Kristen Stewart e le scene di sesso nei film: ” Banali e poco realistiche”

Kristen Stewart e l' esigenza di una maggiore autenticità al cinema: le scene di sesso e il realismo.

L’attuale panorama cinematografico ha visto molte celebrità esprimere critiche sulla rappresentazione stereotipata del sesso nei film. Un esempio significativo è Kristen Stewart, che ha recentemente condiviso la sua prospettiva riguardo alla pratica del sesso simulato sul set.

Kristen Stewart e il sesso al cinema: un giudizio duro e lapidario

Kristen Stewart Charlie's Angels - Cinematographe.it

Stewart ha espresso il suo disappunto per la banalità della rappresentazione del sesso nei film, sottolineando come gli attori spesso seguano uno schema predefinito senza tener conto della naturalezza dell’atto. “La solita cosa della pratica del sesso simulato è così banale. Ed è come se gli attori avessero qualcosa di predefinito che li portano a pensare: ‘Okay, dovremmo baciarci e fare sesso ora’”, ha dichiarato l’attrice.La star di Hollywood ha avuto l’opportunità di sperimentare una prospettiva diversa durante le riprese di Love Lies Bleeding. In questo contesto, l’approccio era quello di mostrare in modo più autentico i dettagli dell’esperienza fisica, spostando l’attenzione dalla semplice visualizzazione a una vera e propria condivisione spaziale e verbale tra gli attori. “Si trattava realmente di mostrare in modo corretto i dettagli e di parlare di più dell’esperienza fisica invece che vederla, verbalizzarla, parlarsi, non averla tagliata in moltissime diverse inquadrature“, ha spiegato Stewart.

Un punto interessante è emerso anche dalla collega Katy O’Brian, che ha partecipato al progetto. O’Brian ha sottolineato un insegnamento che gli spettatori potrebbero trarre dal film: l’importanza di comunicare con il proprio partner riguardo alle preferenze sessuali. “Se qualcuno dovesse trarre un insegnamento da questo film è di chiedere alla propria partner cosa le piace. Non lo si vede spesso in un film”, ha affermato l’attrice.In un’industria cinematografica spesso dominata da convenzioni e stereotipi, le critiche di Stewart e O’Brian gettano luce su una prospettiva più realistica e inclusiva. Rappresentare il sesso in modo autentico e coinvolgente, anziché ricorrere a cliché preconfezionati, potrebbe aprire la strada a una narrativa più ricca e rispettosa della complessità delle relazioni umane. Un invito a una riflessione critica che potrebbe portare a una nuova era nel cinema intimo.