Paul Dano sulla stanchezza da supereroi: “è un momento ben accolto”

Il noto attore americano parla della saturazione del cinema da film di supereroi e il loro progressivo fallimento al cinema.

Paul Dano, attore americano noto per la sua grande versatilità in termini di film (The Fabelmans, The Batman, Prisoners, Okja) e anche di personaggi che interpreta, ha recentemente spiegato il motivo per cui vede positivamente la “stanchezza da supereroi.”

Il termine “Marvel/Superhero fatigue” è stato coniato recentemente per indicare la stanchezza e l’insofferenza degli spettatori per i cine-comic a seguito della grossa saturazione del mercato cinematografico con questo genere. Una fatica da supereroi che è stata constata anche nei sempre più scarsi successi di questo filone, non solo in termini di incasso ma anche di accoglienza tra critica e pubblico.

Paul Dano sullo spostamento verso i contenuti nell’industria cinematografica: “ora tutto è quantità invece di qualità”

Paul Dano Il petroliere cinematographe.it

Dano, che ha interpretato l’Enigmista nel grande successo The Batman (2022) di Matt Reeves, spiega perché questa trasposizione di Batman ha funzionato rispetto a tanti altri cine-comic recenti che invece hanno fatto flop al botteghino ma anche tra il pubblico: “Ci sono abbastanza cine-comic in cui sai già quello che ti ritroverai. Leggendo la sceneggiatura di The Batman, sapevi che era un vero film. Ogni frase… era tutto Matt Reeves.”

L’attore ha anche evidenziato come bisogna accogliere in modo positivo la “stanchezza da supereroi“, infatti a riguardo ha detto al quotidiano The Independent: “Siamo di fronte ad un interessante momento in cui tutti sono tipo ‘Ok, e adesso cosa?’. Magari da qui in poi, qualcuno darà nuova linfa vitale [ai cine-comic], e magari qualcos’altro sorgerà che non sia supereroi. Sono certo che altri buoni ne verranno in futuro, ma credo che questo è un momento ben accolto.”

Dano ha poi anche spiegato: “è una cosa più grande in realtà. Nel momento in cui la parola ‘contenuto’ è entrata nel nostro mondo, riferendosi al fare film o TV, allora è diventato tutto quantità invece di qualità, ed è stato un grande passo falso. E certamente non ne ho bisogno come spettatore e come attore.”

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