elemento onirico e surreale racconta il percorso pieno di ostacoli della protagonista per riaffermarsi come essere umano e come donna. Jules, infatti, nella prima puntata finisce su un bus pieno di ragazze in lacrime appena lasciate dai fidanzati guidato da una conducente con la testa da gatta che la riconduce nel nucleo che ha abbandonato da tempo: quello delle donne, della sorellanza. “Volta le spalle alle donne e rimarrai sola e sai bene cosa succederà dopo!” dice la gatta alludendo alla fine che fanno le donne single di una certa età nell’immaginario collettivo: circondate da gatti, trascurate, senza una vita sociale. Quando Jules si ripresenta alla porta della sua ex amica Madison, della quale non ricordava più nemmeno l’indirizzo di casa, viene giustamente considerata come un’opportunista e faticherà a recuperare la sua fiducia.

Dollface –  Umorismo scorretto contro i cliché

Dollface, cinematographe.it

Molti aspetti di Dollface possono essere facilmente giudicati come estremamente frivoli e a un’analisi superficiale il sarcasmo, per esempio, sui cliché femministi o sui tic delle donne, come il fatto che “le ragazze vanno sempre in bagno insieme”, potrebbe essere considerato anche offensivo, ma sono solo degli espedienti leggermente scorretti per smontare i pregiudizi dilaganti che la stessa Jules ha nei confronti delle altre donne, giudicandole solo dall’apparenza e non indagando a fondo sulla sostanza. Quando incontra un gruppo di ragazze fuori una palestra, per esempio, pensa che sia una cricca di superficiali bamboline interessate solo all’aspetto fisico, invece si scopre che sono delle soldatesse che hanno perso una compagna sotto le bombe durante una missione in una zona di guerra. Le sue amiche Madison e Stella (Shay Mitchell) e le colleghe sono delle donne vincenti nel lavoro, nei rapporti personali e sociali, donne che solo perché bellissime, curate, vestite in maniera impeccabile e amanti del lusso normalmente vengono derubricate come stupide e superficiali.

Ovviamente si tratta di una comedy senza troppe pretese che gioca con umorismo, leggerezza e intelligenza su queste dinamiche esaltando il girl power attraverso le sue stravaganti protagoniste e prendendo in giro anche altri aspetti che in Italia conosciamo solo indirettamente, tramite la tv o i film, come lo stile di vita degli abitanti “tipo” di Los Angeles, sempre attenti all’ultima moda in fatto di fitness, cibo salutista, meditazione o di oggetti “fondamentali” come un nuovo modello di “pietra” per l’ano.

Una prima stagione da binge watching che mostra delle situazioni divertenti e accattivanti con una protagonista, l’amatissima Kate Dennings, sempre perfetta nei ruoli comici.

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