Romy Schneider e la struggente lettera di Alain Delon che ha scioccato i fan della Principessa Sissi

La tormentata vita di Romy Schneider e la struggente lettera d'addio di Alain Delon

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Romy Schneider, nome d’arte di Rosemarie Magdalena Albach-Retty, attrice austriaca naturalizzata francese, è nota soprattuto per il ruolo della Principessa Sissi nel film che la consacrò come una star del cinema, La Principessa Sissi, ma che al tempo stesso, venne definito anche la sua maledizione. Romy Schneider ha avuto un’infanzia difficile: fu spinta a intraprendere la carriera d’attrice dalla madre che la mandò in collegio per molti anni e che si risposò con un uomo che successivamente la Schneider accusò di abusi sessuali. La giovane non poté seguire quelle che erano le sue vere passioni: la pittura e la scrittura. L’imposizione da parte della madre Magda, attrice tedesca interprete di più di 60 film, portò Romy Schneider a debuttare sul grande schermo a soli 15 anni nel film Fiori di lillà. Dopo il successo in un film recitato con la madre, L’amore di una grande regina, tra il 1955 e 1957 la Schneider interpretò appunto il ruolo della Principessa Sissi per 3 pellicole, che fecero crescere la sua popolarità, e ancora oggi parte di una trilogia intramontabile.

Romy Schneider: come è morta l’attrice de La Principessa Sissi?

Romy Schneider - cinematographe.it

Il ruolo della Principessa Sissi influenzò fortemente la vita della giovane attrice che si ritrovò a interpretare sempre ruoli leggeri da fanciulla pura e onesta, parti verso le quali la madre e il patrigno la spingevano, lei ossessionata dalla fama e dal successo che la figlia stava acquistando e lui, si dice, per avere un ritorno economico. Ricordata per sempre come Sissi e soprannominata da media e fan “la principessa triste”, il peso del personaggio la portarono all’alcolismo e alla depressione che, nonostante una svolta nel 1958, non l’abbandonarono mai. Il ’58 è infatti l’anno del film L’amante pura al quale seguirono altre pellicole hollywoodiane. La Schneider continuò comunque ad apparire principalmente in film di produzione francese e italiana. Dopo la pellicola La morte in diretta, la fine di una storia d’amore e il fallimento di due matrimoni, l’alcolismo e la depressione della Schneider tornarono a influenzare la sua carriera. Il suo già precario equilibrio crollò con il suicidio del primo marito, che non le impedì di girare altri 2 film, ma che fu l’inizio della tragica fine della grande attrice. Vittima di un tumore che portò all’asportazione di un rene e distrutta dalla morte del figlio quattordicenne, la Schneider fu trovata senza vita il 29 maggio del 1982 nella sua casa di Parigi. Inizialmente si parlò di suicidio, ma dall’autopsia venne stabilito che si trattò di un arresto cardiaco.

L’amore tra Romy Schneider ed Alain Delon e la famosa lettera 

Tra i tormenti, gli amori e il successo della Schneider, popolare e nota fu la travolgente storia d’amore con Alain Delon, conosciuto sul set de L’amante pura dove, in realtà, i due, andarono tutt’altro che d’accordo. Ma lontano dalle riprese si innamorarono perdutamente l’uno dell’altra, tanto che lei decise di andare in Francia insieme lui, nonostante fosse inizialmente intenzionata a tornare a Colonia. Giovani, belli e all’apice del successo furono una delle coppie più chiacchierate, amate e note dello star system. Considerando anche la burrascosa vita sentimentale di Delon che, negli anni, è stato definito realmente innamorato davvero solo di Romy Schneider. Dopo 5 anni però Delon, impegnato continuamente su vari set, lasciando spesso Romy da sola, conobbe Nathalie Barthélemy con la quale partì per il Messico, abbandonando la Schneider con un biglietto telegrafico e un mazzo di rose rosse.

Romy Schneider - cinematographe.it

La scintilla tra i due scattò però nuovamente nel 1968, quando Delon insistette per averla come partner nel film La piscina. Per tutta la vita Delon non l’ha mai abbandonata, standole vicino durante la malattia e poi la morte del figlio. Celebre dell’amore tra i due è anche la struggente lettera che Delon scrisse al capezzale della Schneider dopo aver saputo della sua morte. Definita la più bella e triste lettera d’amore del ‘900, le parole di Delon sono rimaste nella Storia.

Ti guardo dormire. Sono accanto a te, mia Puppelé. E penso che sei bella, e che forse non lo sei mai stata così tanto. Per la prima volta nella mia vita, e nella tua, ti vedo serena, in pace. Come sei calma, come sei bella. Sembra che una mano abbia dolcemente cancellato dal tuo viso tutte le angosce. Ti guardo dormire. Penso a te, a me, a noi. Di che cosa sono colpevole? Ci si pone una domanda simile davanti una donna che si è amata e che si ama ancora. Arrivavi da Vienna e ti aspettavo all’aeroporto di Parigi con un mazzo di fiori che non sapevo come tenere. Mi sono perdutamente innamorato di te. E tu ti sei innamorata di me. Mio Dio, come eravamo giovani, e come siamo stati felici. Poi la nostra vita, che non riguarda nessuno se non noi, ci ha separati. Mia Puppelé, ti guardo ancora e ancora. Voglio divorarti di sguardi. Riposati. Sono qui, vicino. Ho imparato un po’ di tedesco, grazie a te. Ich liebe dich . Ti amo. Ti amo, mia Puppelé.

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