Roberto Benigni

Roberto Benigni, attore, comico, regista e sceneggiatore, è uno degli artisti italiani maggiormente apprezzati, sia in Italia che all’estero. Oltre a noti film come Il mostro, Johnny Stecchino, La tigre e la neve e lo straordinario La vita è bella con il quale vince tre Oscar come Miglior Film, Miglior Attore protagonista e Miglior colonna sonora per Nicola Piovani, Benigni è autore e ha interpretato numerose opere che per anni hanno diviso il pubblico. Prima di essere ospite d’onore a programmi tv condotti da Pippo Baudo e Raffaella Carrà o a talk show statunitensi come il David Letterman show, così come al Festival di Sanremo nel 1980, tra rappresentazioni teatrali, programmi tv e film come Berlinguer ti voglio bene, Benigni viene inizialmente considerato un artista eccessivamente ribelle e scomodo, imprevedibile e dai risvolti spesso scioccanti. Il 16 giugno del 1983 avvenne inoltre un fatto che passò alla Storia e che contribuì a dipingere Benigni come gran parte della critica lo descriveva: alla manifestazione della FGCI a Roma, prese in braccio e dondolò il leader Enrico Berlinguer, considerato una persona molto serie a non incline a certo tipo di scherzi. Tra censure dei film nati dalla collaborazione con Renzo Arbore e successi al teatro, il 1984 è l’anno di Non ci resta che piangere, scritto, diretto e interpretato con Massimo Troisi, osannato da pubblico e critica, un successo al botteghino e che portò Benigni a produrre le sue famose commedie di successo. Ma tra film, il tour Tutto Dante, le rappresentazioni e interventi di Benigni, quanto guadagna l’attore e comico toscano?

L’esorbitante patrimonio di Roberto Benigni

 

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Dopo alcune polemiche relative ai compensi di Benigni svelati nell’edizione del del Festival di Sanremo 2009, che si ripresentarono anche con l’edizione del 2020, secondo la rivista Forbes, nel 2018, Benigni era l’attore italiano più ricco con un patrimonio di 245 milioni di dollari. L’attore, oltre a cifre di 300.000 euro per un monologo di 30 minuti al Festival di Sanremo 2020, motivo appunto delle polemiche, è anche un ottimo imprenditore: proprietario di una società immobiliare, di 21 case, 20 terreni e della casa di produzione Malampo Cinematografica, fondata insieme alla moglie nel 1991, rilevata nel 2005 dai Cinecittà Studios.

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