India’s Daughter: il documentario merita l’Oscar secondo Meryl Streep

Il documentario della giovane filmmaker britannica Leslee Udwin narra la vicenda del fatale stupro di gruppo di cui è stata vittima una studentessa di fisioterapia 23enne nel dicembre del 2012. La ragazza stava tornando a casa in autobus col suo amico, dopo aver visto Vita di Pi in un cinema a Nuova Delhi, quando venne presa di mira. Morì poco dopo in ospedale per le ferite riportate e ciò causò numerose proteste in strada durante le quali i dimostrarti chiedevano più sicurezza per le donne indiane.

Il documentario contiene l’intervista a Mukesh Singh (uno dei quattro stupratori) il quale ha rilasciato di credere che le donne sono più colpevoli degli uomini quando si parla di stupro. Alcune clip dell’intervista, che furono mostrate dalle TV indiane lo scorso 8 marzo per la ricorrenza della festa della donna, sollecitarono la sensibilità degli spettatori, tanto il documentario fù sottoposto a censura.

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Meryl Streep: “La prima volta che ho visto il film sono rimasta senza parole”

Presentando il film durante il rilascio della pellicola nelle sale americane, Meryl Streep si è mostrata decisa a far pervenire la sua opinione secondo la quale il documentario meriterebbe un Oscar.

Sto conducendo una campagna per rendere concreta la sua nomination agli Oscar per la categoria “Miglior documentario”. La prima volta che ho visto il film sono rimasta senza parole!

Singh è nel braccio della morte insieme ad altri tre detenuti ritenuti colpevoli, in attesa del verdetto. Nelle 16 ore di intervista con Udwin, Singh, che guidava l’autobus su cui era salita la giovane donna, ha detto:

Una ragazza decente non va in giro alle 21. Una ragazza è più responsabile dello stupro che di un ragazzo. Le donne devono prendersi cura della casa, non gironzolare per discoteche e bar facendo cose non giuste, indossando gli abiti sbagliati. Solo il 20% delle ragazze sa come ci si comporta.

In attesa di ciò che succederà ai detenuti e al documentario, la Udwin ringrazia Meryl Streep e ne approfitta per ribadire la denuncia del suo documentario intollerabilmente censurato.

Fonte: The Hollywood reporter