This War of Mine: Little Ones – recensione

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This War of Mine, ovvero l’orrore della guerra visto dalla parte dei più deboli. Da parte di chi non ha un’uniforme, un’arma o una missione da compiere. La guerra senza eroi, vista come un evento lontano ma ineluttabile come una tempesta che si tenta di arginare con mezzi di fortuna. La guerra come sfondo che spazza via tutto e tutti anche se non se ne condividono le ideologie. La guerra nel quotidiano, vissuta dagli occhi degli inermi mentre parole come onore, patria, ribellione perdono via via senso, sciogliendosi nel giorno dopo giorno fatto di freddo, fame, ferite difficili da rimarginare e, soprattutto, scelte quasi impossibile da compiere.

È questo il concept di base dello splendido This War of Mine che, dopo aver riscosso un successo incredibile su PC, approda a distanza di un anno sulle console di nuova generazione arricchito dell’espansione dedicata alle vittime più ingiuste di (ogni) guerra: i bambini.

This War of Mine: Little Ones – un videogame che metterà a dura prova la vostra psiche

Il gioco ci cala nei panni di un pugno di sopravvissuti, con la guerra che infuria in città e rende impossibile il normale svolgimento della vita quotidiana. I protagonisti devo cercare, semplicemente, di sopravvivere fino alla fine della guerra: raccogliendo risorse, costruendo apparati di fortuna, cercando cibo e acqua, producendo medicinali fatti in casa e bende, trappole per animali e strumenti di lavoro.
Le ore del giorno sono febbrili, occorre costruire quel che si può con quel che si è trovato; barattare qualche risorsa con i vicini, preparare medicine, filtrare l’acqua piovana e così via. Quelle della notte, invece, sono le più dure: i sopravvissuti devono sia difendersi dagli sciacalli e dai disperati che cercano di portargli via quel che hanno faticosamente ottenuto, ma allo stesso modo danno via alla fase di perlustrazione di altre parti della città, alla ricerca di cibo e materiale. Ed è qui che il gioco colpisce duramente i nervi del giocatore: ogni il gameplay porta a fare scelte difficili e dolorose. Se rubiamo il cibo a degli anziani potremo sopravvivere un paio di giorni in più, ma condanneremo le vittime dei nostri furti. Altre volte potremmo incontrare resistenza armata e allora dovremo decidere se porre fine alla nostra o alla loro vita.

Ma le scelte difficili non finiscono mai: possiamo scegliere di proteggere una vicina e la sua figlia adolescente dalle incursioni notturne degli sciacalli, ma così indeboliremo il nostro rifugio. Ed ogni scelta si ripercuote sul morale dei nostri personaggi, che già affamati e feriti nel corpo, diventeranno sempre più disperati nell’animo fino a compiere scelte estreme.

This war of mine

This War of Mine si presenta con una visione 2D laterale, tinte scure e desaturate ripassate al carboncino come se l’orrore descritto impedisse anche al sole di brillare; il comparto sonoro, eccelso, rende la medesima idea di disperazione e abbandono, regalando nell’insieme una sensazione di surreale immobilismo nel tempo e nello spazio.
La trasposizione su console, come detto, incorpora la presenza di bambini, regalando psicodinamiche nuove e crudeli: cosa rispondere al nipote che chiede perché il nonno ha ucciso quella persona per portar via un po’ di cibo?

This War of Mine si basa sulle storie vere dei superstiti durante l’assedio di Sarajevo, ma de facto parla di ogni guerra mai avvenuta: è un grido di dolore nei confronti di chi le guerre le subisce passivamente, non le vuole e se ne trova invischiato suo malgrado; mette in risalto la trasformazione della psiche di persone normali in situazioni estreme.
È un gioco difficile da affrontare, che mette seriamente alla prova la sensibilità dei giocatori, risultando a tratti disturbante; ma se desiderate un’esperienza di gioco immersiva e diversa dal solito, questo è un titolo che non può assolutamente mancare nelle vostre collezioni.

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