Piero Chiambretti e l’orribile esperienza col Covid-19: ecco la sua reazione dopo il lutto e la malattia

Dopo aver combattuto con il COVID-19, la vita di Piero Chiambretti non è stata più la stessa.

Con la sua ironia pungente e dallo stile irriverente, è riuscito a conquistare il pubblico italiano nel corso degli anni e a costruire una carriera televisiva di tutto rispetto. Dall’autunno 2020, è riuscito nell’ardua impresa di trattare in maniera leggera e spensierata un tema così delicato – soprattutto nel nostro paese – come il calcio nella trasmissione di Italia 1 Tiki Taka – Il calcio è il nostro gioco. Sì, stiamo parlando proprio di lui; del conduttore televisivo Piero Chiambretti.

Piero Chiambretti e l’orribile esperienza col Covid-19

Piero Chiambretti; cinematographe.it

Il 2020 non è stato un anno che Piero Chiambretti ricorderà con piacere. Il conduttore televisivo, infatti, ha vissuto la terribile esperienza del contagio da Coronavirus. In un’intervista rilasciata al rotocalco di Canale 5 Verissimo, Chiambretti ha rivelato di essere stato visitato inizialmente da un medico che lo ha rassicurato sul fatto che i suoi sintomi fossero attribuibili ad una semplice influenza:

Mi ero sentito male una settimana prima. Ero riuscito a far venire a casa mia un medico, che già in quel periodo non andavano più in giro e trovarne uno era caccia grossa. Questo medico, titolato a Torino, mi ausculta e mi dice: “Non ha niente, ha un’influenza. Prenda la tachipirina e vedrà che passa”.

Il conduttore ha raccontato di aver seguito tutte le indicazioni del medico, curandosi con i medicinali prescritti ma senza alcun miglioramento. Ad un certo punto la situazione è peggiorata. Sia lui che sua madre Felicita sono stati ricoverati in ospedale, ma il loro destino è stato diverso:

Per me è stato un fulmine a ciel sereno: mi ammalo io, si ammala lei, ci mettono nello stesso ospedale, la notte che lei muore io guarisco. Non ho parlato per due mesi. So che devo essere forte, cerco di farmene una ragione anche se una ragione non c’è. Mia madre ed io abbiamo avuto una vita legato a doppio filo: il destino ha fatto sì che il giorno della sua morte fossi in un letto di fianco a lei. In quella morte c’è la mia vita è come se mi avesse fatto nascere due volte. Mia madre è sempre stata il mio punto di riferimento, nella vita familiare e professionale. C’era sempre lei dietro di me, era una donna intelligente, una poetessa, era speciale. Dopo aver guardato la morte negli occhi, tutto diventa relativo. Ora non mi preoccuperei più di un flop, di una critica pesante. Mi sono rafforzato. Non so se cambierà il mio modo di fare tv: devo aspettare che si accenda la luce della telecamera. Magari sarò quello di sempre. Oppure no, ma ne uscirò comunque arricchito

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