Beverly Lynn Smith – Un delitto irrisolto: recensione della serie Prime Video

Beverly Lynn Smith - Un delitto irrisolto è una docu-serie che non lascia spazio alla verità, focalizzandosi sulla psicologia e sul trauma delle persone toccate dalla tragedia del caso Bverly Lynn Smith.

La mente umana è irrimediabilmente attratta dalla violenza e dal dramma. Una prova di ciò sono le numerose trasposizioni cinematografiche che vertono sulla criminalità organizzata, sui serial killer e sugli episodi di cronaca nera che, come regola generale, attraggono sempre una grande attenzione da parte del pubblico. I documentari d’inchiesta basati sugli episodi di criminalità stanno diventando una delle produzioni più prolifiche di Prime Video che ha rilasciato di recente, il 6 maggio 2022, la docu-serie Beverly Lynn Smith – Un delitto irrisolto (The Unsolved Murder of Beverly Lynn Smith). La nuova serie diretta da Nathalie Bibeau ripercorre l’omicidio della ventiduenne Beverly Lynn Smith, uccisa nel 1974 da un colpo di pistola alla testa. A distanza di decenni l’omicidio è ancora irrisolto e il documentario cerca di gettare luce, o perlomeno di offrire una fedele ricostruzione degli eventi, grazie all’aiuto di numerose testimonianze, fotografie, prove e impronte audio.

Beverly Lynn Smith – Un delitto irrisolto: verità e violenza nella serie Prime Video

Beverly Lynn Smith e Alan Smith

Ciò che cattura sin dal primo episodio è la mancanza di una voce narrante, una scelta che si rivela vincente. I particolari della storia vengono infatti narrati grazie a uno scorrevole alternarsi di narrazione da parte delle persone che conoscevano personalmente Beverly Lynn Smith e un uso freddo e analitico della fotografia e della regia, la quale dona alla docu-serie un’estetica vitrea e senza calore che non lascia presagire nessun lieto fine nella città di Oshawa in Ontario. Il primo episodio si apre focalizzandosi interamente sulla figura di Alan Smith, il vicino di casa di Beverly e principale indiziato su cui ruotano le indagini (nonostante i cognomi non possiedono alcun grado di parentela). Complice la natura schiva e interessante di Alan, la sua passione per la pesca e gli splendidi ma inquietanti paesaggi della comunità industriale di Oshawa immersi nella nebbia (che a tratti ricorda la città di Silent Hill), la docu-serie trasporta lo spettatore in un mondo onirico e brutale, il quale sembrerebbe essere nato dal frutto della fantasia di David Lynch. Infatti Alan, nonostante il suo passato burrascoso, in qualche modo attira le simpatie dello spettatore nonostante venga accusato di un crimine orribile.

The Unsolved Murder of Beverly Lynn Smith: una ricostruzione fedele

L’umanità di ogni personaggio cui la morte di Beverly Lynn-Smith traspare in ogni fotogramma della serie soprattutto grazie a una narrazione oggettiva e che lascia trarre le conclusioni allo stesso spettatore. Sin da subito è chiaro che non si avrà una risposta al quesito “Chi ha ucciso Beverly Lynn Smith?” e il documentario fa di questo il suo punto di forza. Non c’è posto per una verità che non potrebbe mai emergere nella città di Oshawa: solo dolore e apparenti rimpianti per coloro che erano vicini a Beverly. Nel viaggio dei quattro episodi da 50 minuti ciascuno che Nathalie Bibeau propone allo spettatore non c’è catarsi né risoluzioni ma un racconto senza una fine, un cerchio incompiuto nel quale forse è racchiusa l’esperienza umana: qualsiasi cosa accada, anche la più terribile, la vita continua per tutti anche se non nella direzione sperata.

Nelle parole dei familiari, dei sospettati e dei poliziotti è chiaro che la loro vita è spaccata in due: il periodo antecedente alla morte di Beverly e tutto ciò che avviene dopo. The Unsolved Murder of Beverly Lynn Smith è quindi documentario assolutamente consigliato che riesce ad andare oltre alla narrazione dei fatti, rivelando la psicologia delle persone coinvolte e offrendo indirettamente più di una domanda esistenziale.

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Regia - 4
Sceneggiatura - 3.5
Fotografia - 4.5
Recitazione - 4
Sonoro - 3.5
Emozione - 4.5

4

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