L’avete riconosciuto? I suoi occhi erano irrestibili quanto fallibili, amava correre e una visione apocalittica lo accompagnò per tutta la vita

Desiderava arruolarsi nei Marines, ma in serbo per lui c'era il cinema!

Un difetto alla vista lo spinse verso Hollywood

Un cattivo pugile, un deludente giocatore di tennis, football americano, badminton, un pessimo sciatore. Non ha mai avuto il dono della grazia nello sport. Poi un giorno ha avuto la “folgorazione” per il ruolo di pilota e Paul Newman ha cambiato idea su sé stesso. Di certo, aveva il charme e il talento necessario nel mondo di Hollywood, dove conquistò un posto nel mito.

Paul Newman

Paul Newman nacque a Shaker Heights, nello Stato dell’Ohio, il 26 gennaio 1925. Dopo la High School, si arruolò presso il corpo della Marina, spinto dal desiderio di diventare pilota, ma il daltonismo da cui era affetto glielo impedì. Durante la Seconda guerra mondiale prestò servizio nel Pacifico come marconista e mitragliere negli Avenger. Il 6 agosto 1945, proprio mentre era in volo ad alta quota, vide, lontano sull’orizzonte, il bagliore della bomba atomica scagliata dalle truppe americane contro la città di Hiroshima: un’esperienza di cui non amava affatto parlare, ma che probabilmente gli restò impressa.

Il 1954 segnò l’esordio cinematografico di Paul Newman ne Il calice d’argento. Una prima apparizione che non convinse per nulla la critica, tanto da spingere il diretto interessato a comprare una pagina di un quotidiano nazionale per porgere le proprie scuse. Andò di gran lunga meglio due anni più avanti, in Lassù qualcuno mi ama (interpretava il pugile Rocky Graziano). Da lì in poi partecipò ad alcuni dei maggiori successi, come La gatta sul tetto che scotta, Lo spaccone, Hud il selvaggio e Nick mano fredda.

Nel 1986 gli fu assegnato l’Oscar alla carriera e, l’edizione successiva, quella al miglior protagonista per Il colore dei soldi. Non ritirò personalmente la statuetta, avendo preferito saltare la cerimonia, in seguito alle numerose candidature mai tramutatesi in vittoria. Nel 1994 ottenne il premio umanitario Jean Hersholt, un particolare riconoscimento assegnato per eccezionali contributi a cause umanitarie. Morì il 26 settembre 2008 a Westport.

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