FCAAAL 2018 Cinematographe

Si è conclusa domenica 25 marzo la ventottesima edizione del Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina, il FCAAAL 2018.
Un’edizione molto ricca tenutasi nella città di Milano in zona Porta Venezia, ma che ha saputo anche espandersi con eventi collaterali di musica, cibo e intrattenimento che hanno saputo coinvolgere tutta la città, compresi coloro i non-appassionati di cinema.

FCAAAL 2018: tutti i vincitori dell’ultima edizione

Tre le categorie di concorso, Finestre sul mondo, Cortometraggi Africani, Extra, seguite poi da altri premi speciali assegnati per meriti d’onore, attoriali o di sceneggiatura. A vincere la categoria Finestre sul mondo è I am not a witch, prodotto tra Inghilterra, Francia e Zambia. Protagonista è Shula, una bambina che a causa di un malinteso viene accusata di stregoneria e quindi esiliata in un campo di streghe, che le autorità locali promuovono come attrazione turistica.
C’è fantasia e ironia in questo lungometraggio, una scelta per affrontare e denunciare il dramma diffuso in quei paesi dei bambini stregoni. La regia e la sceneggiatura hanno saputo creare una narrazione che coinvolge lo spettatore tra sorriso e lacrime, in una situazione che pone di fronte ad una forte riflessione su una situazione sociale distante dalla nostra, ma drammatica.

La categoria Cortometraggi Africani viene assegnata a Aya, 24 minuti di racconto del coraggio della protagonista. Un film che narra una storia di famiglia in Tunisia, ma che racconta valori universali, come l’amore e il coraggio.

La categoria Extra la vince Babylonia Mon Amour, la storia di due uomini senegalesi che vivono nel loro squat a Barcellona, tra rabbia e timore che il sogno europeo in realtà sia solo una nuvola, ma nulla di reale. Il tema dell’immigrazione, attuale, affrontato in modo diretto, come non siamo soliti vederlo.

Un festival che ha saputo affrontare tanti temi, il FCAAAL 2018 nell’ambito di Africa, Asia e America Latina, come il tema dell’immigrazione con il film che ha aperto la rassegna Une saison en France e che ha anche vinto il Premio Sunugal. Le adozioni dai paesi del Sud America, in particolare il Brasile, sono state affrontate nel lungometraggio-documentario The Fifth Point of the Compass, girato in parte in Italia.

Importante anche la scelta di aprire il Festival con un fuori concorso che mescolasse documentario e animazione e che mostrasse anche la potenza delle nuove tecnologie in Africa e come queste vengono interpretate. Questo film è Liyana, emozionante e originale, creato e diretto da Amanda Kopp e Aaron Kopp, già vincitore agli Oscar per miglior documentario.

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