pino insegno cinematographe.it

Pino Insegno e l’appello dello Stato per aiutare cinema e teatri, secondo lui “vittima di terrorismo sanitario”

Pino Insegno, doppiatore, attore e conduttore televisivo, durante un’intervista a Il Tempo parla delle conseguenze della pandemia sul settore artistico in Italia, in particolare dei cinema e dei teatri, affermando che, se non sarà fatto qualcosa, non si riuscirà più ad andare avanti. “Penso a migliaia di teatri senza contributi: moriranno. Saltano questa stagione e pure la prossima. No, non si capisce perché dovremo stare così distanziati, con questo terrorismo sanitario che toglie serenità alle persone. Nessuno prenota più biglietti. Grandi e piccoli cinema e teatri pagano la paura messa alla gente”.

Chiudere i teatri impedisce a tanti attori di poter proseguire loro carriera. Lo stesso vale per i set cinematografici, a che servirà produrre? Solo per le piattaforme digitali? E come ripaghi gli sforzi economici?

Cinema e coronavirus: “un disastro senza precedenti nella storia d’Italia”

“Penso che l’Italia sia un paese straordinario, fatto di gente straordinaria e di grande qualità. Ma il peso sono i nostri politici”, continua Pino Insegno nell’intervista. “C’è chi insegue ancora il vitalizio, chi non si dimezza lo stipendio, per aiutare. Forse dovremmo copiare l’estero, ad la Francia. Li rispettano il teatro come il cinema, le produzioni nazionali sono in prima linea, i prodotti esteri devono lasciare una quota di incassi per il cinema francese. Anche in Germania dei miei colleghi hanno ricevuto contributi, non prestiti. Altro che 25 mila euro… A noi non ci aiuta nessuno. Signori della politica, non basta dire che siamo un popolo straordinario. Senza una spinta dello Stato a settembre non ce la faremo”.

E TU COSA NE PENSI? LASCIA IL TUO COMMENTO

Iscriviti alla nostra newsletter

Ricevi novità, recensioni e news su Film, Serie TV e Fiction. Inoltre puoi partecipare alle nostre iniziative e vincere tanti premi

Grazie da adesso riceverei settimanalmente la nostra newsletter

Qualcosa è andato storto

LE NOSTRE INTERVISTE ESCLUSIVE