Sole Luna Doc Film Festival 2020 - Cinematographe.it

Il 6 luglio prenderà il via l’edizione 2020 del Sole Luna Doc Film Festival che si terrà al complesso monumentale dello Spasimo di Palermo e online

Tornata l’estate, tornano anche gli appuntamenti con i festival cinematografici sparsi per tutta Italia e così, tra questi, anche il Sole Luna Doc Film Festival. Nonostante questa prima metà dell’anno sia stata caratterizzata dal lockdown e dalla chiusura delle sale per oltre tre mesi, il settore sembra ormai pronto a risollevarsi dalle proprie ceneri. Attraverso il festival siciliano, centinaia di persone avranno la possibilità si vedere anche tre opere in anteprima.

Si tratterà di un’edizione ibrida, a metà tra gli incontri dal vivo ed i collegamenti online, a cui ormai siamo stati abituati da settimane. Per quanto riguarda l’evento fisico, l’appuntamento è al complesso monumentale di Santa Maria dello Spasimo, a Palermo; chi invece non sarà presente fisicamente di fronte al maxi schermo, potrà comunque seguire il Sole Luna Doc Film Festival collegandosi al sito www.solelunadoc.org.

Le opere presentate nel corso della manifestazione valorizzeranno le parole chiave di questa edizione, ovvero giovani e archivi, in una perfetta contrapposizione tra passato e futuro. Si partirà lunedì 6 luglio con la proiezione di Palermo 1953, presentato in anteprima e pronto a far fare agli spettatori un tuffo nel passato, negli anni in cui il capoluogo siciliano mostrava ancora gli strascichi della seconda guerra mondiale, con le insegne dei negozi più storici e le famiglie pronte a ricominciare lasciandosi il conflitto bellico alle spalle e facendo grandi piani per il futuro. Un’opera di trenta minuti nata con la collaborazione della Filmoteca Regionale Siciliana (CRICD) e di Bass Group – Scuola Popolare di Musica, sonorizzata dal vivo dai giovani della Bass Youth Jazz Orchestra.

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Nella medesima serata inaugurale, saranno inoltre presentate in anteprime altre due opere: Marceline. A women. A century  (Cordelia Dvorák, 2018) biopic su Marceline Loridan Ivens, sopravvissuta ai campi di concentramento nazisti e poi diventata attrice, regista e attivista politica; Rewild (Nicholas Chin e Ernest Zacharevic, 2019), corto che in quattro minuti riflette sulla deforestazione al confine dell’ecosistema di Leuser, nella parte settentrionale di Sumatra.

Tra le altre opere in concorso, segnaliamo Anbessa (Mo Scarpelli, 2019), Aagaswadi (Ramesh Laxmanrao Holbole, 2018), Out loud (Tamara Mamon, 2019), nonché le rassegne fuori concorso attraverso cui si avrà modo di vedere La buca (Dario Fedele, 2019), e Quando non puoi tornare indietro (Leonardo Cinieri Lombroso, 2019).

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