Il Signore degli Anelli: Peter Jackson ha considerato l’ipnosi per vivere la trilogia da spettatore

Il famoso cineasta neozelandese ha svelato il metodo drastico che gli avrebbe consentito di vivere la tripletta cinematografica da un'altra prospettiva.

Il Signore degli Anelli, famoso libro di J.R.R. Tolkien di stampo fantasy, è recentemente tornato in auge per l’arrivo de Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere, la nuova serie televisiva targata Prime Video che porta sul piccolo schermo delle affascinanti e in alcuni casi originali storie riferite alla Seconda Era della Terra di Mezzo. Ebbene, mentre sappiamo con certezza che Peter Jackson (King Kong, The Beatles: Get Back) non ha preso parte al progetto e anzi il cineasta ha raccontato di essere stato snobbato dalla produzione, abbiamo scoperto recentemente un fatto assurdo che riguarda proprio l’iconico film-maker con la sua tripletta cinematografica dedicata al libro di Tolkien sopracitato ha acquisito una fama spropositata.

Il Signore degli Anelli è uno degli adattamenti più riusciti e spettacolari della storia del cinema

Ebbene, non tutti sanno che in realtà proprio Jackson è stato un grandissimo amante dei lavori del filologo e scrittore britannico e ciò, in realtà, può essere compreso pensando a come ha gestito in modo preciso e perfetto l’adattamento. In una recente intervista ad un podcast di The Hollywood Reporter, proprio l’autore ha raccontato che in passato ha valutato seriamente l’ipotesi di farsi ipnotizzare per dimenticare il lavoro svolto con Il Signore degli Anelli e vedere così le tre pellicole a mente fresca, come un fan qualunque. Di seguito trovate le sue parole nel dettaglio.

Quando abbiamo fatto i film de Il Signore degli Anelli, ho sempre sentito di essere la persona sfortunata che non è mai riuscita a vedere come un film emergente. Quando c’erano le proiezioni, ero immerso in esso per cinque o sei anni. È stata una tale perdita per me non poterli vedere come tutti gli altri. In realtà ho preso seriamente in considerazione l’idea di andare da un tizio dell’ipnoterapia per ipnotizzarmi per farmi dimenticare i film e il lavoro che avevo fatto. negli ultimi sei o sette anni così ho potuto sedermi e godermeli. Non l’ho seguito, ma ne ho parlato con il [mentalista britannico] Derren Brown e lui ha pensato di potercela fare”.

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