Sciopero SAG: a due settimane dallo scontro tra attori e Studios le parti sono pronte a rinegoziare

Mentre i picchetti continuano per le strade americane, i rappresentanti dei sindacati di SAG e dei maggiori Studios fissano un nuovo incontro.

Due settimane fa i negoziati tra SAG-AFTRA, il sindacato che rappresenta circa 170.000 lavoratori del settore dei media e dello spettacolo, e l’AMPTP, che rappresenta i principali studi cinematografici, si erano bruscamente interrotti.

Secondo quanto riportano le riviste di settore americane, un nuovo spiraglio si è aperto e il sindacato Sag-Aftra e i grandi studios torneranno a sedersi allo stesso tavolo martedì 24 ottobre per provare a trovare un’intesa sul contratto che dovrà regolare i loro rapporti nei prossimi tre anni.

Sciopero SAG-Aftra, il ritorno alle trattative è previsto per il 24 ottobre

Sciopero SAG Colin Farrell - Cinematographe.it

L’annuncio delle nuove trattative è arrivato con un comunicato congiunto sabato 21 ottobre, in occasione del centesimo giorno di sciopero. Secondo quanto comunicato dal press release a partecipare al tavolo delle trattative ci saranno anche i maggiori capi dei grandi studios, tra cui: Bob Iger di Disney, David Zaslav di Warner Bros Discovery, Ted Sarandos di Netflix e Donna Langle di NBCUniversal.

A proporre un ritorno al tavolo dei negoziati sembrano essere stati gli stessi grandi boss, che hanno chiesto al sindacato di fissare un nuovo incontro. Una richiesta che pare scontata dopo che i rappresentati SAG avevano accusato gli studi di aver diffuso informazioni fuorvianti nel tentativo di indebolire la determinazione dei membri.

Come nelle scorse tornate di trattative l’ostacolo principale sembra la proposta sindacale di condividere le entrate dello streaming, che secondo l’AMPTP costerebbe 800 milioni di dollari all’anno. SAG-AFTRA ha affermato che questa cifra è stata esagerata del 60% e che la sua proposta costerebbe alle piattaforme di streaming 57 centesimi per abbonato all’anno.

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Fonte: Deadline