Trieste Film Festival 2020: ecco tutti i vincitori

La 31esima edizione del Trieste Film Festival si sta svolgendo dal 17 al 23 gennaio.

The Father di Kristina Grozeva e Petar Valchanov è il Miglior lungometraggio, mentre The Euphoria of Being di Réka Szabó è il Miglior documentario

Sono stati assegnati i premi del Trieste Film Festival. Il Premio Trieste al miglior lungometraggio in concorso va al film bulgaro BASHTATA (Il padre / The Father) di Kristina Grozeva e Petar Valchanov, elaborazione di un lutto attraverso il viaggio assurdo e sgangherato di un padre e di un figlio, tra sensi di colpa e legami da riallacciare.

Trieste Film Festival 2020 al via: ecco la programmazione

Il Premio Alpe Adria Cinema al miglior documentario in concorso segnala invece A LÉTEZÉS EUFÓRIÁJA (L’euforia dell’esistenza / The Euphoria of Being) dell’ungherese Réka Szabó, sulla straordinaria figura di Éva Fahidi, unica della sua famiglia ad aver fatto ritorno dal campo di sterminio di Auschwitz Birkenau, e oggi – settant’anni dopo – protagonista di una performance teatrale sulla sua vita. Al bielorusso LAKE OF HAPPINESS di Aliaksei Paluyan, infine, è andato il Premio Fondazione Osiride Brovedani al Miglior cortometraggio in concorso.

Trieste Film Festival 2020: l’omaggio a Federico Fellini per il Fellini 100

Nato alla vigilia della caduta del Muro di Berlino (l’edizione “zero” è datata 1987), il Trieste Film Festival – diretto da Fabrizio Grosoli e Nicoletta Romeo – è il primo e più importante appuntamento italiano dedicato al cinema dell’Europa centro-orientale, che continua a essere un osservatorio privilegiato su cinematografie e autori spesso poco noti – se non addirittura sconosciuti – al pubblico italiano, e più in generale a quello “occidentale”. Più che un festival, un ponte che mette in contatto le diverse latitudini dell’Europa del cinema, scoprendo in anticipo nomi e tendenze destinate ad imporsi nel panorama internazionale.

I film premiati dal pubblico saranno proiettati in replica nella giornata di giovedì 23 gennaio.

Ecco la lista completa e dettagliata dei vincitori.

CONCORSO LUNGOMETRAGGI
Il Premio Trieste al Miglior lungometraggio in concorso (€ 5.000) va a: BASHTATA (Il padre / The Father) di Kristina Grozeva e Petar Valchanov (BG – GR, 2019)

CONCORSO DOCUMENTARI
Il Premio Alpe Adria Cinema al Miglior documentario in concorso (€ 2.500) va a: A LÉTEZÉS EUFÓRIÁJA (L’euforia dell’esistenza / The Euphoria of Being) di Réka Szabó (H, 2019)

CONCORSO CORTOMETRAGGI
Il Premio Fondazione Osiride Brovedani al Miglior cortometraggio in concorso (€ 2.000) va a: LAKE OF HAPPINESS di Aliaksei Paluyan (BY – D – E, 2019)

Il Premio Corso Salani 2020 (€ 2.000), assegnato da una giuria composta da Giovanni Cioni, Daniela Persico e Alessandro Stellino, va a LA STRADA PER LE MONTAGNE di Micol Roubini (F – I, 2019) con la seguente motivazione: “Un viaggio alla ricerca di un luogo perduto della storia familiare che si rivela come il castello di Kafka. La regista si spinge sempre più in profondità di una selva di storie intime e personaggi picareschi con l’implacabile determinazione di chi non abbandona la posizione. L’unico atto ancora possibile di fronte all’oblio contemporaneo”. 

Il Premio SkyArte assegnato dal canale Sky Arte HD attraverso l’acquisizione e la diffusione di uno dei film della sezione TriesteFF Art&Sound è stato attribuito a:  FORMAN VS FORMAN di Helena Třeštíková e Jakub Hejna(CZ – F, 2019).

Il Premio Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa al miglior documentario in concorso va a A LÉTEZÉS EUFÓRIÁJA (L’euforia dell’esistenza / The Euphoria of Being) di Réka Szabó (H, 2019) con la seguente motivazione:  “Perché riesce a farci apprezzare, in quest’epoca di disillusione e assenza di prospettive, la forza dell’esistere ed il presente come opportunità di riscatto attraverso la bellezza, la tenerezza e persino a mostrare il valore della fragilità. Perché incarna nell’incontro tra una donna anziana e una giovane danzatrice professionista, la bellezza del contatto con l’altro, contro l’intento dei carnefici nazisti di annichilire il corpo e de-umanizzare la persona. Perché è capace di rappresentare la forza del dialogo tra diverse generazioni mentre prevale nel nostro tempo la recriminazione e il risentimento. Per l’originalità con cui affronta il tema dell’elaborazione della memoria mostrandoci le difficoltà del superamento del trauma ma anche la possibilità di conviverci, e forse anche di sublimarlo, godendo delle opportunità di felicità della propria esistenza. E ci racconta la storia di chi è stata vittima di un sistema di morte trasformandola in protagonista della vita per mezzo dell’arte”. 

