Fino all’ultimo indizio: chi è il killer? La spiegazione del regista

L'articolo contiene SPOILER sul finale di Fino all'ultimo indizio.

Fino all’ultimo indizio è un thriller del 2021, che vanta nel cast la presenza di tre premi Oscar, Denzel Washington (Glory – Uomini di gloria, Training Day), Rami Malek (Bohemian Rapsody) e Jared Leto (Dallas Buyers Club) – candidato ai Golden Globe e ai SAG per questo ruolo. Passato in Italia completamente in sordina, complice l’uscita direttamente in video noleggio a causa della pandemia da Covid-19, è divenuto il fenomeno dell’estate in seguito all’arrivo, dopo più di un anno dal debutto nelle sale statunitensi, su Netflix. La pellicola, però, si conclude con un finale aperto e non si riesce a comprendere del tutto la reale identità dell’assassino. Per questo lo sceneggiatore e regista John Lee Hancock (Saving Mr. Banks, The founder) ha deciso di rispondere personalmente alla domanda.

Fino all’ultimo indizio – Chi è dunque il vero assassino?

Per comprendere l’ambiguità del finale è necessario ricapitolare la complessa trama di Fino all’ultimo indizio. Un ex sceriffo, Joe Deacon (Denzel Washington) viene coinvolto da un detective della omicidi, Jim Baxter (Rami Malek), nelle indagini su alcuni assassini simili ad un caso trattato in passato proprio da Deacon. I sospetti conducono ad Albert Sparma, un uomo particolarmente inquietante e decisamente strano. Per tutta la durata del film, non vengono mai trovate delle prove concrete contro Sparma ma Baxter è fermamente convinto della sua colpevolezza. Trascinato dallo stesso Sparma in un luogo nel quale sarebbero sepolte alcune vittime, Baxter – non trovando in realtà alcun cadavere – si convince di essere stato preso in giro e colpisce Albert con una pala, uccidendolo. Sul luogo del crimine giunge poi Deacon, che insabbia l’accaduto e si convince – insieme a Baxter – di aver fatto la cosa giusta. Il problema, però, è che lo spettatore non saprà mai se Sparma è il vero assassino o ha semplicemente “giocato” con la polizia a causa del suo carattere incredibilmente spavaldo.

Fino all'ultimo indizio - Cinematographe.it

Il regista, quindi, ha cercato – a modo suo – di gettare luce sul mistero del finale, rivelando di averlo ideato in questo modo per sovvertire i canoni del genere poliziesco: “Mi sono sempre piaciuti i drammi polizieschi e i thriller psicologici, ma all’epoca sentivo che molti film di quel genere non mi soddisfacevano. I primi due atti erano interessanti e pieni di indicazioni sbagliate ed indizi. Poi, quando arrivavi al terzo atto, avevi identificato il cattivo, e poi il buono e il cattivo si sarebbero affrontati, e poi ci sarebbe stato un momento in cui il buono avrebbe perso, per poi vincere eroicamente. Ho sempre pensato che fosse meno interessante dei primi due atti. Volevo abbracciare il genere mentre cercavo di sovvertirlo e trovare un finale meno stereotipato ma, si spera, altrettanto soddisfacente ed interessante.”

Fino all'ultimo indizio finale - Cinematographe.it

Un’affermazione ambigua, seguita da un’affermazione ancora più ambigua, che affronta direttamente la questione della colpevolezza – od innocenza – di Sparma: “Onestamente, quando l’ho scritto, ho solo cercato di inserire tante cose che indicavano la sua colpa quante indicavano la sua innocenza. Penso che ci sia un numero uguale di prove per la sua colpevolezza od innocenza nella sceneggiatura. Voglio dire, dice: Devo lavorare domani, andiamo, che è un indizio che non succederà niente là fuori. Se lo avesse portato là fuori per cercare un cadavere, di certo non avrebbe lavorato il giorno dopo. O sta mentendo?” Jared Leto, dal canto suo, ha dichiarato di aver “deciso” se Sparma sia colpevole od innocente per poter dare una chiave di lettura al personaggio, ma non ha mai rivelato pubblicamente la sua sentenza.

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