Steven Spielberg, il regista Harmony Korine: “Il trailer di Call of Duty è meglio di qualunque cosa abbia mai fatto”

Secondo il regista di Gummo e Spring Breakers, il futuro dell'intrattenimento risiede nei videogiochi e nell'intelligenza artificiale.

In procinto di presentare il suo nuovo film Aggro Dr1ft, con protagonisti Travis Scott e Jordi Mollà, al Festival di Venezia 2023, Harmony Korine – regista di Gummo e Spring Breakers e considerato un’importante figura del cinema indipendente degli anni duemila – ha rilasciato di recente un’intervista al celebre magazine GQ, in cui ha parlato di videogiochi e di intelligenza artificiale, quest’ultima considerata da lui come il futuro dell’intrattenimento. Non è mancata, però, una piccola stoccata ad uno dei registi più importanti di Hollywood, ovvero Steven Spielberg.

Steven Spielberg e la stoccata del regista Harmony Korine

Steven Spielberg; cinematographe.it

Se guardi il trailer di Call of Duty, è migliore di qualsiasi cosa abbia mai fatto Spielberg“, ha dichiarato Korine su Edglrd, collettivo creativo e studio di design con sede in Florida che realizza film, videogiochi e film giocabili come videogiochi. “Non si tratta nemmeno di qualcuno che si siede a guardare una cosa, ci sono dentro molteplici cose. Stai ascoltando musica, sei su TikTok e stai guardando un film. L’idea è prendere l’intero concetto di intrattenimento e creare qualcosa di nuovo. Forse c’è qualcos’altro dopo quello a cui siamo abituati: quello che c’è stato finora sta morendo e qualcosa di nuovo sta nascendo, proprio adesso”.

Alla domanda se tornerà a dirigere un film tradizionale, il regista ha svelato che potrebbe farlo solo in un’occasione: “Terrence Malick ha scritto una sceneggiatura che vuole che io diriga. È una sceneggiatura davvero, davvero bellissima. E questa è forse una delle uniche cose che potrebbe riportarmi al cinema tradizionale. Ma anche in quel caso la parte difficile sarebbe l’idea di guardare attraverso un obiettivo e filmare, ad esempio, le persone che parlano a un tavolo. Tutto questo dialogo si mette sempre in mezzo, e sono cose che non importano davvero a nessuno. Non lo so. L’ho sempre amato e i suoi film volevano dire tanto per me da bambino, e anche adesso. Sarebbe forse l’unica cosa che farei”.