Torino Film Festival: terzo giorno

Torino rende omaggio ad un grande torinese: Alberto Signetto, video maker d’eccezione. E’ difficile trovare a Torino qualcuno che lavori in ambito culturale e non conosca Alberto Signetto. Grande e grosso, capelli legati sulla nuca, un borsone appeso al collo con dentro libri, taccuini, una telecamera per prendere appunti. Battuta pronta, intelligenza sottile, grande cultura, irresistibile ironia. Viene naturale sedersi da qualche parte con lui a bere un bicchiere e fare conversazione, anche polemica, è un passionale.Ma alle soglie dei sessant’anni, ai suoi consueti problemi economici, si sono aggiunti gravi problemi di salute.  Si è trasferito in una casa prestata da amici, senza riscaldamento, in mezzo a trincee di scatoloni. Lo scorso febbraio, saputo della malattia e della situazione disperata in cui versava amici, giornalisti, artisti, scrittori, cineasti e musicisti si sono mobilitati per una raccolta fondi. Questo film racconta la sua vita di artista rigoroso, poco incline ai compromessi, di cineasta ostinato e controcorrente.

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E’ il Red Rhino, il rinoceronte rosso.

Mi riconosco in questo animale cocciuto, grosso, ingombrante e poco addomesticabile, infido. Nel film Alberto si racconta, è un fiume di parole fatto di ricordi, incontri, frammenti delle sue opere, pensieri intimi. In cui si alternano momenti divertenti ed altri dolorosi. Più che una biografia, è un ritratto affettuoso di un uomo libero, di un regista che avrebbe meritato maggiori riconoscimenti. La sua vicenda riguarda tutti coloro che fanno cinema (e arte) indipendente, senza tradire se stessi.

Cambiando registro, alle 13.00 in Piazza Castello c’è stata la presentazione della Giuria del 32TFF (trentaduesima edizione del Torino Film Festival): Ferzan Ozpetek (presidente), Geoff Andrew, Carolina Crescentini, Debra Granik, Gyorgy Palfi.

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