Colony – stagione 3: recensione dell’ultimo capitolo della serie sci-fi

Colony - stagione 3, ultimo capitolo della serie USA Netfwork in onda su Netflix, conclude il suo viaggio lasciando più domande che risposte

Colony – stagione 3, creata da Carlton Cuse e Ryan J. Condal, disponibile dal 2 maggio 2020 su Netflix, si è conclusa con il terzo capitolo, ultimo della serie, cancellata il 21 luglio 2018. Dopo la tragica e drammatica conclusione della seconda stagione, la terza riprende alcuni mesi dopo la partenza della famiglia Bowman, in compagnia di Alan Snyder, pronti tutti a una fuga continua.

Will (Josh Holloway), Katie (Sarah Wayne Callies) e i tre figli Bram (Alex Neustaedter), Charlie (Jacob Buster) e Gracie (Isabella Crovetti) in compagnia dell’acquisito zio Alan, Snyder (Peter Jacobson), trascorrono mesi nella baita isolata spesso controllata dai droni, tra pesca, lettura, partite a carte e controllo del perimetro. Una situazione che però ha vita breve, come la lealtà di Snyder, sempre pronto a tradirli. Nuovi indizi sugli Ospiti, nuovi nemici, altri gruppi di resistenza, vite in pericolo e il disperato tentativo di tenere la famiglia unita. Fino ad arrivare a Seattle, nell’illusione di una vita normale. Ma si tratta dei Bowman che, con il nome di Sulllivan o Dalton, dovunque vadano portano danni, diffidenza, attentati e morti, nonostante gli intenti positivi e la volontà di dare una vita migliore e sicura ai propri figli.

Colony – stagione 3: tra Ospiti e Demonis diventa uno show di sopravvivenza indagando le motivazioni dell’invasione

Netflix - Colony - stagione 3 - cinematographe.it

Colony – stagione 3, tra elementi che rimandando a Falling Skies e a The Walking Dead è caratterizzata da un ottimo incipit: la famiglia Bowman in fuga, con Alan Snyder che sembra aver acquisito quell’umanità latente che lasciava spazio all’ambizione e alla sete di potere, vivono una vita apparentemente tranquilla in una baita, pronti a scappare e ad usare un fucile al minimo rumore sospetto. Bram è ormai trattato alla pari dai genitori, mentre per Charlie e Grace ci sono sempre quei finti sorrisi e la tipica frase “andrà tutto bene”. Continui spostamenti e inseguimenti e, finalmente, delle scoperte. Con il primo incontro con gli Ospiti nella commovente scena di un tentativo di comunicazione tra specie diverse e la possibilità di capire chi è realmente il nemico. Interessante e ricco di colpi di scena e azione anche l’alternata sotto-trama di Broussard (Tory Kittles) e la new entry della resistenza Amy (Peyton List).

La terza stagione di Colony non poteva partire meglio, raggiungendo forse il massimo della suspense, dell’azione e della storia in un tragico colpo di scena che getterà l’intera famiglia in un turbine di drammi, sconforto e rassegnazione. Dove sembra che, per la prima volta, lo show prenda coraggio per far scomparire un personaggio chiave. Una scena che raggiunge la forza di quella della prima stagione, con il racconto dell’Arrivo o del finale della seconda, con grandi navi spaziali che sovrastano il blocco di Los Angeles, pronti a ridurlo in fiamme lasciando bruciare una miriade di anime innocenti. Un ritmo incalzante e inaspettato che però non dura abbastanza, ritornando alla finta famiglia felice che vive a Seattle, con la differenza di un lutto da elaborare, una rabbia da controllare e un affetto che nessuno riesce a dare con sincerità.

Colony – stagione 3: Tra struttura e narrativa, l’azione supera la storia aprendo nuovi scenari che rimangono incompleti

Colony 3 - cinematographe.it

Una regia sempre molto attenta che rappresenta alla perfezione le scene d’azione, di fuga e inseguimento, con spari ed esplosioni sempre ben resi, caratterizzati dalla volontà du suscitare una sorpresa nello spettatore con situazioni inaspettate. Un declino verso un ottimo finale di stagione che è però una conclusione di serie davvero deludente. Sempre attento a lasciare la trama il meno possibile a metà sul finire di prima e seconda stagione, l’intero show termina con più domande che risposte, soprattutto non trattando una svolta narrativa importante, fondamentale, quando la vera battaglia per la resistenza dell’umanità sta per avere inizio. Un finale sicuramente tragico sotto molti punti di vista, tanto da preferire forse l’apparente tranquillità che occupa ben due episodi a metà stagione, puntate di passaggio che non contribuiscono né alla narrazione né a scavare nell’animo di personaggi, cambiati e provati da un terribile trauma.

Colony – stagione 3 sembra essere, almeno all’inizio, una delle migliori stagioni, che cambia la struttura rispetto ai precedenti capitoli. Probabilmente lo show sarebbe andato avanti per altre puntate se la USA Network non avesse cancellato la serie lasciando fan e spettatori a un bivio, all’inizio della guerra, un punto della narrazione che si è atteso per 36 puntate. La tecnica di Colony non subisce particolari cambiamenti, con una fotografia e un montaggio delle tipiche serie episodiche di sopravvivenza in un mondo post-apocalittico, non particolarmente brillanti né particolari, ma in linea con la trama. L’interpretazione è sempre ottima, nonostante una sceneggiatura che ricorda ancor di più The Walking Dead, prevedibile e piatta, considerando che si tratta di noti star del piccolo schermo. Compresi i giovani Bowman che danno prova di performance incredibili che trasmettono il tormento di una vita cambiata per sempre e che nessuno potrà mai restituirli.

Regia - 3
Sceneggiatura - 2
Fotografia - 2.5
Recitazione - 3
Sonoro - 3
Emozione - 2.5

2.7

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