Valeria Golino, dopo la burrascosa vicenda con Riccardo Scamarcio, quest’anno è tornata sulla Croisette come membro della giuria che selezionerà la Palma d’Oro al Festival di Cannes 2016. La carriera dell’attrice ha avuto buona parte del proprio sviluppo oltreoceano, dove il pubblico americano l’ha conosciuta come la giovane trapezista seducente che ruba il cuore a Pee-wee Herman nel film del 1988 di Randal Kleiser intitolato Big Top Pee-wee (La mia vita picchiatella), Valeria Golino all’epoca era già un fiore del cinema europeo. Nata a Napoli da padre italiano e madre tedesca, la Golino ha trascorso i suoi primi anni tra Napoli e Atene, dove ha per un po’ di tempo proseguito la carriera di modella dall’età di 14 anni. Un incontro casuale con la regista Lina Wertmuller fu fortunato per la sua carriera da attrice, poiché Valeria Golino ottenne proprio un ruolo in Scherzo del destino in agguato dietro l’angolo come un brigante da strada, una pellicola del 1983 in cui interpreta la figlia femminista di un politico italiano che viene bloccata dentro la sua limousine blindata. Con un Globo d’oro come Migliore Attrice rivelazione avviene la svolta, vince per due film del 1985 Figlio mio infinitamente caro di Valentino Orsini e Piccoli fuochi di Peter Del Monte, e così la Golino ha iniziato a flirtare con Hollywood. Lo stesso anno ha fatto il suo debutto americano comparendo in quello che è poi rimasto uno dei suoi ruoli più noti: Susanna in Rain Man accanto a Tom Cruise. Nel 1989 Valeria Golino ha poi interpretato il ruolo di una ragazza lussuriosa che eredita una pasticceria in Acque di primavera, un film in costume ambientato nel 1840 la cui storia è tratta dall’omonimo racconto di Ivan Turgenev. Il film fu in competizione a Cannes per la Palma d’oro – che quell’anno venne aggiudicata a Sesso, bugie e videotape di Steven Soderbergh – ed ha guadagnato solo $ 112,000 al box office.

Negli anni immediatamente successivi Valeria Golino è andata verso una maturazione consapevole, nonostante alcuni no ricevuti. Nel 1990 arriva finalista ai provini di Pretty Woman e Linea mortale, ma entrambi furono vinti da Julia Roberts, a tal proposito l’attrice italiana ha detto: “Il mio accento era affascinante, ma quando si trattava di scegliere tra Julia Roberts e me ovviamente si prediligeva l’americano”. La star italiana ha però comunque continuato a cavalcare l’onda prendendo parte a produzioni importanti: nel in 1991 in Hot Shots! in cui in una memorabile scena balla di fronte a Charlie Sheen e, nello stesso anno, in Lupo solitario, il film interamente ispirato a Highway Patrolman di Bruce Springsteen (dell’album Nebraska del 1982), scritto e diretto da Sean Penn. Una volta prosciugati i ruoli che Hollywood poteva offrirle Valeria Golino riesce a creare una connessione più profonda con l’arte cinematografica europea e quindi ritorna alle origine ma in chiave nuova.

“Sono venuta a Hollywood, e mi è piaciuto. È stato un grande momento, ma nella mia testa, ero ancora altrove, in Europa “

ha detto Valeria Golino a The Hollywood Reporter nel 2014. E in Europa, infatti, è rimasta attiva per quasi due decenni, concentrandosi principalmente su film drammatici italiani e francesi. L’ultimo è quello di Ivano De Matteo La Vita Possibile. Dopo il suo debutto alla regia, con Miele, a Cannes nel 2013 e con due candidature ai David di Donatello come Miglior Sceneggiatura e Miglior Regista esordiente e uno vinto come Migliore Attrice Non Protagonista per Il capitale umano di Paolo Virzì, Valeria Golino, 50 anni, torna alla Croisette quest’anno come membro della giuria che selezionerà la Palma d’Oro vincitrice del festival quest’anno, dove incrocia sia Julia Roberts (fuori concorso con il film di Jodie Foster Money Monster- L’altra faccia del denaro) e Sean Penn (in concorso con The last face).

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