Conversazioni con un killer: Il caso Gacy – La storia vera dell’assassino protagonista della miniserie Netflix

Chi era John Wayne Gacy, il serial killer che ha ucciso dal 1972 al 1978 decine di adolescenti? Ecco la sua macabra storia!

Disponibile su Netflix dallo scorso 20 aprile, Conversazioni con un killer: Il caso Gacy – titolo originale Conversations with a Killer: The John Wayne Gacy Tapes – è una miniserie in tre parti diretta da Joe Berlinger sulla vita e sui crimini sessuali del serial killer statunitense John Wayne Gacy.

La storia vera dietro Conversazioni con un killer: Il caso Gacy

John Wayne Gacy nacque a Chicago martedì 17 marzo 1942, come secondogenito di tre figli concepiti da John Stanley Gacy (1900-1969) e Marion Elaine Robinson (1908-1989). La sua vita fu sconvolta da traumatici e significati eventi accaduti nel corso della sua infanzia: da piccolo, John era un bambino sovrappeso che subiva continue molestie fisiche e psicologiche da parte del padre alcolizzato, di cui ricercava morbosamente l’approvazione, senza riceverla se non raramente.

Nell’agoso 1967, Gacy commise la sua prima aggressione a scopo sessuale ai danni di un adolescente, era il quindicenne Donald Voorhees Jr., il figlio di un suo conoscente. Gacy attirò il ragazzo in casa sua con la promessa di fargli vedere dei film pornografici; poi fece ubriacare Voorhees e lo convinse a praticargli una fellatio. Svariati altri ragazzini furono molestati sessualmente da Gacy nei mesi seguenti, incluso un giovane che Gacy incoraggiò a far sesso con sua moglie Marlynn Myers, prima di costringerlo a un rapporto orale con lui stesso.

Conversazioni con un killer: Il caso Gacy; cinematographe.it

Arrestato e incriminato per molestie sessuali e sodomia, Gacy, durante il processo tenutosi il 7 novembre 1968, si dichiarò colpevole dell’accusa di sodomia nei confronti di Donald Voorhees, ma negò qualsiasi altra accusa circa il tentato stupro di un sedicenne di nome Edward Lynch, dichiarando di non essere assolutamente omosessuale bensì bisessuale. Gacy venne giudicato colpevole del reato di sodomia ai danni di un minorenne il 3 dicembre 1968 e condannato a 10 anni di carcere da scontare nel penitenziario di Anamosa. Il giorno stesso della condanna, la moglie di Gacy chiese il divorzio.

Conversazioni con un killer: Il caso Gacy; cinematographe.it

Dopo 18 mesi di carcere, il 18 giugno 1970, Gacy venne liberato sulla parola con dodici mesi di libertà condizionata. Nei mesi seguenti, l’uomo venne accusato nuovamente di molestie sessuali nei confronti di diversi ragazzini. Nel 1972 iniziò la sua carriera da serial killer con l’omicidio del sedicenne Timothy McCoy. Fino al 1978, anno della sua cattura in seguito a un errore nell’occultamento della sua ultima vittima Robert Piest, Gacy rapì, torturò, sodomizzò e uccise altre 32 vittime, tutte adolescenti e di sesso maschile, 28 delle quali seppellite sotto la sua abitazione o ammassate in cantina. Fu soprannominato Killer Clown visto che era solito intrattenere i bambini durante alcune feste con costume e trucco da clown facendosi chiamare Pogo il Clown.

Conversazioni con un killer: Il caso Gacy; cinematographe.it
Alcune delle giovani vittime di John Wayne Gacy

John Wayne Gacy fu giustiziato il 10 maggio 1994 per mezzo di un’iniezione letale endovenosa, pochi minuti dopo la mezzanotte. La sentenza venne eseguita nella Stateville Prison di Joliet, Illinois. L’ultima dichiarazione al suo avvocato prima dell’esecuzione fu “Prendervi la mia vita non compenserà la perdita di quelle altre. Le sue ultime parole prima della morte furono “Baciatemi il c*lo!“.

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