L’EASTERN STAR AWARD 2020, assegnato a una personalità del mondo del cinema che, proprio come il festival, ha gettato un punto tra il cinema dell’Europa dell’est e quello dell’Europa dell’ovest, va all’attrice KASIA SMUTNIAK.

Il CINEMA WARRIOR – CULTURAL RESISTANCE AWARD, dedicato all’ostinazione, al sacrificio e alla follia di quei “guerrieri” che lavorano dietro le quinte per il cinema, ha assunto quest’anno un valore speciale, perché assegnato a un’associazione – LIBERO CINEMA IN LIBERA TERRA – che, attraverso il cinema, combatte una battaglia più importante, quella contro la mafia, in nome della legalità. quella battaglia la combatte battendo palmo a palmo il nostro Paese, percorrendo in lungo e largo l’Italia, portando – letteralmente – il grande schermo nelle piazze, nelle periferie, nelle terre confiscate alla criminalità organizzata, realizzando ogni anno un festival itinerante che fa tesoro dell’insegnamento di don Luigi Ciotti e delle parole di Ettore Scola: i più grandi nemici della mafia sono la cultura e la conoscenza.

Il Premio InCE (Iniziativa Centro Europea) 2020 (€ 3.000) va a MARKO ŠKOP e al suo film Nech Je Svetlo (Che sia fatta luce / Let There Be Light / SK – CZ, 2019) con la seguente motivazione:“Per la sua attenzione critica verso la società, per la capacità di metterci in guardia dai pericoli degli estremismi e della connivenza tra poteri forti; per l’attenzione rivolta alla formazione dei più giovani ponendo educazione e cultura come unica risposta contro intolleranza e razzismo”.

Il Premio Cineuropa, assegnato da una giuria del portale europeo di cinema e dell’audiovisivo al miglior lungometraggio in concorso va a LILLIAN di Andreas Horvath (A, 2019) con la seguente motivazione: “Come non amare questo ritratto di una donna vulnerabile e determinata allo stesso tempo, simbolicamente alla ricerca di qualcosa di non definibile, che sfida se stessa e il cartello “le ragazze non fanno l’autostop” in un  road movie visivamente potente, che aggiorna una vicenda reale degli anni Venti. Come non apprezzare la magnifica interpretazione dell’artista visuale Patrycja Płanik, la messa in scena dal solido approccio documentaristico e la tenacia quasi ossessiva con cui questo progetto è stato perseguito e realizzato dal regista”. 

Il PREMIO GIURIA PAG – Progetto Area Giovani del Comune di Trieste, assegnato da una giuria di giovani tra i 18 e i 35 anni, rappresentanti di associazioni giovanili, al Miglior cortometraggio in concorso va a HRANICE (Confine / Frontier) di Damián Vondrášek (CZ, 2020) con la seguente motivazione: “Un’opera che ci racconta un tema attuale attraverso i punti di vista di persone differenti: ne risulta un panorama ambiguo, in cui giusto e sbagliato si confondono rendendo difficile prendere una posizione. Il regista riesce a far fronte alla complessità di girare la maggior parte delle scene esterne in notturna sfruttando un esperto utilizzo della luce; il cortometraggio è stato inoltre impreziosito da un attore protagonista capace di trasmettere la complessità umana del proprio ruolo. La storia riesce a superare i confini e le distanze rispecchiate nella società odierna, dando importanza e valore a ogni individuo”.

La giuria assegna inoltre una Menzione speciale a VIRAGO di Kerli Kirch Schneider (EST, 2019) con la seguente motivazione: “Una storia surreale e magnetica, che cattura lo spettatore per trascinarlo in una realtà tragicomica. La scelta dei colori è attentamente votata a creare un’atmosfera e una cornice fiabesche. Un ritmo incalzante e una narrazione fluida la rendono un’opera completa e gradevole, sostenuta da un richiamo epico e da una grottesca rappresentazione del gioco dei sessi. Quest’opera offra diversi spunti di riflessione sugli equilibri e i ruoli che reggono i rapporti fra donne e uomini, mettendoli continuamente in discussione e lasciando sulle labbra un sorriso amaro”.