Stefano Sollima: 10 curiosità che non sai
Da figlio d’arte al successo internazionale, alcune curiosità sorprendenti sulla carriera e sulla vita privata di Stefano Sollima.
Stefano Sollima, nato a Roma il 4 maggio 1966, è oggi uno dei registi italiani più apprezzati a livello internazionale. Figlio del cineasta Sergio Sollima (artigiano di un cinema di genere, tra gli anni ’60 e ’70), ha saputo costruirsi una carriera autonoma partendo dalla televisione fino ad approdare al cinema e a Hollywood. Con il suo stile asciutto, realistico e incisivo, ha ridefinito il genere crime contemporaneo, firmando opere come Romanzo Criminale – La Serie, Gomorra – La Serie, Suburra e Soldado, fino ad arrivare a Senza Rimorso prodotto da Amazon. Nel 2025 presenta alla Mostra cinematografica di Venezia Il mostro, la serie dedicata al celebre “mostro di Firenze”. Scopriamo 10 curiosità legate alla sua carriera e vita privata.
Stefano Sollima è figlio d’arte: formazione e studi del regista

Nato a Roma nel 1966, Stefano Sollima è figlio del celebre regista e sceneggiatore Sergio Sollima (1921–2015), apprezzato (e un po’ dimenticato) artigiano del cinema di genere italiano. Sergio è stato uno dei principali esponenti dello spaghetti western insieme a Sergio Leone e Sergio Corbucci, firmando titoli come La resa dei conti (1966), Faccia a faccia (1967) e Corri uomo corri (1968), pellicole che hanno contribuito in piccola parte a ridefinire il western europeo. Negli anni ’70 si è poi distinto nel poliziesco all’italiana con film come Città violenta (1970), diventando una figura di culto per gli appassionati di cinema di genere. Crescere accanto a un padre così influente ha inevitabilmente segnato Stefano, che però ha scelto di non vivere di rendita, intraprendendo un proprio percorso personale e artistico. Dopo il liceo, ha studiato regia a New York presso la New York Film Academy, dove ha affinato uno stile asciutto, diretto e profondamente legato al realismo.
Il debutto nella pubblicità
Prima di approdare al cinema e alla televisione, Stefano Sollima ha mosso i primi passi nel mondo della pubblicità, dirigendo spot televisivi che gli hanno permesso di sperimentare ritmo, montaggio e costruzione visiva. Questa esperienza si rifletterà poi nel suo linguaggio registico, capace di unire realismo narrativo e tensione spettacolare.
Stefano Sollima e il successo con Romanzo Criminale – La serie che lo ha fatto conoscere al grande pubblico

