Conversazioni con un killer – Il caso Dahmer: recensione della docu-serie Netflix

La storia di Jeffrey Dahmer attraverso le testimonianze dirette sue e di tutte le vittime coinvolte.

Conversazioni Con Un Killer è una docu-serie disponibile dal 7 ottobre 2022, su Netflix, che ricostruisce la storia vera di Jeffrey Dahmer, il serial killer di Milwaukee.
Il mostro di Milwaukee è certamente uno dei personaggi, in negativo, che hanno monopolizzato l’attenzione del piccolo schermo nel 2022: grazie ovviamente alla straordinaria interpretazione di Evan Peters nella serie creata da Ryan Murphy, già creatore di piccoli cult come Nip/Tuck, American Horror Story e Glee, che ha messo sotto i riflettori una storia mostruosa, in passato oggetto di diverse declinazioni cinematografiche per le sue macabre dinamiche.

conversazioni con un killer il caso dahmer recensione cinematographe.it

Corollario probabilmente fondamentale è Conversazioni Con Un Killer: Il Caso Dahmer, la docu-serie diretta da Joe Berlinger – uno show che continua quella specie di cortocircuito tutto postmoderno tipico di questo scorcio temporale di televisione, nel quale le fiction rincorrono le docu-serie travasando da un genere all’altro la medesima storia, che a seconda dai punti di vista da cui viene guardata e raccontata (la dramatization della serialità e il calco del cinema del reale).

E se è vero che questa è la terza serie che ripercorre le gesta di un killer (dopo Ted Bundy e John Wayne Gacy) perché Netflix ha scoperto che il true crime fa sempre audience, la differenza di tono tra Conversazione di Un Serial Killer con la speculare Dahmer è fondamentale, perché se lo show di Murphy indagava la vita del mostro, la produzione di Berlinger insegue le vittime e le tematiche che si portano dietro le loro storie.

Leggi anche la recensione della docu-serie su Wayne Gacy

Ovviamente, non mancano le agghiaccianti immagini del vero Dahmer, presente con la sua vera immagine e la sua vera voce ripresa dalle registrazioni archiviate (rese pubbliche per la prima volta).

E in un certo senso, Conversazioni arricchisce la visione -già di per sé appagante- di Dahmer: perché ne sembra un necessario corollario, il completamente del ritratto di una storia efferata grazie alla definizione dei caratteri delle vittime e allo svelamento del reale.

È interessante poi mettere a confronto Dahmer con Bundy e Gacy, i precedenti assassini messi a fuoco dalle produzioni Netflix: mettendo in risalto i punti in comune e i distanziamenti, e la patologia alla base del carattere di uno dei più orribili mostri della storia. Che sembra aver compreso il suo operato, al punto di aver aiutato le forze dell’ordine a trovare tutte le sue vittime.

Conversazioni con un killer – Il caso Dahmer: l’auto-analisi dell’assassino come analisi dell’intera storia

La cosa più straordinaria (e contemporaneamente spaventosa) della docu-serie è il fatto che la testimonianza di Dahmer diventa una specie di auto-analisi che si trasforma in un’analisi della storia degli Stati Uniti, dipinta nei suoi anni forse peggiori attraverso le immagini e le parole del documentario.

Conversazioni è un’opera agghiacciante e appassionante, con il suo andare avanti e indietro nella storia: intrecciando non solo i piani temporali, ma anche il racconto in prima persona e quelle del “cast di contorno” composto da avvocati, vicini di casa, poliziotti, amici d’infanzia, membri della comunità LGBTQ+.
Alla fine, quello che emerge dal mosaico che si tenta di ricostruire, è uno studio sul Male: se esista, se nasca da qualcosa, se può essere compreso.

Regia - 4
Sceneggiatura - 4
Fotografia - 4
Sonoro - 4
Emozione - 4

4

Articoli correlati