Il grande salto per la carriera di Sollima arriva nel 2008 con Romanzo Criminale – La Serie, prodotta da Sky. Grazie alla regia elegante e al tono crudo, il regista riesce a trasformare la storia della Banda della Magliana in un prodotto di culto, capace di conquistare pubblico e critica. È qui che il regista si afferma come una delle voci più potenti della serialità italiana.
Gomorra – La Serie: il successo internazionale che cambia tutto
Il trionfo internazionale arriva, però, nel 2014 con Gomorra – La Serie, tratta dal libro di Roberto Saviano, da cui era già stato tratto l’ottimo film di Matteo Garrone, Gomorra (2008). Sollima porta sullo schermo un racconto di criminalità che diventa fenomeno globale, distribuito in oltre 190 Paesi. La sua regia realistica, cruda e priva di compromessi, ha contribuito a ridefinire gli standard della serialità europea.
Suburra: il salto al cinema e l’ingresso a Hollywood con Soldado
Dopo il successo televisivo, Sollima approda al cinema con Suburra (2015), un crime politico che mostra i legami tra criminalità, Chiesa e potere. Il film segna l’inizio della sua carriera cinematografica internazionale che trova sbocco con l’approdo ad Hollywood con Soldado (2018), sequel del film di Denis Villeneuve, Sicario (2015). porta nel film un taglio crudo e realistico, lontano dall’estetica elegante e sospesa di Villeneuve. La regia è nervosa, pragmatica, vicina al terreno, con una tensione che richiama il cinema di guerra urbano. Successivamente, negli States realizza Senza Rimorso (2021), adattamento del romanzo di Tom Clancy prodotto da Amazon, con Michael B. Jordan protagonista.
Stefano Sollima: tutte le candidature e i premi
Nel corso della sua carriera, Stefano Sollima ha ricevuto numerose candidature e riconoscimenti che hanno consolidato la sua reputazione a livello nazionale e internazionale. Per Suburra (2015) ha ottenuto una candidatura ai David di Donatello come miglior regista e ai Nastri d’argento, dove il film è stato inserito tra le opere più significative dell’anno. Anche A.C.A.B. – All Cops Are Bastards (2012), suo esordio cinematografico, è stato candidato a diversi premi, tra cui i Ciak d’oro e i Nastri per la sceneggiatura e la fotografia.
Sul fronte televisivo, Romanzo Criminale – La Serie e Gomorra – La Serie hanno raccolto candidature ai Premi internazionali dell’audiovisivo, ottenendo menzioni speciali nei festival dedicati alla serialità europea, come il Festival de la Fiction TV de La Rochelle e i Premi FIPA. Con Gomorra, in particolare, ha ottenuto diversi riconoscimenti al Roma Fiction Fest del 2014.
Il suo ingresso a Hollywood con Soldado (2018) e Senza Rimorso (2021) ha attirato l’attenzione della critica statunitense: sebbene non abbia ancora ricevuto candidature agli Oscar o ai Golden Globes, la sua regia è stata celebrata da testate come Variety e The Hollywood Reporter, che lo hanno indicato come uno dei pochi registi italiani capaci di affermarsi stabilmente nell’industria americana.
Influenze cinematografiche – Martin Scorsese e Michael Mann come guide artistiche
Sollima non ha mai nascosto le sue influenze principali: Martin Scorsese e Michael Mann. Dal primo riprende l’attenzione ai personaggi e ai dilemmi morali, dal secondo la cura estetica per la notte metropolitana e l’azione realistica. Queste ispirazioni hanno contribuito a definire il suo marchio registico.
Realismo e crimine – La firma narrativa che caratterizza le sue opere

La cifra stilistica di Stefano Sollima è il realismo crudo e senza compromessi. Nei suoi lavori, la rappresentazione del crimine non è mai spettacolarizzata o edulcorata, ma anzi mira a restituirne tutta la brutalità e la complessità sociale. Nei mondi che mette in scena, che siano le periferie di Roma in Suburra o le faide napoletane in Gomorra – La Serie, i personaggi vivono immersi in un contesto dove non esistono eroi né cattivi assoluti, ma individui costretti a muoversi in zone grigie, dove la sopravvivenza prevale su ogni principio morale.
Sollima utilizza scelte registiche precise per trasmettere questa visione: predilige i piani sequenza immersivi, capaci di trascinare lo spettatore dentro l’azione, e una fotografia dai toni cupi e realistici che restituisce un senso costante di oppressione. Anche il suono ha un ruolo fondamentale, con un uso misurato della musica a favore di rumori ambientali che aumentano l’impatto documentaristico delle scene.
Un altro tratto distintivo è l’attenzione alle dinamiche di potere: nei suoi film e serie il crimine non è mai isolato, ma legato a istituzioni politiche, economiche e persino religiose. Questa scelta colloca Sollima tra i registi che raccontano il crimine come sistema, non come semplice devianza. È proprio questa visione ampia e realistica che lo ha reso riconoscibile a livello internazionale e che lo avvicina a modelli come Michael Mann, ma con un taglio profondamente radicato nel contesto italiano. Ancora “il crimine” nelle sue sfumature cupe e umane si presenta nella miniserie Il mostro, presentata in anteprima a Venezia e in arrivo su Netflix dal 22 ottobre 2025.
Curiosità nascoste – Aneddoti e retroscena poco noti sulla sua carriera di Stefano Sollima
Non tutti sanno che Sollima ha iniziato come fotografo, prima di dedicarsi alla regia. Inoltre, durante le riprese di Suburra, ha scelto di girare realmente in alcuni dei luoghi simbolo della politica romana, aumentando la tensione sul set. Negli Stati Uniti, invece, è stato lodato per la sua capacità di lavorare con attori hollywoodiani pur mantenendo un approccio registico europeo.
Stefano Sollima: la vita privata (moglie e figli)
Nonostante la notorietà, Sollima è molto riservato sulla sua vita privata. È sposato e ha due figli, ma preferisce mantenere la famiglia lontana dai riflettori, concentrando l’attenzione esclusivamente sul suo lavoro di regista e sceneggiatore.